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Tag: leggibilità
5 aprile 2017

Desideravo tanto visitare il Museo Egizio di Torino nel nuovo allestimento e domenica mattina alle 9 ero pronta in fila all’ingresso. Ne sono uscita alle 14.30 dominata da sentimenti molto contrastanti. Da una parte la bellezza di quello che avevo visto, infinitamente superiore alle mie aspettative: gli oggetti si ammirano a distanza ravvicinata e da tutte le parti, come i tessuti di lino finissimi e perfetti di 5.000 anni fa che sono forse quello che più mi ha emozionata. Dall’altra […]

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14 dicembre 2016

Sono piuttosto sorprendenti i risultati dell’ultima ricerca di Jakob Nielsen & Co. sulla leggibilità dei testi sullo smartphone, ma ci dicono molto sulla straordinaria capacità di noi umani di adattarci al nuovo, anche se all’inizio facciamo sempre un sacco di storie. La sorpresa, infatti, è che stiamo imparando a leggere sugli schermi piccoli. Non proprio tutto, ma quando i testi sono semplici e non trattano argomenti particolarmente complessi, la capacità di comprensione e la memorabilità del contenuto letto sullo smartphone […]

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2 settembre 2015

Leggere è spostarsi da un punto a un altro, anche in questi tempi di letture veloci e distratte. Online, per esempio, sappiamo ormai bene che lettrici e lettori vanno dove gli pare, ma il nostro obiettivo è spianargli comunque la strada verso quel punto, quella fine, quella parola o quella call-to-action. Più la strada è spianata – senza intralci, dossi o buche – più il testo è leggibile. Ci aiuta che la natura stessa del leggere sia il movimento in […]

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31 agosto 2015

Sintassi più semplice, lessico più ricco era il titolo di un mio post di un po’ di tempo fa e un consiglio con cui spesso concludo i miei laboratori di scrittura nelle aziende. È praticone e casareccio, lo so – e in questo mi assomiglia – ma credo compendi bene la chiave di una semplificazione intelligente e quindi di una maggiore leggibilità dei testi. Ieri l’ho in qualche modo ritrovato in un articolo di Roberto Casati sulla Domenica del Sole […]

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20 aprile 2015

Perché la carta è meglio si intitola la segnalazione/recensione di Words Onscreen di Naomi Baron, firmata da Roberto Casati sulla Domenica del Sole 24 Ore di ieri. Al di là della semplificazione giornalistica del titolo, anche i più entusiasti del digitale (in cui mi metto anch’io) ormai convengono che in alcuni casi la carta è meglio. Per me, è meglio per studiare, digerire, fare mio, ricordare. La sorpresa delle ultime ricerche è che a preferire la carta per studiare sono […]

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7 ottobre 2014

Lungo tutto il suo librone The Sense of Style, Steven Pinker ci invita a pensare alla scrittura come a una conversazione in cui l’autore sceglie le parole per suscitare visioni nella mente del lettore. Se invece di imparare regole fisse, che spesso è necessario infrangere, quando scriviamo pensiamo piuttosto a intavolare questa conversazione, molte buone scelte e comportamenti vengono da sé. Per esempio la scelta di parole concrete e vivide, tanto più quando ci occupiamo di temi alti e astratti. Tra le […]

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21 luglio 2014

Sarà perché sono laureata in storia dell’arte e l’interesse per le immagini è arrivato ben prima di quello per le parole o sarà perché oggi tutto è immagine (anche il testo!), ma do sempre una grandissima importanza all’aspetto visivo, anche di un avviso, anche di una paginetta semplice semplice. Non credo che un buon aspetto salvi un testo scadente, ma di sicuro esalta moltissimo un testo già buono. E non sto parlando di chissà quali soluzioni grafiche, che non sono […]

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26 ottobre 2013

Be’, proprio una legge non è. Sono io che la chiamo scherzosamente così. Prima solo tra me e me, poi anche nelle aule in cui insegno la scrittura professionale. La legge della vicinanza chiede che le cose concettualmente e funzionalmente vicine lo siano anche fisicamente. Sembra l’ovvio, ma la legge è violata di continuo e la leggibilità peggiora. Per esempio, è bene tenere tenere insieme soggetto, verbo e complemento, senza separarli con incisi chilometrici. La povera mente che legge è messa […]

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13 luglio 2012

Il sottotitolo di che storia! di Gabriele Pallotti e Giorgio Cavadi è parecchio impegnativo: la storia italiana raccontata in modo semplice e chiaro. Il tutto in 130 pagine. Una bella sfida per i due autori, un linguista e uno storico. La scrittura divulgativa è da sempre una delle mie passioni, qualsiasi sia l’argomento. Mi piace leggere cercando di capire le strategie dell’autore per incuriosire, interessare, appassionare, farsi capire da tutti senza essere banale o troppo semplice. In questo caso l’autore linguista […]

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8 luglio 2012

The Lady Brain: è il soprannome di Susan Weinschenk, psicologa statunitense che applica le più recenti ricerche delle neuroscienze alla progettazione di siti web e presentazioni, e più in generale alla comunicazione. Il suo libro Neuro Web Design non mi era piaciuto per niente, quindi prima di ordinarmi 100 things every designer needs to know about people mi sono fatta mandare l’estratto gratuito per Kindle. Le prime pagine promettevano bene e mi sono fidata (in realtà ho poi comprato la copia […]

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28 maggio 2012

Il giustamente famoso titolo del libro di Steve Krug dedicato all’usabilità del web Don’t make me think! dovrebbe avere il suo corrispettivo testuale in “Non farmi rileggere!”. Moltissimi testi sono corretti e comprensibili, ma per essere sicuri di cosa ci stanno comunicando sentiamo il bisogno di rileggerli una o due volte. Un testo “usabile” è quello che leggiamo con facilità una volta sola, anche di corsa. Che ci viene incontro con leggerezza, invece di chiederci di inoltrarci al suo interno. […]

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27 marzo 2012

Oggi non ha più molto senso pensare alla scrittura per il web e a quella per la carta come a due cose radicalmente diverse, almeno nella scrittura professionale. Non lo sono e comunque lo saranno sempre meno. È utile però avere ben presenti alcune attenzioni di fondo quando sappiamo che le nostre parole saranno lette, almeno la prima volta, sullo schermo di un computer o di un tablet, dove la leggibilità è più difficile. Quel tot di fatica cognitiva in […]

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19 marzo 2012

D’accordo, nell’esercizio di stile di questa slide che ho presentato allo SMAU l’anno scorso ho un po’ esagerato, ma non poi tanto. In tutta la scrittura aziendale il gerundio impazza. All’inizio, in mezzo, alla fine dei capoversi. Diventa una specie di cerniera per unire le frasi e complicare inutilmente la sintassi. All’inizio imprime subito il marchio del burocratese, in mezzo è quasi sempre la spia di un lungo inciso, alla fine serve per aggiungere quella frase o informazione in più […]

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5 marzo 2012

In un laboratorio di scrittura che ho tenuto la scorsa settimana in una grande banca italiana analizzando i testi dell’intranet non abbiamo fatto altro che togliere grassetti. Le parole in rilievo che venivano verso di noi erano talmente tante che i nostri poveri occhi non sapevano più dove guardare. È una cosa che succede spesso: è più facile evidenziare dando fondo a tutte le risorse della formattazione dopo che costruire bene il testo prima, scegliendo le parole giuste e mettendole nel giusto […]

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16 ottobre 2011

Oggi la parola del giorno Zanichelli in realtà sono quattro: succitato, suddetto, summenzionato, sullodato. Aggettivi che appartengono al linguaggio burocratico e che ormai tutti i manuali di semplificazione del linguaggio amministrativo consigliano di non usare. Io li ho messi ormai da anni nella mia black list. Gli aggettivi che ci rimandano in su non sono solo brutti e pesanti, ma compromettono la leggibilità di un testo. Il povero lettore si deve fermare, rileggere e tornare su alla ricerca del succitato. […]

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23 agosto 2011

Una volta si deprecava l’abitudine di rovesciare sui siti web i testi scritti per la carta. Contenuti verbosi e lunghissimi definiti shovelware, buttati lì a palate. Non vorrei che con le app si cominciasse a fare la stessa cosa. L’ipad è diverso dalla carta e pure dal pc, perché lo scroll – chiamiamolo così – si può fare in quattro direzioni. Nuovi orizzonti, da sperimentare per gli autori, da esplorare per i lettori. La app del Macro, Museo di Arte […]

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21 agosto 2011

Come si può rimanere aggrappati ai vantaggi dell’ipertesto minimizzando le distrazioni che i link procurano a chi legge? È la domanda che si pone Nicholas Carr in uno dei suoi ultimi post, tradotto da Internazionale questa settimana col titolo Fate riposare i pixel. Carr è l’autore del famoso The Shallows, (Internet ci rende stupidi?) in italiano, che mette in guardia sui rischi di una lettura sul web sempre più superficiale e frammentata (per colpa dei link, appunto), dannosa per le […]

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4 luglio 2011

Stavo per buttare via l’email arrivata da Dropbox quando nell’anteprima poche parole hanno attirato la mia attenzione: We did this to make our policies easier to read and understand. Ho aperto e letto un messaggio sintetico e garbato che annuncia la riscrittura delle policy in occasione di alcuni cambiamenti. Tre link portano al post sul blog, invitano a dare feedback e a leggersi comunque i documenti. Il post è leggero, amichevole e preciso, un esempio che dimostra ancora una volta […]

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2 luglio 2011

Mi sono comprata l’iPad2 stamattina e non so ancora se sono più affascinata e incuriosita o più spaventata dall’ennesimo effetto “distrazione” cui vado incontro, soprattutto nelle prime fasi di scoperta. È anche per questo che il nuovo studio di Miratech sull’usabilità e la leggibilità dell’iPad ha attirato subito la mia attenzione. La società francese se ne sta occupando da vari mesi e questa volta si concentra sulle differenze tra la tavoletta e il pc nel caso di un processo di […]

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3 febbraio 2011

Ieri l’esordio di The Daily di Murdoch. Oggi leggo (via Plume Interactive) che l’azienda francese di Eyetracking Miratech pubblica uno studio in cui confronta la lettura di un quotidiano su carta e su iPad. Ecco i risultati: a parità di tempo, sull’iPad si leggono più articoli, quasi il doppio che su carta si vedono più o meno lo stesso numero di pubblicità l’Pad induce a passare più tempo sulle pagine, ma stanca anche di più. Uno studio precedente di Miratech […]

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