Il previo che viene dopo

16 Giu

I labirinti sintattici possono essere affascinanti se l’autrice li ha costruiti con un preciso obiettivo in mente. Diverso il caso della scrittura informativa e di servizio, dove la strada dovrebbe essere spianata.
Invece spesso è il povero lettore a dover trovare la sua in un periodo lungo e contorto. Un tipico esempio è la frase finale di un periodo introdotta dal malefico aggettivo previo (se non lo avete ancora fatto, mettetelo subito subito nella black list).
Previo si usa per indicare una cosa che va fatta prima, ma – guarda un po’ – questa cosa di solito si mette alla fine.
Esempio:

L’Ufficio Protocollo, in seguito al ricevimento del plico, lo inserisce nell’apposita casella e lo inoltra alla Direzione Legale, previa apposizione del timbro con il giorno e l’ora del ricevimento.

Non so quante procedure ho corretto rimettendo insieme i pezzi dalla parte del povero addetto all’Ufficio Protocollo. Quel che viene prima si dice prima. È semplice:

L’Ufficio Protocollo:

  • riceve il plico
  • appone il timbro con il giorno e l’ora del ricevimento
  • lo inserisce nell’apposita casella
  • lo inoltra alla Direzione Legale.

PS quando ci sono una serie di azioni da fare o di raccomandazioni da dare, l’elenco deve essere verticale. Chi è che si scrive la lista della spesa in orizzontale?

6 Risposte to “Il previo che viene dopo”

  1. Gianni 16 giugno 2013 a 3:26 pm #

    Qualcuno commenterebbe: “santa polenta!”

  2. borislimpopo 16 giugno 2013 a 4:40 pm #

    L’ha ribloggato su Sbagliando s'imperae ha commentato:
    Grandissima. Un raggio di luce in una settimana scura. Grazie, Luisa

  3. Fiorella Palomba 17 giugno 2013 a 12:29 pm #

    Concordo anche con “santa polenta” di Annamaria (*_))

  4. Bruno 22 giugno 2013 a 8:22 am #

    Io però la procedura la ricorderei meglio in forma discorsiva anziché con quella lista asettica di punti, specialmente quando è relativamente semplice come in questo caso.
    Trovo che il previo che viene dopo abbia una funzione enfatica: all’operatore sottolinea l’importanza di non dimenticare quel timbro, in aggiunta al più ovvio compito di smistare il plico verso la sua destinazione finale. All’utente dà il conforto di sapere che qualcuno si cura anche di contrassegnare la sua pratica come ricevuta, e in un ben preciso momento.
    Siamo esseri umani in fondo…

    PS: ho provato a scrivere la lista della spesa in orizzontale, una riga per tutti gli articoli di un certo settore del supermercato e nella sequenza del percorso entrata-uscita. Funziona!

    • Gianni 23 giugno 2013 a 8:41 am #

      @Bruno
      Pensa se, per burla, ti spostano la sequenza della merce sugli scaffali…

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  1. La lettura è una corsa. E un’arte divinatoria. | Il blog del mestiere di scrivere - 11 settembre 2016

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