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risali negli anni

4 gennaio 2010

Parole da buttare

Nella mia black list personale di parole da non usare ce ne sono parecchie e in questo passaggio d’anno ce ne butto altre due, usatissime nella comunicazione aziendale e inutili nel 95% dei casi.
Sono i verbi procedere e provvedere, seguiti da un verbo all’infinito o da un sostantivo:

provvedere al pagamento > pagare
procedere all’invio > inviare

Cominciate a farci caso e a toglierli. Le frasi saranno più brevi e più semplici, ma soprattutto più eleganti.
Less is more: era il motto di Mies van der Rohe, creatore di architetture essenziali e leggerissime, slanciate verso il cielo.

0 risposte a “Parole da buttare”

  1. Non so, stavolta non mi hai convinto, senza offesa, naturalmente!
    Trovo che la perifrasi, se usata a proposito e senza abusi, possa conferire una sfumatura che in alcuni contesti diventa appropriata.
    A parte ciò, bel blog, complimenti!

    Ipazia Sognatrice

  2. Secondo me la sfumatura di "provvedere al pagamento" è che ci vorrà un po’ a farlo e chissà se succederà davvero. Idem per "provvedere all’invio". Mies VDR ha ragione, ma a volte il sovrappiù è strategico.

    Rufo

  3. Avete ragione anche voi, ma per la mia esperienza i casi in cui questi verbi sono usati intenzionalmente e a proposito nella comunicazione aziendale e amministrativa sono pochissimi. Molto più spesso sono un puro automatismo.

    Ciao, e buon anno 🙂

    Luisa

  4. Luisa,
    perché chiamarla "black list" e non piuttosto "lista nera", "lista di proscrizione", "parole all’indice", "libretto nero", "abecedario dell’ostracismo",  "parole da evitare come la peste", "elenco parole abusate", "inventario degli idiomi comuni", "catalogo dei termini inappropriati", … insomma, vedi tu insomma.

    Ciao,
    Renato

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