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Tag: sintassi
3 giugno 2017

Martedì ho fatto il mio quinto Digital Update. Sette ore intensive in cui incontro – e si incontrano – per la prima volta quindici persone diverse per esperienze, aspirazioni, obiettivi, età. Era la cosa che mi faceva più paura quando Alessandra Farabegoli mi ha proposto di far parte del DU (ormai lo chiamo così). Io sono abituata a lavorare dentro le aziende, su problemi precisi, con un gruppo di persone che condividono cultura e linguaggio, su testi che ho modo […]

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8 gennaio 2017

Di Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman avevo sentito molto parlare, soprattutto attraverso interviste all’autore, premio Nobel che insegna psicologia sociale a Princeton. Nonostante il titolo e il tema invitante, finora le oltre 500 pagine mi avevano spaventata. Scaricato sul Kindle, lo spessore è sparito e le prime righe mi hanno conquistata (il nostro professore emerito farebbe delle interessanti osservazioni anche su questo, immagino). Lo leggerò tutto, non ho dubbi, ma già ora che ne ho letto nemmeno un […]

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11 settembre 2016

Parole gemelle Nella tag cloud che si va costruendo sotto i miei occhi man mano che taggo i post di questo blog (sono a metà dell’opera), ci sono parole che mi sorprendono per le loro dimensioni rispetto ad altre. Una è la parola “lettura”, che è sì gemella di “scrittura”, ma mai avrei pensato di averle dedicato così tanti post. Questo è un altro. Eppure, tutti i miei libri si aprono con un capitolo sulla lettura, fin dal librino rosa […]

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31 ottobre 2015

Le slide del mio intervento al Summit dell’Architettura dell’Informazione 2015 sono online sul sito di Architecta insieme a quelle degli altri relatori. Naturalmente da sole dicono molto poco e così ho deciso di fare un po’ di editing alla mia scaletta e di proporvi insieme alle slide anche quello che ho detto a voce in un post che sarà quindi più lungo del solito. A dire il vero questa volta avevo buttato giù più di una scaletta. Avevo a disposizione una […]

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24 luglio 2015

In questo faticoso e torrido luglio, in cui non sono proprio riuscita a postare, mi sono occupata di testi del tutto nuovi per me: i libri scolastici. Libri in cui comprensibilità, chiarezza e memorabilità sono tutto. La qualità di un libro di testo è fatta di moltissime cose, alcune palesi o facilmente intuibili, altre davvero molto sottili. Scoprirle e indagarle è stato interessantissimo (e comunque non è finita qui!), così come capire la complessità, i rischi, le innumerevoli scelte che […]

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24 ottobre 2014

In The Sense of Style Steven Pinker non dice cose nuovissime – io ho avuto soprattutto conferme di intuizioni e pratiche cui negli anni ero arrivata da sola –, ma da scienziato del linguaggio ti spiega molto bene perché devi scrivere in un modo e non in un altro e ti mostra moltissimi esempi. Il quarto capitolo è dedicato alla sintassi, “il codice che traduce una rete di relazioni concettuali nella nostra testa in un prima-e-dopo sulle nostre bocche o […]

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16 ottobre 2014

Tutto parte dalla frase, ma è buffo che l’attenzione maniacale alla frase, alla sua lunghezza, al suo ritmo, all’ordine delle parole, ti arrivi solo dopo molti anni. Un ritorno alle origini dopo aver girato intorno al testo in lungo e in largo. “Scrivere frasi brevi” è una sorta di imperativo per le scritture professionali. Lo leggi in tutti i manuali, lo certifica l’indice di leggibilità: più le frasi sono brevi, più il testo è leggibile. In più, ora ci sono […]

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23 luglio 2014

Piramide rovesciata. clessidra, diamante… sono tanti i modelli che si possono adottare per ordinare le informazioni in un testo. In Lavoro, dunque scrivo! ho giocato con qualcuno di loro, ma ultimamente mi diverto a scoprirli anche all’interno di una piccola porzione di testo, magari un solo capoverso. Nei testi altrui, e qualche volta anche nei miei, dopo averli scritti di getto. Un testo è sempre una piccola architettura percorribile, ma le sue forme – così come quella delle case – […]

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23 aprile 2014

Sulla prima pagina di poynter.org Roy Peter Clark celebra oggi il 450° compleanno di William Shakespeare esaminando in un lungo post una sola frase, tratta dal Macbeth: The Queen, my Lord, is Dead. annuncia un messaggero a Macbeth. Una frase che, in sole sei parole, può insegnarci tantissimo. Ecco la piccola grande lezione. Shakespeare, scrive il più famoso docente di scrittura degli Stati Uniti, avrebbe potuto scriverla anche in altri modi: The Queen is dead, my lord.My lord, the Queen […]

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26 ottobre 2013

Be’, proprio una legge non è. Sono io che la chiamo scherzosamente così. Prima solo tra me e me, poi anche nelle aule in cui insegno la scrittura professionale. La legge della vicinanza chiede che le cose concettualmente e funzionalmente vicine lo siano anche fisicamente. Sembra l’ovvio, ma la legge è violata di continuo e la leggibilità peggiora. Per esempio, è bene tenere tenere insieme soggetto, verbo e complemento, senza separarli con incisi chilometrici. La povera mente che legge è messa […]

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30 settembre 2013

Ho scritto già, molto tempo fa, della scala dell’astrazione, cioè di quella scala ideale sui cui pioli si collocano le parole, dalle più concrete vicino a terra alle più astratte vicino al cielo. Pensare alla scala mentre scrivo mi è molto utile, perché così le parole tra cui scegliere mi si aprono davanti come un ventaglio: poi ne sceglierò solo una ma, appunto, posso scegliere. Se pane, pranzo, mangiare sono sui pioli in basso, cibo, pasto sono un po’ più in alto, mentre nutrizione, […]

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16 giugno 2013

I labirinti sintattici possono essere affascinanti se l’autrice li ha costruiti con un preciso obiettivo in mente. Diverso il caso della scrittura informativa e di servizio, dove la strada dovrebbe essere spianata. Invece spesso è il povero lettore a dover trovare la sua in un periodo lungo e contorto. Un tipico esempio è la frase finale di un periodo introdotta dal malefico aggettivo previo (se non lo avete ancora fatto, mettetelo subito subito nella black list). Previo si usa per indicare una cosa […]

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16 giugno 2013

Long before the Tumblr era of visual quotes, long before the ubiquity of typographic treatments of famous words, long before the age of art and design projects inspired by literary classics, in 1978, to be precise, Brooklyn-born artist and poet Jacob Drachler (1909-1998) released Id-Grids and Ego-Graphs: A Confabulation With Finnegans Wake (public library) – a visually gripping suite of 44 graphics that captures in a beautifully abstract, ethereal yet tangibly coherent way the essence of the dense Joyce classic. Questo incipit di un post di Brain […]

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27 febbraio 2013

L’ottimo TheWriter dedica il suo ultimo post al pericolo dell’eccessiva semplicità sintattica: (Don’t) put a stop to it. Abbiamo martellato tutti per anni perché non scrivessero periodi contorti e chilometrici – soprattutto ma non solo sul web –, e sempre più spesso il risultato sono frasi smozzicate, brevi brevi, in testi senza ritmo. A dire il vero in italiano lo notiamo meno, ma in inglese ci sono ormai siti e newsletter, anche di copywriter famosi, che non si possono più leggere, […]

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27 agosto 2012

Daily Writing Tips, a dispetto del titolo, non è uno di quei siti che ti scodellano quattro consigli striminziti. Ci sono post lunghi e approfonditi, tipo Altri venti modi per dire “tipo”, e giù altrettante possibili alternative, spiegate una per una con tutte le sottili differenze. Qualche giorno fa c’era un post in cui mi sono molto riconosciuta, perché dedicato a un tema complicato ma essenziale nella scrittura: il ritmo. Così, anche un po’ per riprendere la mano dopo la […]

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18 aprile 2012

Nel controllare la fonte di una citazione mi sono appena imbattuta in un testo che ha più di cento anni, ma mi è sembrato parlasse anche alla sensibilità di noi copy ed editor dell’era digitale. È la prefazione di Guy de Maupassant al suo romanzo Pierre e Jean, pubblicato nel 1888. Si possono tradurre e indicare le cose più sottili applicando questo verso di Boileau: Mostra il potere di una parola messa al posto giusto. Non c’è affatto bisogno di […]

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27 marzo 2012

Oggi non ha più molto senso pensare alla scrittura per il web e a quella per la carta come a due cose radicalmente diverse, almeno nella scrittura professionale. Non lo sono e comunque lo saranno sempre meno. È utile però avere ben presenti alcune attenzioni di fondo quando sappiamo che le nostre parole saranno lette, almeno la prima volta, sullo schermo di un computer o di un tablet, dove la leggibilità è più difficile. Quel tot di fatica cognitiva in […]

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24 marzo 2012

Anche se se ne sta immobile sulla pagina, il testo è una cosa dinamica. Con la sua struttura dà ritmo e velocità alla lettura, o può bloccarci e farci scappare a gambe levate. Con le sue parole mette in moto nella nostra mente una catena di associazioni o allestisce un intero teatro mentale. L’avvio, l’accelerazione o lo stop lo danno le piccole unità delle frasi. Da sole, o una dietro l’altra. Il New York Times ha inaugurato una nuova rubrica […]

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9 gennaio 2012

Quando hai tanto da fare e non ti va per niente, non c’è niente come Twitter a tentarti. Tanto, “è solo un’occhiatina”. Vero, però attraverso i tweet a volte incrocio cose veramente belle, che vengono serendipicamente verso di me proprio al momento giusto. Stamattina un tweet di Faretesto conteneva un nome magico: Pico Iyer, scrittore di viaggi di cui un paio di estati fa avevo letto un bellissimo articolo sul New York Times. Anche oggi dietro il link c’era un […]

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23 luglio 2011

Ho cominciato un curioso libretto, attirata dal titolo e dalle ottime recensioni. È How to write a sentence. And how to read one. L’autore, il critico letterario e blogger del New York Times Stanley Fish, colleziona belle frasi come altri minerali, farfalle o scatole di fiammiferi. Le rilegge e rimira talmente tanto da conoscere ormai i più intimi meccanismi di frasi lunghe appena dieci parole, che siano di un oscuro insegnante o di un grande scrittore, da John Updike a George Elliot. […]

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