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Tag: verbi
9 settembre 2015

La prima volta che ho incontrato l’espressione “verbo debole” è stato in quel magistrale documento che è A Plain English Handbook,  con cui la Security and Exchange Commission degli Stati Uniti (la loro Consob, per intenderci) spiegano gli investitori come scrivere i documenti di trasparenza. Tra i problemi più comuni i verbi deboli sono al terzo posto, dopo i periodi lunghi e la forma passiva. Da quando ho imparato a riconoscerli, di verbi deboli ne ho incontrati tantissimi. Ieri mi […]

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18 aprile 2014

Mi piace molto la rubrica Correzioni che Giulia Zoli tiene su Internazionale ed è sempre la prima cosa che leggo quando il giovedì mattina ricevo la copia digitale del settimanale. La scorsa settimana parlava dell’uso del presente per trascinare i lettori dentro una storia: “Il passato prossimo racconta quello che è appena successo, ed è una delle cose che non vede l’ora di sapere chi compra un giornale. Ma a volte, quando dalla semplice notizia si passa all’articolo di cronaca o alla corrispondenza dell’inviato speciale, non c’è niente di […]

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27 novembre 2013

I ritmi e i temi di questo blog seguono quelli della mia vita, del mio lavoro, delle mie letture. Leggere, ahimè, ho letto pochissimo in questo mese di novembre che sta per chiudersi. Scorrere Twitter la sera è il massimo che ho potuto fare per capire cosa succedeva nell’universo mondo e non perdermi cose importanti. Ho passato molto tempo nelle aule impegnata in laboratori di scrittura su testi complessi da “tradurre” in un linguaggio più naturale e chiaro, ma autorevole […]

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2 novembre 2012

Uno dei maggiori fattori di appesantimento dei testi aziendali è anche uno dei più semplici su cui lavorare: la pletora di sostantivi. Non si capisce perché in ambienti di lavoro tutti dediti all’efficienza e al fare si preferiscano lunghi e pesanti sostantivi rispetto ai più brevi e leggeri verbi da cui derivano. Per  capirci, progettazione invece di progettare, eliminazione invece di eliminare, distribuzione invece di distribuire, cancellazione invece di cancellare. Spesso poi le nominalizzazioni (così i linguisti chiamano i sostantivi […]

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19 marzo 2012

D’accordo, nell’esercizio di stile di questa slide che ho presentato allo SMAU l’anno scorso ho un po’ esagerato, ma non poi tanto. In tutta la scrittura aziendale il gerundio impazza. All’inizio, in mezzo, alla fine dei capoversi. Diventa una specie di cerniera per unire le frasi e complicare inutilmente la sintassi. All’inizio imprime subito il marchio del burocratese, in mezzo è quasi sempre la spia di un lungo inciso, alla fine serve per aggiungere quella frase o informazione in più […]

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3 luglio 2011

Procedo con gusto nella lettura di On Writing Well, soprattutto perché ritrovo tante osservazioni che ho fatto anche nella mia esperienza e che ho tesaurizzato negli anni. Una delle più interessanti riguarda l’uso dei verbi, ma con una sfumatura cui non avevo fatto abbastanza caso. In tutti i manuali di scrittura professionale e le guide di stile, a partire da quelli rigorosi e serissimi delle amministrazioni pubbliche o di istituzioni finanziarie come la SEC – Security and Exchange Commission (la […]

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10 novembre 2010

Il verbo all’infinito sarà indispensabile, poiché, tondo come una ruota, adattabile come una ruota a tutti i vagoni del treno delle analogie, costituisce la velocità stessa dello stile. Il verbo all’infinito nega per sé stesso l’esistenza del periodo ed impedisce allo stile di arrestarsi e di sedersi in un punto determinato. Mentre il verbo all’infinito è rotondo e scorrevole come una ruota, gli altri modi e tempi del verbo sono o triangolari, o quadrati o ovali. Lo scriveva un secolo […]

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4 gennaio 2010

Nella mia black list personale di parole da non usare ce ne sono parecchie e in questo passaggio d’anno ce ne butto altre due, usatissime nella comunicazione aziendale e inutili nel 95% dei casi. Sono i verbi procedere e provvedere, seguiti da un verbo all’infinito o da un sostantivo: provvedere al pagamento > pagare procedere all’invio > inviare Cominciate a farci caso e a toglierli. Le frasi saranno più brevi e più semplici, ma soprattutto più eleganti. Less is more: […]

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10 dicembre 2009

Sulla mia scrivania c’è una bella pila di libri di comunicazione e scrittura professionale che mi guardano, ma negli ultimi tempi non ho avuto il tempo nemmeno di sfogliarli. Viva il congiuntivo! di Valeria Della Valle e Giuseppe Patota è piccolo di formato e ha la copertina con un invitante Totò che ci dice il suo celebre “Ma mi facci il piacere!”. Così sfogliarlo è stato più facile e poi la lettura mi ha presa. Confermo le tante recensioni positive […]

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15 novembre 2009

Forse sono troppo ottimista (o troppo pessimista: dipende dalla prospettiva), ma non credo che vivrò abbastanza per partecipare ai funerali del congiuntivo. Anche nel beneaugurato caso in cui dovessi raggiungere o superare la soglia dei cent’anni – cosa di cui purtroppo dubito – ho ragione di credere che il congiuntivo mi sopravviverà, e sopravviverà anche a tutti coloro che guardano alla sua scomparsa come al presagio inequivocabile dell’apocalisse finale. Catastrofi ben più spaventose attendono, nei prossimi decenni, me, i miei […]

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6 settembre 2009

A pagina 10 dell’inserto della domenica di Repubblica, Stefano Bartezzaghi fa il punto sullo stato di salute del congiuntivo a partire da un libro in uscita la prossima settimana: Viva il congiuntivo! di Valeria della Valle e Giuseppe Patota, che sicuramente prenderò perché i precedenti libri di divulgazione linguistica dei due autori sono ottimi.E ottimo pare anche lo stato di salute del modo verbale verso il quale gli italiani sono più ipersensibili. Lo usiamo molto più di quanto crediamo e […]

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11 settembre 2008

“Mo’ mi scrivo un post” è un pensiero che mi coglie spesso quando passo ore e ore al pc, come oggi. Vuol dire che è arrivato il momento di staccare e di cambiare passo, stile, prospettiva. Oppure di fissare per me e per gli altri qualcosa che mi ha colpito o su cui ho riflettuto. Oggi, per esempio, sono stata inseguita dal verbo “visualizzare”. “Vedere” e “guardare” dal web paiono scomparsi, e con loro “leggere”, “scorrere”, “dare un’occhiata”, “ammirare” e […]

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10 aprile 2008

“Ma son nate prima le parole o i verbi?” “Non lo sappiamo. Ma nella mente dei primitivi ogni cosa era viva, ogni oggetto un’azione. Era inimmaginabile pensare a una qualsiasi creatura separata dalle sue azioni: la luna, prima di ‘essere bianca’ ‘biancheggia’, prima di ‘essere luminosa’ ‘illumina’. Credo proprio che le prime parole siano state dei verbi.” Con questo breve dialogo tratto dal libro di Roberto Vecchioni Le parole non le portano le cicogne si apre il terzo capitolo del […]

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16 febbraio 2007

Mi capita di chiedermi come dilaghino certi termini che, improvvisamente, godono di una gran fortuna. Spesso non si tratta di termini sbagliati, ma generici e bruttarelli, questo sì. Uno mi sta abbastanza ossessionando ultimamente: il verbo potenziare. Me lo ritrovo ovunque: le schede di una casa editrice, la lettera di una banca, il sito di un’amministrazione dei beni culturali. “Le funzionalità potenziate di un sistema informativo” te le aspetti, ma “il potenziamento della fruizione dei percorsi didattici” no. Non sono una […]

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