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risali negli anni

Tag: inglese
14 settembre 2018

“Ognuno parla come vuole, ma per poter scegliere è necessario che le alternative vengano divulgate” è la frase più bella e condivisibile che ho letto sul Dizionario delle Alternative agli Anglicismi, un sito brand new (ooops… nuovo nuovo o nuovo di zecca) che Antonio Zoppetti dedica alle parole straniere di cui sembra che non possiamo più fare a meno. Anche se non ci siamo mai incontrati, seguo Antonio da molti anni, da quando sul web eravamo in quattro gatti e […]

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12 ottobre 2017

“Nel pronunziare o nel sentir pronunziare una lingua straniera, ci piacciono più di tutti quei suoni che non sono propri della nostra.” Lo scriveva Giacomo Leopardi nello Zibaldone e io mi ci riconosco in pieno. A me le parole di altre lingue piacciono, anche quando sono invadenti o un po’ ridicole, qualche volta persino quando sono bruttine. Questo non vuol dire che io le usi con facilità, anzi scelgo quasi sempre di non usarle a favore di una parola italiana, […]

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26 febbraio 2015

Ecco, ho firmato anch’io la petizione #dilloinitaliano promossa da Annamaria Testa. La mia motivazione è questa: perché non riesco a scrivere “weekend”. È vero: concludo le mie email, anche quelle informali, con “buon fine settimana”. Non uso mai parole come deadline, lunch, break, timeline, effort, location, appealing. Odio e censuro i calchi come ingaggio. Ma adoro una parola inglese come takeaway, nel senso di quello che ti porti a casa dopo aver letto o ascoltato qualcosa o qualcuno (ora comunque […]

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25 settembre 2013

Io non sono una maniaca purista e amo le altre lingue, inglese compreso. Anzi, quasi tutto quello che leggo per lavoro lo leggo in inglese e collaboro con aziende che di termini inglesi devono usarne tanti perché è di questi che il loro mercato è fatto. Quando servono servono, e faccio poche storie. Quello che mi deprime invece è la sciatteria con cui si usano ora certe parole che l’inglese lo scimmiottano, soprattutto se a farlo sono professionisti della parola […]

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18 aprile 2013

Domenica 7 aprile sulla Domenica del Sole 24 Ore è uscita una ella recensione di Lavoro, dunque scrivo! a firma di Diego Marani. Sono stata sorpresa e contenta che questa attenzione sia venuta da quello che da tanti anni è il mio inserto culturale preferito, ormai l’unico capace di portarmi in edicola. È vero che i tuoi libri non li conosci così bene come credi, anche se ci hai convissuto lunghissimi mesi, e che gli altri riescono sempre a vedere qualcosa […]

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28 ottobre 2012

L’ultimo post di Johnson, il blog dell’Economist dedicato al linguaggio, presenta l’English Proficiency Index, che classifica la dimestichezza degli abitanti dei diversi paesi del mondo con la lingua inglese. L’Italia è al 24° posto con un livello “medio”. Il primo paese è la Svezia, seguita a ruota da Danimarca e Olanda, tutte con un livello “molto alto”. In Europa ci superano comunque Finlandia, Norvegia, Germania, Polonia, Francia e Spagna. In Italia l’unica regione con un livello di competenza “buono” è […]

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10 giugno 2012

Mi è piaciuto molto il post L’invasione degli anglicismi che Licia Corbolante ha pubblicato qualche giorno fa sul sul blog Terminologia. Argomentato e documentato, spiega bene che non si può fare di tutti gli anglicismi un fascio. I forestierismi possono essere di tipo molto diverso: alcuni preziosi, altri provinciali e ridicoli. Distinguere è quindi importante, ma come atteggiamento di fondo non mi scandalizzo né mi allarmo troppo di fronte alle grida per le invasioni dell’inglese nella nostra lingua, neanche quando […]

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11 giugno 2011

Sto traducendo dall’inglese una cosa sfiziosa che posterò tra oggi e domani. E lo faccio, come sempre, con una seconda finestra del browser aperta sul dizionario online Merriam Webster. Se per l’italiano ricorro ancora ai dizionari cartacei Zingarelli ed Etimologico, per l’inglese il Merriam è impagabile per ricchezza e chiarezza con la quale restituisce i risultati online. Una cosa che mi piace moltissimo, e che apprezzo soprattutto quando la traduzione non può essere letterale e bisogna girarci prima un po’ attorno, […]

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17 febbraio 2011

Social media has many forms, many names, many options… too many! If you need a little help getting your social media plan in place and choosing the right options for your organization, this Ragan webinar can help. La varietà (nella semplicità) degli incipit con cui ragan.com riesce a far aprire e leggere le sue frequentissime email mi sorprende sempre, soprattutto se confrontata con quelli di tante agenzie di comunicazione italiane che approdano ugualmente nella mia casella di posta. L’ultima ripeteva […]

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22 dicembre 2010

La società di traduzioni De Agostini e Associati pubblica la sua seconda indagine sulla diffusione dell’uso di termini inglesi nella lingua italiana scritta delle aziende. Termini che rispetto all’indagine dello scorso anno aumentano del 223%. Ecco i 10 termini più ricorrenti quest’anno: Sul sito dell’agenzia, approfondimenti, un sondaggio e il codice Itanglese, una breve guida per utilizzare gli anglicismi in modo equilibrato. Su quello di Repubblica (che come al solito si guarda bene dal linkare l’indagine), l’opinione di alcuni linguisti. […]

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3 maggio 2010

E io, dopo aver letto l’intervista a Enrico Letta sull’Espresso, sono andata a vedere. Fonte: Merriam Webster Dictionary online Main Entry: sexy Pronunciation: ˈsek-sē Function: adjectivesico, Inflected Form(s): sex·i·er; sex·i·est Date: 1925 1 : sexually suggestive or stimulating: erotic 2 : generally attractive or interesting: appealing <a sexy stock> Immagino che il vicepresidente del PD si riferisse al significato numero 2. O forse no, visto che ha premesso esitante (così lo immaginiamo noi) un pruriginoso “Posso dirlo?”. Seguito dal liberatorio […]

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7 gennaio 2010

Giancarlo Livraghi ha pubblicato un consistente supplemento delle sue famose Ambiguità di alcune parole inglesi: centoventi altri esempi di errori di traduzione, difficoltà, incomprensioni, sciocchezze e bizzarrie. Le voci diventano così 500.

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24 novembre 2009

Ore 19.15: sono davanti al TG3. Nel giro di soli cinque minuti il direttore di Rebibbia, intervistato sul sovraffolamento delle carceri, parla della deadline entro la quale nuove iniziative alleggeriranno il problema, e il corrispondente da New York della ratio della exit strategy di Obama in Afghanistan. PS Invece un paio di settimane fa Internazionale, settimanale che può contare su lettori abbastanza acculturati, in un articolo sulla malnutrizione in India ha messo in corsivo la parola empowerment (di cui tutti […]

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3 giugno 2009

Negli ultimi otto anni la presenza di termini inglesi nelle pubblicazioni aziendali italiane è aumentato del 773%: è il risultato di una ricerca svolta dalla società di traduzioni Agostini e Associati (via rassegna stampa Treccani).

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7 dicembre 2008

La qualità di un sito web la si costruisce soprattutto attraverso la cura di tanti piccoli dettagli, soprattutto per quel che riguarda la parola scritta. L’effetto di una grafica strepitosa può facilmente essere annientato da un paio di refusi: se non hai avuto attenzione per i particolari e se non hai avuto il tempo di rileggere il sito come si deve, mi posso davvero fidare dei tuoi servizi, dei tuoi prodotti? La domanda magari non è esplicita, ma comincia a […]

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2 dicembre 2008

Mi sono veramente rotta la testa oggi di fronte a questo titolo del Corriere della Sera. Oddìo, cos’è un biopic? Una punturina che non fa male? Un flop? No, la spiegazione arriva dentro una parentesi dentro il secondo capoverso: significa biographic picture.  

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22 settembre 2008

La timeline, la linea o l’asse del tempo che elenca anni o eventi interessanti per una persona o un’impresa, è tornata in auge con il web. Con l’ipertesto e i link diventa facile abbracciare e presentare anche una storia lunga migliaia di anni. D’altra parte, anche le famose ricerche di eye tracking del Poynter Institute indicano le linee del tempo tra le forme testuali alternative più gradite ai lettori online. Nel numero di Internazionale di un paio di settimane fa […]

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7 agosto 2008

Giancarlo Livraghi ha aggiornato e pubblicato in pdf il suo testo Ambiguità di alcune parole inglesi (sottotitolo: Trecentottanta esempi di errori di traduzione, difficoltà, incomprensioni, sciocchezze e bizzarrie). Un utilissimo ebbok di 120 pagine.

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30 aprile 2007

Com’è difficile tradurre o rendere in italiano parole inglesi che ormai fanno parte del nostro comune linguaggio, soprattutto nel campo del costume e della moda! Parlo di termini come entertainment, lifestyle, o stylish. Stile di vita, o alla moda? Ma c’è un’espressione meno alla moda di “alla moda”? Quanto a entertainment, ultimamente, mi ha dato parecchio filo da torcere. Divertimento? Non solo. Intrattenimento? Mi ricorda invariabilmente la figura dell’entraineuse, termine desueto e così definito dallo Zingarelli: “giovane donna che ha […]

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9 novembre 2006

In questi giorni sto studiando e riflettendo sul tema della scrittura in rapporto al brand. Considero “brand” un termine per niente semplice e mi sto impegnando a capire come spiegarlo in un contesto molto divulgativo, al di fuori del mondo della comunicazione. Un esercizio che trovo sempre utilissimo: come lo spiegheresti a un bambino di 5 anni? e a tua nonna (le nonne di una volta ovviamente, non quelle internettiane di oggi)? In genere mi aiuta a sbrogliare matasse, a […]

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