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risali negli anni

Tag: disconnessione
10 agosto 2014

Ho passato l’ultima settimana lontana dagli schermi, praticando con passione e altrettanta fatica almeno cinque ore di yoga al giorno. Per il resto, solo aria aperta, camminate e due o tre ottimi libri che ho riempito di annotazioni a matita e di cui vi parlerò a breve. Sono stacchi sempre più indispensabili, che mi allontanano dalla testa perché coinvolgono tutto il corpo, il respiro all’interno e l’aria che mi circonda all’esterno. Naturalmente mi capita di domandarmi almeno dieci volte al […]

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24 maggio 2014

D’accordo, le pagine potevano essere anche un po’ meno, lei è furbissima e con la faccia di plastica, l’operazione editoriale altrettanto furba e di un tempismo perfetto, ma a me Thrive di Arianna Huffington è piaciuto e spero che anche qui in Italia – dove è pubblicato da Rizzoli con il titolo così così di Cambiare passo – lo leggano molte persone, soprattutto persone che comandano e che possono cambiare il modo in cui nelle aziende si vive e si lavora. […]

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3 aprile 2013

Qualche giorno fa Luca Conti ha annunciato il suo ritiro da “quasi” tutti i social media per due settimane e spiegato molto bene il perché: “percorrere percorsi inesplorati o poco battuti e sperimentare nuove abitudini può generare scoperte inattese (serendipity in una parola) e generare appetiti nuovi”. La parola “ritiro” mi è venuta spontanea, ma quando parlo con i miei amici spesso uso addirittura la  “clausura”. Mi capita spesso di chiudere tutto perché devo concentrarmi su un testo o un lavoro impegnativi. I […]

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10 settembre 2012

Su Repubblica di ieri c’era un articolo molto carino, in cui Stefano Bartezzaghi mette in guardia nei confronti del “brevismo” – la dittatura della rapidità per inseguire risultati immediati – dai mercati finanziari alle ristrutturazioni di impresa, fino alla scrittura: Per fare l’esempio più a portata di mano, la tecnologia della scrittura ha accelerato tutte le fasi di redazione, trasmissione, pubblicazione di un testo, a costo di una miniaturizzazione degli strumenti che rende facilissima la produzione di errori e difficilissima […]

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10 agosto 2012

Oggi, mentre me ne tornavo in treno, ho cominciato la lettura del “numerone” agostano di Internazionale. Si apre con un breve ma bellissimo articolo di Antonio Muñoz Molina, dedicato alla lettura d’estate. È talmente in sintonia con il mio stato d’animo, che ne riporto alcuni passi: Durante l’anno mi attirano, mi piacciono, non mi piacciono, mi annoiano o mi entusiasmano libri molto diversi, non tutti di narrativa: libri di storia, di divulgazione scientifica, di musica o semplici pettegolezzi biografici. Ma basta che arrivi l’estate e […]

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13 giugno 2012

  Avevo tenuto questo video, Mindfulness with Jon Kabat-Zinn, per un momento tranquillo, fedele alla consegna dell’amico che me lo ha consigliato (“Vederlo un giorno in tutta calma senza che nessuno ti rompa le scatole”). Avevo solo sbirciato la bio di questo signore che non conoscevo:  Kabat-Zinn è professore emerito di medicina, fondatore e direttore del Center for Mindfulness in Medicine, Health Care, and Society all’Università del Massachussets. A lui si devono i più importanti studi sull’integrazione della meditazione orientale […]

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12 aprile 2012

Negli ultimi mesi di vita Antonio Tabucchi scambiò molte email con lo scrittore Paolo Di Paolo. L’inserto Domenica di Repubblica del 1 aprile ne pubblica alcune, tra cui questa: Essere scrittore non vuol dire solo maneggiare le parole. Significa soprattutto stare attenti alla realtà circostante, alle persone, agli altri. Ho l’impressione che se c’è una disattenzione da parte tua è perché stai facendo troppe cose e hai troppi fronti aperti. Questo rende frettolosi, e nuoce alla scrittura. Una volta alla settimana chiuditi in […]

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4 agosto 2011

Da Repubblica di lunedì mi ero ritagliata l’articolo di Maurizio Ferraris Se tutti impariamo a cancellare qualcosa resterà. Era stato soprattutto il titolo a incuriosirmi, e poi l’idea che il cancellare è l’altra faccia dello scrivere (tanto che gli strumenti per scrivere si chiamano paradossalmente “articoli di cancelleria”). Un tema che sento molto in questa mia estate intensamente scribacchina, in cui riempio pagine su pagine, cancello, tengo, riscrivo, cerco le parole ma a volte ne sono talmente piena che vorrei […]

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21 aprile 2011

Tra poco vado qui. Ad allungare la schiena, calmare la mente e stare in santa pace. Parto con qualche libro, quindi può anche essere che mi venga voglia di postare. Ma se non lo facessi, vi auguro una splendida Pasqua. Di rinascita e di pace.

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3 agosto 2010

E così, per la seconda volta in meno di due anni, sto per partire per l’India. Nessun luogo mi ha lasciato addosso tanta nostalgia, e non credo c’entrino solo la letteratura indiana e la pratica dello yoga, che ho approfondito e coltivato con tanta passione negli ultimi anni. Credo ci sia qualcosa di più profondo e forse ci torno proprio per metterlo a fuoco. Mi sono staccata dal lavoro e dalle parole a poco a poco questa volta, ma i […]

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11 maggio 2010

Ci danniamo tanto a inseguire l’attualità più attuale, fatta di link, tweet, testi e video che appaiono e scompaiono. Il libro che ho letto nelle provvidenziali ore del weekend passate in treno mi ha ricordato che lo sguardo più acuto e lucido sul mondo che ci circonda spesso ce lo offrono gli artisti, riflesso negli specchi delle loro opere. Ogni tanto staccare la spina da internet e guardare lì dentro fa solo bene: L’arte contemporanea siamo allora noi, così come […]

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11 gennaio 2009

Non ero mai stata completamente disconnessa per due settimane. L’effetto “vuoto” è vivificante, perché nello spazio e nel tempo senza internet, notizie, messaggi e giornali, sento che sono nati idee, spunti e propositi importanti per il nuovo anno. Terribilmente pieni sono invece la mia casella di posta e il mio aggregatore di feed. Smaltirò e segnalerò le cose interessanti un po’ alla volta. Comincio con la prima puntata dell’articolo di Giancarlo Livraghi, L’arte di comunicare e così nuova così antica. […]

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7 agosto 2003

Senza andare troppo lontano, per sei giorni ho provato la disconnessione totale. Niente giornali, niente televisione, niente radio, niente internet. Pochi libri, solo il mio palmare nello zaino. Per una volta non ho dovuto pensare parole, sceglierle e assemblarle in architetture di testi. Le ho ascoltate come rumore di foglie, vissute sulla pelle, respirate come vento, fatte sbocciare in ghirlande di immagini. E ho guardato la mia vita, riflessa in un pugno di pietre colorate.

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