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16 giugno 2013

I geometrici labirinti sintattici di Maria Popova

Long before the Tumblr era of visual quotes, long before the ubiquity of typographic treatments of famous words, long before the age of art and design projects inspired by literary classics, in 1978, to be precise, Brooklyn-born artist and poet Jacob Drachler (1909-1998) released Id-Grids and Ego-Graphs: A Confabulation With Finnegans Wake (public library) – a visually gripping suite of 44 graphics that captures in a beautifully abstract, ethereal yet tangibly coherent way the essence of the dense Joyce classic.

Questo incipit di un post di Brain Pickings di poco tempo fa è di 79 parole, una mostruosità per i manuali di web writing. Eppure prende tantissimo e “rotoli” verso la conclusione senza neanche accorgertene. Per questo l’ho piazzato sulla slide di una lezione che riguardava la scrittura digitale: per far vedere che le “regole” nella scrittura non esistono (tranne quelle di grammatica, si intende!).
Ogni regola ha mille eccezione e spessissimo le buone soluzioni nascono proprio dall’infrazione delle cosiddette regole.

Maria Popova, autrice di Brain Pickings, le regole le infrange quasi sempre.
Pubblica post lunghissimi, coltissimi, densi di informazioni, link, aggettivi, avverbi… all’interno di periodi che ti lasciano senza fiato. Ma lo sa fare, e quei labirinti sintattici ti conducono senza scampo proprio là dove vuole lei. In questo caso all’essenza del capolavoro di James Joyce.
La strada è precisa e geometrica, aperta da un’anafora in cui risuona per ben tre volte “long before”, “ben prima che”. E così prima di arrivare da Joyce ce ne andiamo pure su e giù nel tempo. Il tutto in “sole” 79 parole. Grazie a una sintassi labirinticamente gripping.

Oggi Serena Danna dedica a Maria Popova e alla sua creatura un bell’articolo sulla Lettura del Corriere della Sera: La regina letteraria del web. Io sono una sua fan da anni: mi ha insegnato un sacco di cose e fornito un bel po’ di ispirazioni per Lavoro, dunque scrivo! Quando ho bisogno di vedere e leggere qualcosa di bello, vado da lei.
Alla fine del 2011 le dedicai persino un Racconto di Natale. Se vi va di leggerlo, insieme all’articolo di Serena Danna, potrete scoprire questa regina della content curation e moderna cultrice dell’antica ars combinatoria.

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