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risali negli anni

Tag: metafora
7 gennaio 2011

As we close the books on one year and begin another… l’incipit, così semplice, del discorso di Obama del 1 gennaio 2011 (tre minuti tre, non un secondo di più) mi ha ricordato un recente post del blog CreativityWorks in difesa delle metafore semplici e quotidiane, persino un po’ consunte, come il libro che si chiude a fine anno. A prenderle di mira è stato soprattutto George Orwell nelle sue citatissime regole di buona scrittura (Politics and the English Language, […]

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20 novembre 2010

Se nell’ultima settimana non ho postato, non è solo per il gran lavoro e per essere stata spesso blindata in aula, ma anche perché grandi stimoli non ne ho avuti. Ho tanti libri interessanti a mo’ di torre sulla mia scrivania e, quanto alle navigazioni, solo ieri sera sono riuscita a spulciare il mio Google Reader. Tra le cose rimaste dal repulisti c’era il libro interattivo realizzato dallo staff di Google Chrome 20 Things I Learned about Browsers & the […]

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5 luglio 2010

Ora che ho finito di leggerlo, confermo: Il parlar figurato di Bice Mortara Garavelli è un gioiellino. Raro incontrare libri così: breve (poco più di 160 pagine), denso (decine di figure retoriche, tutte esemplificate), leggero (non perché si legga facilmente o velocemente, anzi, ma ha un ritmo felice ed espressioni fulminanti). Dubito che d’ora in poi conoscerò a menadito le figure retoriche. Se devo definirle non vado molto oltre metafora, allegoria, climax, anafora, epifora, metonimia e sineddoche, ma mi sono […]

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31 maggio 2010

Di questi tempi, con l’italiano che va a ramengo, occuparsi di poesia non fa che bene. Il poeta in genere la sa lunga sulla lingua, la sa lavorare a utilizzare a dovere. Prende delle parole e le ricongiunge per creare similitudini nuove, per inventare nuove combinazioni. Inventa metafore, con grande libertà. Cosa che non succede nella lingua comune, dove prevalgono di solito metafore scontate, «metafore morte». Lo scrittore invece risveglia le assopite, o ne propone di nuove. La poesia ti […]

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21 aprile 2010

Un colore si vede, eppure possiamo dire che è “chiassoso”, “stridente”, o “caldo”, “freddo”, come se facesse rumore o sprigionasse calore. Diciamo che un  silenzio è “freddo”, “glaciale”, parliamo di un suono come se lo palpassimo (“suono vellutato/morbido/aspro”), lo vedessimo (“voce chiara/cupa”), ne sentissimo i gradi di calore (“voce calda/fresca/fredda”). Di un profumo diciamo che è “fresco/dolciastro/amaro”. Prestiamo caratteri gustativi (“amaro/acido/salato”) a cose che non si possono assaggiare: “un sorriso amaro”, “parole acide”, “prezzi salati”. In quanto a dolce, è […]

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24 novembre 2007

Il quaderno di Roberta Buzzacchino dedicato a Scrivere una metafora organizzativa, lo confesso, l’ho pubblicato con molta convinzione ma anche con un po’ di incertezza rispetto all’accoglienza da parte dei lettori del MdS. Un testo bello e interessante, ma scritto tutto come una poesia, senza maiuscole e senza punteggiatura. Invece è da mesi tra i più scaricati, insieme a quello dedicato alle mappe mentali di Umberto Santucci. Il tema delle mappe evidentemente piace e incuriosisce. Quelle di Roberta, poi, sono […]

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9 luglio 2004

Al centro dell’articolo di Roy Peter Clark dedicato agli strumenti di scrittura, questa settimana c’è un’espressione misteriosa: “la scala dell’astrazione”. Una scala del lessico, dalla base dove ci sono le cose concrete, di tutti i giorni, ai pioli più alti, dove ci sono le parole astratte. Dalla lista della spesa, dal linguaggio quotidiano, ai termini che evocano soprattutto concetti e idee. Lo scrittore esperto è quello capace di salire e scendere con destrezza e abilità la scala dell’astrazione, di dare […]

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26 aprile 2004

In questi giorni molte storie attraversano la mia vita. Sotto forma di racconti personali e sotto forma di libri. Ci sono le fiabe sonore su cd, con quel ritornello che il mio nipotino ascolta incantato e che mi riporta indietro di tanti anni: identiche le illustrazioni e identico quel “a mille ce n’è (eeee) nel mio cuore di fiabe da narrar, da narrar”. Solo che oggi ad ascoltare la storia di Hansel e Gretel mi vengono francamente i brividi. Eppure […]

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