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risali negli anni

Tag: ritmo
11 aprile 2016

Leggere è un andare, dicevamo solo un post fa. Se leggiamo una storia, ci spinge la curiosità per quanto sta per avvenire, se cerchiamo una risposta o un’informazione, non ci fermiamo finché non la troviamo. Ostacoli, frenate, disorientamenti non ci piacciono in ogni caso. Come ho già scritto in questo blog, bisognerebbe tornare indietro solo per riassaporare una parola, una frase o un paragrafo che ci sono piaciuti moltissimo. A volte è l’ambiguità a farci perdere: Un problema particolare legato […]

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14 febbraio 2016

Sabato 30 gennaio si è svolta la terza edizione di C-Come, il bell’evento dedicato al copywriting, alla creatività e ai contenuti, ideato e organizzato da Pennamontata e Studio Notarfrancesco. Un evento ormai così noto e apprezzato da non aver bisogno di presentazioni. Io ho tenuto un intervento dedicato ai testi lunghi, il famoso longform. Mi fa piacere condividere le slide, accompagnate dal filo conduttore di quanto ho detto a voce. C’era una volta… il mito della brevità “Come leggono gli […]

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21 gennaio 2016

Leggere è un modo specializzato di guardare. Ricordavo questa frase di Riccardo Falcinelli nel mio primo post del 2016. È vero: anche un testo fatto solo di parole, senza alcuna immagine, si guarda. E quel primo sguardo ci dice già un sacco di cose, anche prima di aver letto una sola parola. Io, per esempio, non riesco a leggere i testi con le frasi brevissime, in cui si va continuamente a capo, che a colpo d’occhio mi parlano di un […]

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27 agosto 2015

Vivo giorni strani, una specie di intercapedine, di limbo, tra il non far niente vacanziero e gli impegni serrati che mi aspettano a settembre. Ho deciso di concedermi il lusso di fare quello che mi va, che sia lavoro, letture, riflessioni o altro. In questo ritmo pacato sto stranamente riuscendo a combinare più di qualcosa, ma soprattutto sto osservando il mio rapporto con i tempi di lavoro. Non per ricavarne la solita lista di buoni propositi – per carità! che […]

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29 giugno 2015

Potrai anche aver fatto mille scalette e mappe mentali, ma quando ti metti a scrivere è come avere davanti un campo sconfinato, in cui puoi prendere le direzioni più diverse, anzi disegnare tu stessa il paesaggio in cui il lettore si muoverà. Una volta pensavo che con la scaletta progetti la pianta della tua casa testuale e man mano che scrivi tinteggi le pareti con il tono di voce e l’arredi con le parole che scegli e l’ordine in cui […]

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17 maggio 2015

Un paio di post fa menzionavo il “reverse engineering” dei testi come il metodo consigliato da Steven Pinker per smontarne e scoprirne il meccanismo interno. E così capire cosa funziona e cosa no. È una cosa che faccio sempre – anzi ormai quasi esclusivamente, insieme al “reengineering”, ovviamente – nei laboratori di scrittura che tengo nelle aziende. Solo mettendo le mani in pasta si capisce e si impara davvero. E le parole sono una cosa concretissima, come i mattoncini del […]

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27 febbraio 2013

L’ottimo TheWriter dedica il suo ultimo post al pericolo dell’eccessiva semplicità sintattica: (Don’t) put a stop to it. Abbiamo martellato tutti per anni perché non scrivessero periodi contorti e chilometrici – soprattutto ma non solo sul web –, e sempre più spesso il risultato sono frasi smozzicate, brevi brevi, in testi senza ritmo. A dire il vero in italiano lo notiamo meno, ma in inglese ci sono ormai siti e newsletter, anche di copywriter famosi, che non si possono più leggere, […]

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27 agosto 2012

Daily Writing Tips, a dispetto del titolo, non è uno di quei siti che ti scodellano quattro consigli striminziti. Ci sono post lunghi e approfonditi, tipo Altri venti modi per dire “tipo”, e giù altrettante possibili alternative, spiegate una per una con tutte le sottili differenze. Qualche giorno fa c’era un post in cui mi sono molto riconosciuta, perché dedicato a un tema complicato ma essenziale nella scrittura: il ritmo. Così, anche un po’ per riprendere la mano dopo la […]

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18 giugno 2012

Qualche giorno fa su Poynter.org si è svolta una chat (per “rileggerla” c’è l’utile replay) in cui il decano degli insegnanti di scrittura, Roy Peter Clark, invitava tutti a condividere abitudini e i piccoli trucchi per portare avanti produttivamente il proprio lavoro quotidiano di scrittura. Tanti i contributi, a partire dai più classici: sgombrare la scrivania per prima cosa, farsi una passeggiatina nei momenti di stallo, ascoltare buona musica, darsi anche minimi obiettivi e dopo premiarsi (fosse solo con un buon […]

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7 dicembre 2011

Qualche giorno fa il presentation designer israeliano Jan Schultink raccontava di essersi finalmente riconciliato con la musica mentre lavora. Ma non con tutta la musica, solo col jazz. Poco fa, attraverso Bobulate, sono arrivata a un bellissimo articolo dello scrittore giapponese Haruki Murakami, in cui dichiara di dovere tutto il suo essere, scrittore e persona, al jazz: Nella musica, come in un romanzo, la cosa essenziale è il ritmo. Le persone continueranno a leggerti se il tuo stile è piacevole, naturale, […]

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16 agosto 2011

Alle prese con testi mooolto lunghi, in questo periodo sono particolarmente sensibile al tema della velocità della scrittura. Lo è anche Michael Agger, che nei giorni scorsi gli ha dedicato un brillante articolo su Slate: Slowpoke, How to be a faster writer. Leggendolo mi sono consolata. Scrivere testi lunghi è una delle sfide cognitive più impegnative, anche per chi lo fa per mestiere, perché il cervello deve destreggiarsi contemporaneamente tra tre compiti diversi: scrivere il testo, pensare a cosa dire […]

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21 marzo 2011

The tune is what people write, I add the sound. Nella scrittura il ritmo è importante, ma da persona che scrive ho sempre pensato che il ritmo dipende soprattutto da quali parole scegli, da come le metti in ordine, dall’orchestrazione della punteggiatura e della lunghezza delle frasi. Erik Spiekermann, typeface designer tedesco che non conoscevo fino a stamattina ma che seguirò l’ora in poi, il ruolo di musicista del linguaggio lo rivendica anche per sé. Lo fa in questa intervista […]

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6 maggio 2010

Stamattina, mentre mandavo le mie prime email di lavoro, pensavo che i miei interlocutori mi immaginano sicuramente sui testi già alle cinque del mattino se alle sette riesco a inviare loro densi e lunghi documenti. Non è così e appartengo alla categoria (fortunata o sfortunata a seconda dei punti di vista) che se non dorme otto ore per notte il giorno dopo non ragiona. La verità è che con il tempo, e soprattutto da quando sono libera professionista, ho imparato […]

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17 marzo 2010

Roy Peter Clark sta ultimando il suo libro Glamour of grammar e per questo posta poco su Poynter.org. Ieri però ha pubblicato uno dei suoi pezzi belli, Make Words Stick With Coherence and Cohesion, dedicato a due parole chiave per chi scrive, che spesso confondiamo: coerenza e coesione. La coerenza del testo riguarda la sua struttura e l’ordine delle informazioni. The big parts, le chiama Clark, che si devono incastrare come un perfetto lavoro di ebanisteria: vediamo con chiarezza il […]

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1 marzo 2010

Data, data everywhere si intitola lo special report dell’Economist di questa settimana, dedicato alla sovrabbondanza delle informazioni nel mondo in cui viviamo. Anche chi scrive per lavoro, come me, è sottoposto tutto il tempo alle seduzioni dei tanti contenuti interessanti che premono ai confini dello schermo bianco su cui sta lavorando. Contenuti che ti aiutano e al tempo stesso ti distolgono in continuazione dal tuo lavoro. A lungo non sono riuscita a superare il senso di disagio che provavo mentre […]

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23 maggio 2009

Leggere ad alta voce ci fa riscoprire la fisicità delle parole. Leggere con i polmoni e col diaframma, con la lingua e con le labbra è ben diverso dal leggere con i soli occhi. Il linguaggio diventa una parte del corpo, e forse è per questo che c’è sempre una strana tenerezza, quasi una qualità erotica, in quelle scene di lettura ad alta voce, in compagnia, che incontriamo spesso nei romanzi di fine settecento. Le parole non sono solo parole. […]

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22 gennaio 2004

Dico e scrivo sempre che lo scrittore professionale completo deve saper fare tutto: dal titolo di una brochure al metatag di una pagina web, dal testo di una presentazione a quello della relazione di un bilancio aziendale. È la varietà che non ci fa addormentare, che ci fa arrovellare il cervello, che ci tiene desti il pensiero e l’attenzione. È quella sanissima e provvidenziale sensazione di essere ogni tanto di fronte a qualcosa che non sappiamo fare, che dobbiamo finalmente […]

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