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risali negli anni

9 settembre 2015

Verbi da rimettere in piedi

La prima volta che ho incontrato l’espressione “verbo debole” è stato in quel magistrale documento che è A Plain English Handbook,  con cui la Security and Exchange Commission degli Stati Uniti (la loro Consob, per intenderci) spiegano gli investitori come scrivere i documenti di trasparenza. Tra i problemi più comuni i verbi deboli sono al terzo posto, dopo i periodi lunghi e la forma passiva.

Da quando ho imparato a riconoscerli, di verbi deboli ne ho incontrati tantissimi. Ieri mi sono tornati in mente perché ho letto due lunghe offerte di un’azienda a una grande amministrazione pubblica e ne ho fatta una vera indigestione.

I verbi deboli sono i verbi che non camminano da soli. Per farlo, hanno bisogno di un sostantivo. Ma con due parole invece di una il testo si appesantisce e il lettore arranca. Se sono tanti, dopo un po’ non ce la fa più. Ecco qualche esempio di verbi deboli, con le loro alternative forti e spedite, anzi “robuste” come scriveva Hemingway:

debole forte
assumere/prendere una decisione decidere
provvedere al pagamento pagare
apporre la firma firmare
aver termine terminare, finire
avere scadenza scadere
dare comunicazione comunicare
effettuare la verifica verificare
essere comprensivo di comprendere
fare richiesta di richiedere
porre rimedio rimediare
prevedere il convolgimento di coinvolgere

La “triade maledetta” dei verbi deboli: effettuare, procedere, provvedere. Quando ne incontrate o ne scrivete uno, campanello di allarme! Nel 90% dei casi è possibile sostituirlo con l’alternativa più breve e robusta.

Su questo blog leggi anche:

Contro le bare verbali e le parole zombie
Quegli immobili dei sostantivi!
Verbi in palcoscenico
Il doppio gioco di certi verbi

0 risposte a “Verbi da rimettere in piedi”

  1. Cara Luisa, segnalo due refusi:

    “… la Security and Exchange Commissione degli Stati Uniti (la loro Consob, per intenderci) spiegano gli investitori come scrivere i documenti di trasparenza”.

    “Ma con due parole invece di una il testo di appesantisce e il lettore arranca”.

    • Vi segnalo anche un libro, che ho letto e trovato eccezionale per contenuto, metodo espositivo e livello:

      Introduction to Academic Writing
      by Alice Oshima , Ann Hogue , Linda Butler

      E’ scritto per chi si colloca a un livello elevato di conoscenza della lingua inglese, e fa scoprire e riscoprire strutture e strategie di scrittura
      veramente in maniera straordinaria.

      Lo consiglio vivamente
      Marinella Simioli

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