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risali negli anni

17 Giugno 2024

Ciak, azione!

Rivoluzioni & radicalità

Mentre la prima parte lavorativa dell’anno volge al termine, mi ritrovo a tirare le fila delle attività di questi mesi. Sono stata impegnata soprattutto in progetti di semplificazione di documenti complessi, tra i quali:

  • “rivoluzione” dei contratti per un grande gruppo assicurativo europeo: riscrittura di polizze, formazione e linee guida per scrivere contratti chiari, asciutti, precisi, “superleggibili” anche da schermo
  • semplificazione “radicale” delle circolari aziendali per uno dei primi gruppi bancari italiani: una serie laboratori per riscrivere le circolari adottando il punto di vista di chi deve utilizzare le loro indicazioni nel lavoro quotidiano.

Inutile dire che il mio lavoro si è svolto a strettissimo contatto con chi custodisce e garantisce la precisione del contenuto: legale, compliance, gestione sinistri… persone che ormai accolgono le innovazioni linguistiche con apertura, ma anche con mille obiezioni e cautele da cui per fortuna impariamo tutti un sacco di cose. E anche io, nonostante pratichi la semplificazione dei testi da molti anni, continuo a imparare.

Poche indicazioni, mille applicazioni

Anche per tranquillizzare gli animi, quando in un laboratorio ci accingiamo a mettere le mani sui testi faccio sempre notare che le indicazioni di fondo non sono poi molte:

  • titoli e sottotitoli “parlanti”, che rispondono alle domande di chi legge
  • ordine delle informazioni che rispecchia ciò che il cliente o la collega deve sapere e deve fare
  • passaggio da un testo prevalentemente discorsivo a un testo il più possibile strutturato
  • paragrafi dedicati a un solo tema, a un solo aspetto, che iniziano con parole chiave
  • sintassi piana e lineare, fatta di periodi brevi, con la principale all’inizio
  • ricorso a parole più quotidiane quando non si tratta di parole realmente “tecniche”.

Se ti interessa il tema dei contratti chiari, ne ho scritto nel post Contrattualmente scrivendo.

Un mantra martellante

Quest’anno, però, mi sono resa conto che quasi tutte queste indicazioni passano per una raccomandazione prevalente: “Verbi, verbi, verbi!”, che non ho fatto che ripetere, anche a me stessa.

Tutti i manuali di scrittura efficace lo dicono e in tutte le salse: “Tra il verbo e la sua nominalizzazione, scegli sempre il verbo”. In genere la spiegazione è perché il verbo è più breve e la nominalizzazione quasi sempre pesante (ma che infelicissima parola nominalizzazione!). Vero, ma ci sono altri motivi, più sottili. Conoscerli serve perché riusciamo a essere più convincenti quando proponiamo di scrivere “le rimborsiamo” invece di “procederemo al rimborso”. Nei confronti del capo diffidente così come dell’applicazione di AI, che a fronte di una spiegazione capisce molto meglio cosa deve fare e lo fa come si deve, senza scordarselo la prossima volta.

3 ottime ragioni per amare i verbi

  1. Rendono il testo incredibilmente più naturale, come se ci fosse una persona a parlarci. “Naturale” non significa spontaneo, significa studiatamente vicino all’andamento della lingua parlata, umano, pronunciabile. Come suonerebbe la frase “Il mancato o tardivo invio della denuncia comporta la decadenza dal diritto all’indennizzo” in bocca all’agente assicurativo in agenzia? Strana, falsa, imparata a memoria. Diverso è sentirsi dire “Deve inviare in ogni caso la denuncia entro la scadenza. Altrimenti la compagnia non potrà indennizzarla“.
    Quando parliamo ricorriamo naturalmente ai verbi, quando scriviamo spostiamo il registro verso quello che crediamo un tono di voce più formale e autorevole, che tende a usare più parole e più lunghe e pompose.
    L’ideale è un tono asciutto, naturale e preciso, che funziona sia nello scritto sia nel parlato.
    Un testo che i verbi rendono più naturale è anche un testo più immediatamente comprensibile: sprigiona più facilmente una voce, cioè ci sembra di sentirlo pronunciato. E noi umani siamo fatti per parlare e ascoltare, non per leggere, attività più faticosa per tutti, che se non allenata perdiamo con estrema facilità.
    I verbi, inoltre, sembrano coinvolgere aree cerebrali più legate alle funzioni motorie, mentre i nomi coinvolgerebbero aree più associate alle percezioni visive. Ai testi professionali, che chiedono soprattutto di fare, si addicono decisamente i verbi.
  2. Fanno capire chi fa cosa, una precisione preziosa in tutti i testi regolatori o normativi, quali contratti e circolari, ma anche in una news sull’intranet.
    Soprattutto alla forma attiva, esplicitano il soggetto, lo fanno entrare in scena: noi, leggendo, lo immaginiamo, o ci immaginiamo se il soggetto siamo noi. “Vedere”, anche se solo con gli occhi della mente, ci fa capire e ricordare meglio.
PRIMADOPO
A seguito della verifica delle condizioni contrattuali, l’applicazione della clausola di esclusione è stata effettuata, determinando la non liquidabilità del sinistro. La comunicazione dell’esito è stata inviata all’indirizzo fornito al momento della stipula.Abbiamo verificato le condizioni contrattuali e applicato la clausola di esclusione. Di conseguenza, non possiamo liquidare il sinistro. Riceverà l’esito della verifica all’indirizzo email che ci ha fornito al momento della stipula.
La valutazione della richiesta di risarcimento sarà soggetta alla revisione delle prove documentali fornite, e l’approvazione sarà condizionata all’adempimento di tutte le obbligazioni contrattuali.La Compagnia valuterà la sua richiesta di risarcimento esaminando le prove documentali che lei ha fornito. Approverà la richiesta solo se lei avrà rispettato tutte le obbligazioni contrattuali.
L’utilizzo della palestra aziendale è soggetto alla presentazione del certificato medico di idoneità fisica. La frequenza sarà consentita solo previa iscrizione. L’accesso sarà regolato dall’assegnazione delle fasce orarie in base alla disponibilità.I dipendenti possono utilizzare la palestra aziendale dopo aver presentato un certificato medico di idoneità fisica ed essersi iscritti. La funzione People Care assegnerà fasce orarie per l’accesso alla palestra in base alla disponibilità.

Noi, tu. Noi, lei. Noi, voi. O l’azienda, l’unità organizzativa, l’amministratrice delegata.

Anche un testo altamente formale può essere organizzato come un dialogo, in cui le persone si riconoscono, si rispecchiano, prendono parte. Basta partire dal soggetto e dal verbo, grazie ai quali ogni testo prende vita.

3. Sono una chiave immediata di semplificazione sintattica, il vero bandolo delle matasse intricate delle relative e delle subordinate. Se si parte dal soggetto e dal verbo si parte anche dal chi e dal cosa, cioè dalla chiave di lettura, quella che illumina tutto ciò che viene dopo, cioè quando, come, dove, perché. Mai fare il contrario. La mente che legge cerca immediatamente soggetto e verbo e percepisce come ostacolo da saltare tutto quanto viene prima. Tanto vale assecondarla e riordinare le informazioni a partire dalla più importante.

PRIMADOPO
Al fine di migliorare i servizi sanitari di emergenza, particolarmente stressati dopo il periodo Covid, come dimostra l’analisi commissionata a una società specializzata a fine 2023, sta per essere avviato un progetto di ristrutturazione degli ospedali locali, che prevede l’acquisto di nuove attrezzature e l’aumento del numero degli ambulatori.La Regione sta per avviare un progetto di ristrutturazione dei servizi sanitari di emergenza. Saranno acquistate nuove attrezzature e aumentati gli ambulatori. È un intervento necessario: dopo il periodo Covid i servizi sanitari appaiono particolarmente stressati, come dimostra l’analisi commissionata a una società specializzata a fine 2023.
Fermo restando la non copertura dei danni causati da calamità naturali, e fatto salvo quanto previsto dalle clausole di esclusione del contratto, la nuova polizza offre una copertura completa contro furto, incendio e vandalismo, con l’inclusione di un’assistenza stradale h24 e la scelta tra diverse opzioni di franchigia, in modo da personalizzare il livello di protezione.La nuova polizza offre una copertura completa contro furto, incendio e vandalismo, include l’assistenza stradale h24 e la possibilità di scegliere tra diverse opzioni di franchigia per personalizzare la protezione.
La polizza non copre i danni causati da calamità naturali e quanto previsto dalle clausole di esclusione del contratto.

Se il bandolo della matassa è difficile da trovare perché “annegato” in mezzo al periodo, afferrarlo, metterlo all’inizio e riavvolgere il tutto.

Senza i verbi le cose non succedono, le idee non partono, il tempo resta in stand-by. I verbi sono le ruote motrici di un testo, lo fanno correre o galoppare, dipende da quale verbo scegliete.

Lo scrive uno dei migliori manuali di scrittura, pensato per le scuole superiori, La seconda luna, scritto da Scuola Holden per Zanichelli. Si riferisce alla narrazione, ma vale altrettanto per i testi professionali, il cui obiettivo è quasi sempre invitare a fare qualcosa. Il verbo è il nostro ciak, la nostra chiave di accensione.

7 risposte a “Ciak, azione!”

  1. Grazie mille, Luisa! Sempre molto illuminante. Utile per dare suggerimenti ai nostri studenti universitari in comunicazione.

  2. Luisa sei un’inesauribile complice della freschezza e qualità della parola scritta, per tutte e tutti noi. Grazie di cuore e buon lavoro!

  3. “La compagnia valuterà la sua richiesta di risarcimento esaminando le prove documentali che lei ha fornito. Approverà la richiesta solo se lei avrà rispettato tutte le obbligazioni contrattuali.”

    Ti propongo: “Valuteremo la sua richiesta di risarcimento esaminando i documenti che lei ci ha fornito. Approveremo la richiesta solo se lei avrà rispettato tutti gli obblighi contrattuali”

    Così evitiamo l’anglicismo “compagnia”, eliminiamo quel “prove documentali” che sa di burocratese, semplifichiamo “obbligazioni” in “obblighi” e parliamo in prima persona anziché in terza.

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