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Tag: revisione
6 luglio 2017

“In writing, you must kill your darlings”: la citazione è famosissima, spesso attribuita a Stephen King. In realtà King cita a sua volta William Faulkner, che diede questo consiglio a un giovane scrittore. I darling sono parole, costrutti sintattici, espressioni cui ricorriamo spesso, fin troppo. Perché ci piacciono, tanto da esserne quasi innamorati e da non volerci separare da loro per nessun motivo. Invece, zac!, dovremmo, farli fuori tutti, come suggeriscono i grandi scrittori. Così non ci adagiamo, non diventiamo […]

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25 maggio 2017

Sono stata arcicontenta di rispondere alle domande di Marzia Tomasin su come sono nati i miei libri e come li ho scritti. Primo, perché non me lo ha mai chiesto nessuno e invece è una componente fondamentale della mia professione. Secondo, perché è stata una chiacchierata vera e anche un po’ lunghetta, non l’elenco di domande cui rispondi per email. Terzo, perché ho scoperto il suo splendido sito Per Iscritto, fatto di interviste lunghe e accuratissime a scrittori e professionisti […]

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15 settembre 2016

Qualche giorno fa la subversive copyeditor Carol Saller ha postato su Twitter un sondaggio per chiedere ai colleghi se e quanto usano ancora i simboli di correzione a mano quando correggono le bozze di un testo. Ho risposto anche io: “spesso” e ho visto che siamo la maggioranza. Carol Saller è una che di editing e correzioni se ne intende davvero: ha scritto un libretto delizioso, The Subversive Copyeditor ed è tra gli editor di una delle guide di stile […]

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29 giugno 2015

Potrai anche aver fatto mille scalette e mappe mentali, ma quando ti metti a scrivere è come avere davanti un campo sconfinato, in cui puoi prendere le direzioni più diverse, anzi disegnare tu stessa il paesaggio in cui il lettore si muoverà. Una volta pensavo che con la scaletta progetti la pianta della tua casa testuale e man mano che scrivi tinteggi le pareti con il tono di voce e l’arredi con le parole che scegli e l’ordine in cui […]

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16 luglio 2014

Lo tenevo lì, questo tweet della Guida di stile dell’Economist, pronto per un post che ho rimandato di giorno in giorno e poi di settimana in settimana. È stato un periodo densissimo di lavoro, in cui mi sono dovuta concentrare sul fare lasciando da parte il leggere, navigare e riflettere, dai quali nascono sempre i post di questo blog. Poi una piccola vacanza in cui ho scelto di disconnettermi completamente, come faccio ogni tanto. Ma sia le attività professionali – tante […]

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15 settembre 2013

Elimina le parole che dicono poco o niente (una specie di, una sorta di, in realtà, sostanzialmente). Elimina le parole che ripetono quanto appena detto da altre parole (vari e diversi). Elimina le parole implicite in altre parole (una terribile tragedia). Sostituisci una frase con una sola parola (nel caso in cui diventa se). Volgi le espressioni negative in positivo (non sono incluse diventa sono escluse). Joseph M. Williams, Style, riportato da Roy Peter Clark in How to write short

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21 agosto 2013

Scrivere ci concede un lusso che manca alla conversazione: possiamo tornare indietro a riformulare le nostre frasi, facendo attenzione alla sintassi e alla sensualità del testo. Una cosa impossibile quando ci esprimiamo in maniera estemporanea – parlando o scrivendo. Paradossalmente, quando la riscrittura funziona, la prosa suona naturale, come l’eco delle nostre vere voci. Constance Hale, Sin and Syntax Su questo blog leggi anche: Naturale come il parlato, preciso come lo scritto

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27 febbraio 2013

L’ottimo TheWriter dedica il suo ultimo post al pericolo dell’eccessiva semplicità sintattica: (Don’t) put a stop to it. Abbiamo martellato tutti per anni perché non scrivessero periodi contorti e chilometrici – soprattutto ma non solo sul web –, e sempre più spesso il risultato sono frasi smozzicate, brevi brevi, in testi senza ritmo. A dire il vero in italiano lo notiamo meno, ma in inglese ci sono ormai siti e newsletter, anche di copywriter famosi, che non si possono più leggere, […]

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23 giugno 2012

Oggi, finendo la revisione di un documento, mi stupivo di quanti cambiamenti avevo ancora fatto in quella che credevo ormai un’ultimissima versione. La verità è che ho stampato il documento ormai impaginato e l’ho riletto ad alta voce. Lo spazio reale in cui le parole dovranno vivere per il lettore rivela sempre qualcosa che il foglio word sul quale hai scritto ti ha tenuto nascosto fino a quel momento Una colonna di testo stretta impone una sintassi un po’ più […]

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15 maggio 2012

Di solito segnalo ma non riproduco per intero i post altrui e per la lettura rimando sempre alla fonte. Faccio un’eccezione per l’ultimo di Nuovo e utile, Scrittura, rilettura e cucina dei carciofi. Non aggiungo nemmeno una parola a quanto scritto in maniera così efficace da Annamaria Testa: Capita spesso che ragazze e ragazzi mi facciano vedere i loro scritti. Perfino a quelli che vogliono fare pubblicità chiedo di mostrarmi almeno un testo lungo: da un titolo pubblicitario, per quanto […]

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30 aprile 2012

Social reading: mi piace pensare non sia solo quello delle frasi più sottolineate dagli altri lettori sull’ebook, ma anche quello più sottile delle suggestioni, dei ricordi e dei collegamenti che ognuno di noi fa quando legge le parole di qualcun altro. Suggestioni che possono tornarti anche attraverso tradizionalissime strade, come l’email.  Il mio breve post di stamattina ha ricordato a Luca Iori – lettore di questo blog – un brano di Primo Levi tratto da L’altrui mestiere, una raccolta di articoli […]

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30 aprile 2012

Impelagata nel più impegnativo autoediting della mia vita, godo i frutti di aver messo il testo nel cassetto per tre mesi – il minimo suggerito da Zadie Smith. Non c’è solo il vantaggio di attivare la propria via dorsale e leggere come se fosse la prima volta. C’è il distacco emotivo: quello che ti fa dimenticare tutta la fatica che ci hai messo, e ti permette di distaccarti con leggerezza e senza alcun rimpianto da parole, periodi, interi periodi. Sforbici […]

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28 aprile 2012

La lettura di Imagine, How creativity works mi ha fatto bene. Abborderò al più presto gli altri due libri del trentunenne newyorkese: Proust era un neuroscienziato e Come decidiamo. Uno dei temi che mi hanno toccata più da vicino è quello della “distanza” dal testo da rivedere, dal problema da risolvere, dal vuoto da riempire. I due geniali autori di Made to stick l’avevano chiamato “la maledizione della conoscenza”, Lehrer lo chiama “outsider problem”. Riusciamo a vedere una soluzione solo quando […]

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10 febbraio 2012

Il Sole 24 Ore di domenica dedicava un’intera pagina ai refusi, quegli “errori di stampa” che una volta marchiavano per sempre un libro ma verso i quali pare esserci sempre più tolleranza, almeno da quando si è rotto il “patto tra libro come oggetto fisico e testo”, come scrive Massimo Gatta nell’articolo La perfezione perduta del libro. Eppure il salto che facciamo e il fastidio che proviamo di fonte all’errore è sempre lo stesso. Nei testi di un’azienda o di […]

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8 gennaio 2012

In cima a una delle torri sul mio tavolo c’è Help! for writers, l’ultimo libro di Roy Peter Clark, forse il docente di scrittura che mi ha più ispirato negli anni e con il quale ritrovo sempre una grande identità di vedute. Il suo Fifty Writing Tools rimane il preferito, tanto che ne ho tradotta liberamente l’estratto alcuni anni fa. L’idea di fondo di Clark è che non esistono compartimenti stagni tra le diverse scritture, meno che mai tra scrittura […]

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5 gennaio 2012

“È l’orecchio, non l’occhio, l’editor finale.” Lo afferma Don Murray, docente premio Pulitzer di scrittura giornalistica in un bellissimo libro di cui ho scritto tempo fa sul Mestiere. Ed è anche la citazione di apertura dell’ultimo post di Ann Wylie, Write for the ear, dedicato all’editing fatto leggendo ad alta voce. Ci sono molte cose di cui l’orecchio riesce subito ad accorgersi: errori che sono sfuggiti all’occhio, per esempio le concordanze, di genere e di numero rigidità dello stile, mentre […]

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4 ottobre 2011

Il sito del New York Times pubblica oggi un lungo articolo dedicato alla cura editoriale del giornale: The Reader’s Lament. I lettori segnalano errori e inesattezze per email e su Twitter, e si imbestialiscono per i refusi. Soprattutto da quando l’edizione online si paga. I redattori che devono pubblicare velocemente su più piattaforme rischiano di essere più distratti, e i lettori hanno tanti più canali per farsi sentire. Però, assicura il NYT, tutti i testi sono riletti almeno due volte […]

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16 settembre 2011

Domenica scorsa l’inserto di Repubblica dedicava un paginone al “metodo Simenon”: rituali, tic, fissazioni, ritmi e feticci di uno dei più prolifici, amati e venduti scrittori di tutti i tempi. La gabbia di cose, luoghi e tempi di cui il creatore del commissario Maigret aveva bisogno per riuscire a scrivere è impressionante nella sua rigidità e immutabilità, ma l’immagine che più mi ha colpito è quella dello scrittore che, una volta terminato un romanzo, prende il pacco di fogli, lo […]

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9 luglio 2011

Tra le cose che volevo fare da tempo c’era seguire il webinar gratuito dedicato alla revisione su News University di Poynter.org. È un delizioso ripasso di cose che già sapevo, ma ci ho trovato anche alcune perle che vi passo. Dalla sezione Quotes: “Amo i fiori del ripensamento.” —Bernard Malamud “Ho fatto anche 20 or 30 bozze di un racconto. Mai meno di 10 o 12.” —Raymond Carver “Quando sotto i miei occhi vedo un paragrafo restringersi come una fetta di bacon nel tegame, […]

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4 luglio 2010

Tutti i manuali dividono il processo della scrittura in tre fasi: prewriting > drafting > revising. In italiano: progettazione, redazione, revisione. Nei saggi di Don Murray sul processo della scrittura ho trovato una splendida suggestione e alternativa al prewriting: il rehearsing, cioè il fare le prove, come con un pezzo musicale, come a teatro. In effetti, è vero che nella fase di prewriting si scrive, cioè si mettono insieme le informazioni e i materiali, si fanno mappe e scalette, ma […]

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