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risali negli anni

Categoria: lingua italiana
7 febbraio 2017

Il titolo è essenziale, Language design, ma il libro di Yvonne Bindi è un tripudio di racconti, consigli, esperienze di lavoro e di vita determinate dalle conseguenze delle parole, dalla loro scelta, dalla loro collocazione in contesti quotidiani quali un bar sul mare, un aeroporto, un sito web. Si esce dalla lettura con un un senso di consapevolezza e di responsabilità forte rispetto alle piccole entità che nascono dalle infinite combinazioni di 26 lettere e determinano ciò che siamo e […]

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21 marzo 2016

L’Economist è molto affezionato a George Orwell e al suo saggio sulla scrittura Politics and the English language, tanto da farne il nume tutelare della sua celeberrima guida di stile. Così, a gennaio 2016 i copyeditor del settimanale hanno ricordato l’anniversario della morte dello scrittore con una serie di tweet che riportavano le sue sei regole per scrivere bene. “Non scrivere mai una parola lunga se puoi scriverne una più corta” è più attuale che mai: la buona scrittura sintetica […]

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12 settembre 2015

figlio Mi era piaciuto molto La manomissione delle parole, saggio di Gianrico Carofiglio sul linguaggio e i nostri maltrattamenti. Ora lo scrittore, politico e magistrato torna sui temi che gli sono più cari con un altro saggio, pubblicato da Laterza: Con parole precise, breviario di scrittura civile (arrivate in fondo perché c’è una breve clip di presentazione dell’autore). Chi ha già letto La manomissione ritroverà molte cose note, così come chi si interessa – per lavoro o per passione – […]

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9 settembre 2015

La prima volta che ho incontrato l’espressione “verbo debole” è stato in quel magistrale documento che è A Plain English Handbook,  con cui la Security and Exchange Commission degli Stati Uniti (la loro Consob, per intenderci) spiegano gli investitori come scrivere i documenti di trasparenza. Tra i problemi più comuni i verbi deboli sono al terzo posto, dopo i periodi lunghi e la forma passiva. Da quando ho imparato a riconoscerli, di verbi deboli ne ho incontrati tantissimi. Ieri mi […]

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31 agosto 2015

Sintassi più semplice, lessico più ricco era il titolo di un mio post di un po’ di tempo fa e un consiglio con cui spesso concludo i miei laboratori di scrittura nelle aziende. È praticone e casareccio, lo so – e in questo mi assomiglia – ma credo compendi bene la chiave di una semplificazione intelligente e quindi di una maggiore leggibilità dei testi. Ieri l’ho in qualche modo ritrovato in un articolo di Roberto Casati sulla Domenica del Sole […]

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23 giugno 2015

Quando me l’hanno proposto non l’ho capito e finché non l’ho visto non ci ho creduto. Invece tra le 500 illustri “definizioni d’autore” dello Zingarelli 2016 c’è anche la mia definizione di “blog”. Me ne sto molto intimidita nell’angolino tra due delle 2600 pagine del più autorevole e blasonato dei vocabolari della lingua italiana. Da lassù la mia nonna che si è laureata in lettere nel 1926 e ha insegnato italiano e latino alle scuole medie per 45 anni sarà […]

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26 febbraio 2015

Ecco, ho firmato anch’io la petizione #dilloinitaliano promossa da Annamaria Testa. La mia motivazione è questa: perché non riesco a scrivere “weekend”. È vero: concludo le mie email, anche quelle informali, con “buon fine settimana”. Non uso mai parole come deadline, lunch, break, timeline, effort, location, appealing. Odio e censuro i calchi come ingaggio. Ma adoro una parola inglese come takeaway, nel senso di quello che ti porti a casa dopo aver letto o ascoltato qualcosa o qualcuno (ora comunque […]

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24 ottobre 2014

In The Sense of Style Steven Pinker non dice cose nuovissime – io ho avuto soprattutto conferme di intuizioni e pratiche cui negli anni ero arrivata da sola –, ma da scienziato del linguaggio ti spiega molto bene perché devi scrivere in un modo e non in un altro e ti mostra moltissimi esempi. Il quarto capitolo è dedicato alla sintassi, “il codice che traduce una rete di relazioni concettuali nella nostra testa in un prima-e-dopo sulle nostre bocche o […]

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21 ottobre 2014

Non ho ancora visto Il giovane favoloso di Mario Martone, ma intanto ho sbirciato nella dimensione più familiare e informale di Giacomo Leopardi attraverso la lettura di Comunque anche Leopardi diceva le parolacce, libretto brillante e illuminante di Giuseppe Antonelli. Il docente universitario di linguistica italiana è anche il conduttore della trasmissione di Radio3 La lingua batte, nonché grande appassionato ed esperto di canzoni. Lo si vede, e soprattutto lo si sente, dal bel ritmo di questo libro, che passa con […]

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13 ottobre 2014

Dieci cose che non bisogna vergognarsi di dire (o di scrivere) in italiano «Credo che hai torto» (invece di «Credo che tu abbia torto»). Perché il congiuntivo è sacro, ma non alla seconda persona singolare. E perché chi crede davvero in qualcosa deve usare l’indicativo. «Io e Antonio» (invece di «Io ed Antonio»). Perché la “d” eufonica si scrive solo quando si pronuncia. «A me mi». (invece di «a me» o «mi»). Perché a Roma lo dicono senza problemi. E […]

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19 maggio 2014

“La retorica, grazie all’uso delle figure, riesce a porre davanti agli occhi un mondo che ancora non c’è. Non solo. Lo fa vivere, lo rende presente, ne fa cogliere i vantaggi e i limiti. Con un potere di envision, una capacità quasi sciamanica, riesce a portare il pensiero verso il nuovo che, per definizione, nessuno ha ancora visto, ma che potrebbe essere la soluzione cercata per conquistare mercati, per aumentare la produttività, per salvare posti di lavoro.” È qui che […]

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18 aprile 2014

Mi piace molto la rubrica Correzioni che Giulia Zoli tiene su Internazionale ed è sempre la prima cosa che leggo quando il giovedì mattina ricevo la copia digitale del settimanale. La scorsa settimana parlava dell’uso del presente per trascinare i lettori dentro una storia: “Il passato prossimo racconta quello che è appena successo, ed è una delle cose che non vede l’ora di sapere chi compra un giornale. Ma a volte, quando dalla semplice notizia si passa all’articolo di cronaca o alla corrispondenza dell’inviato speciale, non c’è niente di […]

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8 aprile 2014

Come molti, sto seguendo da qualche settimana il racconto che la scrittrice Jhumpa Lahiri sta facendo sull’apprendimento della nostra lingua sulle pagine di Internazionale. Genitori bengalesi, madrelingua inglese, premio Pulitzer per la narrativa a 32 anni, vive a Roma da alcuni mesi dove sta realizzando un sogno che coltivava da giovanissima: imparare l’italiano. Leggere il suo racconto a puntate significa guardare la nostra lingua da una prospettiva diversa, piena di amore e di meraviglia. Una meraviglia che appartiene a ciascuno […]

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2 marzo 2014

Solo qualche post fa accennavo a quante situazioni comunicative diverse ci troviamo ad affrontare rispetto al passato, anche vicinissimo, e a come è difficile sintonizzarsi ogni volta su un registro diverso. Non ci sono più solo il linguaggio formale e quello informale, ma anche il formale email (comunicazione al fornitore), il formale relazionale email (comunicazione al cliente), l’istituzionale social (l’azienda su twitter e facebook), l’sms tra amici e l’sms aziendale (quando la compagnia mi avverte che la polizza sta per […]

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6 febbraio 2014

Ah, e io che pure stamattina ho cancellato il pronome dimostrativo stesso nella revisione di un contratto assicurativo! Una cosa tipo: “Per poter avviare la pratica di liquidazione del sinistro è necessario inviare alla Compagnia entro 30 giorni la documentazione completa relativa allo stesso”. Ho tolto il primo sinistro e l’ho piazzato alla fine, al posto di stesso. In questo caso è abbastanza ovvio che la liquidazione si riferisce al sinistro. Ci sono però molti altri casi in cui questo non si può fare […]

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14 gennaio 2014

Stamattina ho ricevuto l’email di una dirigente della pubblica amministrazione con la quale ho lavorato nei mesi scorsi. Mi chiedeva come regolarsi nel chiamare un nuovo ruolo che ne riuniva due precedenti, uno di Direttore e l’altro di Direttrice, ricoperti entrambi da due signore, ma con storie e sensibilità molto diverse. Una col maschile intendeva sottolineare la sua funzione, l’altra la sua storia femminista. Mi sono ricordata di quanto ha dichiarato di recente a questo proposito Nicoletta Maraschio, presidente dell’Accademia […]

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8 dicembre 2013

“E mo’ che è successo?” Mi sono chiesta leggendo l’ultimo tweet di Matteo Renzi. Poi ho guardato meglio: “Ma no che non c’è la virgola! Sei tu che oggi vedi virgole dappertutto.” In effetti: “Giornata difficile da dimenticare”. Non: “Giornata difficile, da dimenticare”. A comma can change everything, come spiega questo splendido video di un solo incalzante minuto:

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8 dicembre 2013

Se un paio di giorni fa avevo letto solo titolo, sottotitolo e note dell’articolo di New Republic The Period is Pissed, oggi me lo sono letto tutto e la lettura ha innescato una serie di considerazioni sull’uso della punteggiatura nella scrittura in rete. L’autore Ben Crair parte dall’idea che il punto, al di là della sua funzione grammaticale di pausa, sia sempre più usato per dare al proprio messaggio anche una sfumatura emotiva di distacco, freddezza, voglia di troncare e […]

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25 settembre 2013

Io non sono una maniaca purista e amo le altre lingue, inglese compreso. Anzi, quasi tutto quello che leggo per lavoro lo leggo in inglese e collaboro con aziende che di termini inglesi devono usarne tanti perché è di questi che il loro mercato è fatto. Quando servono servono, e faccio poche storie. Quello che mi deprime invece è la sciatteria con cui si usano ora certe parole che l’inglese lo scimmiottano, soprattutto se a farlo sono professionisti della parola […]

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19 agosto 2013

Questo è il punto. Istruzioni per l’uso della punteggiatura di Francesca Serafini mi guardava da mesi in cima alla torre in cui l’avevo collocato per sottolinearne la priorità di lettura. Avevo letto solo ottime recensioni e inoltre conoscevo l’autrice fin dai tempi dei due bei volumi Punteggiatura, pubblicati dalla Scuola Holden e ora purtroppo introvabili. Non so se a trattenermi sia stata l’austera copertina o il perentorio “istruzioni per l’uso”, fatto sta che ho dovuto aspettare una giornata agostana tranquilla […]

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