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Tag: Bice Mortara Garavelli
6 febbraio 2014

Ah, e io che pure stamattina ho cancellato il pronome dimostrativo stesso nella revisione di un contratto assicurativo! Una cosa tipo: “Per poter avviare la pratica di liquidazione del sinistro è necessario inviare alla Compagnia entro 30 giorni la documentazione completa relativa allo stesso”. Ho tolto il primo sinistro e l’ho piazzato alla fine, al posto di stesso. In questo caso è abbastanza ovvio che la liquidazione si riferisce al sinistro. Ci sono però molti altri casi in cui questo non si può fare […]

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26 ottobre 2013

Be’, proprio una legge non è. Sono io che la chiamo scherzosamente così. Prima solo tra me e me, poi anche nelle aule in cui insegno la scrittura professionale. La legge della vicinanza chiede che le cose concettualmente e funzionalmente vicine lo siano anche fisicamente. Sembra l’ovvio, ma la legge è violata di continuo e la leggibilità peggiora. Per esempio, è bene tenere tenere insieme soggetto, verbo e complemento, senza separarli con incisi chilometrici. La povera mente che legge è messa […]

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5 luglio 2010

Ora che ho finito di leggerlo, confermo: Il parlar figurato di Bice Mortara Garavelli è un gioiellino. Raro incontrare libri così: breve (poco più di 160 pagine), denso (decine di figure retoriche, tutte esemplificate), leggero (non perché si legga facilmente o velocemente, anzi, ma ha un ritmo felice ed espressioni fulminanti). Dubito che d’ora in poi conoscerò a menadito le figure retoriche. Se devo definirle non vado molto oltre metafora, allegoria, climax, anafora, epifora, metonimia e sineddoche, ma mi sono […]

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23 maggio 2010

Negli ultimi due anni ho molto lavorato alla semplificazione e alla comunicazione di testi giuridici o su temi giuridici. Con molta apprensione all’inizio, dato che il mio background di studi è del tutto diverso, poi con sempre maggiore dimestichezza e anche con gusto. Non saranno lavori “creativi” nel senso corrente del termine (e qui Annamaria Testa avrebbe un sacco di cose da dirci, ma possiamo leggere il suo ultimo libro), eppure a me hanno insegnato tantissimo sul piano della precisione […]

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21 aprile 2010

Un colore si vede, eppure possiamo dire che è “chiassoso”, “stridente”, o “caldo”, “freddo”, come se facesse rumore o sprigionasse calore. Diciamo che un  silenzio è “freddo”, “glaciale”, parliamo di un suono come se lo palpassimo (“suono vellutato/morbido/aspro”), lo vedessimo (“voce chiara/cupa”), ne sentissimo i gradi di calore (“voce calda/fresca/fredda”). Di un profumo diciamo che è “fresco/dolciastro/amaro”. Prestiamo caratteri gustativi (“amaro/acido/salato”) a cose che non si possono assaggiare: “un sorriso amaro”, “parole acide”, “prezzi salati”. In quanto a dolce, è […]

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20 ottobre 2007

Ho sempre pensato di inserire sul MdS, prima o poi, una pagina dedicata agli errori più comuni che si fanno scrivendo in italiano. Ho sempre rimandato, sia perché ci sono già altri siti che affrontano egregiamente questo tema, sia perché mi viene il dubbio che siano cose scontate e non mi va di fare la maestrina. In realtà non sono affatto cose scontate, e io ho la memoria corta. Molte cose io stessa non le ho affatto acquisite al liceo né all’università. […]

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9 agosto 2003

“Un Tizio salì in cima al Colosseo e gridò: – Mi butto? – Non è regolare, – gli fecero osservare i passanti. – Lei doveva metterci il punto esclamativo, non il punto interrogativo. Torni a casa e studi la grammatica. Qualche volta un errore di grammatica può salvare una vita.” È una delle citazioni da Gianni Rodari con cui si apre il Prontuario di punteggiatura di Bice Mortara Garavelli. Breve ma non leggerissimo, denso di indicazioni utili per chi scrive […]

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25 giugno 2003

Un titolo da aggiungere alla lista di libri da comprare: Il prontuario di punteggiatura di Bice Mortara Garavelli (Laterza), una delle nostre migliori linguiste. Sabato scorso il Tuttolibri della Stampa gli dedicava tutta la prima pagina: una carrelata storica sulla punteggiatura, più il parere di 4 scrittori: “La punteggiatura è una gabbia e insieme protegge: il canarino che ne esce può trovare la libertà o finire tra le zampe del gatto.” Margherita Oggero “Studiatevela bene e poi usatevela per i […]

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