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risali negli anni

5 Luglio 2010

Cosa c’è dietro

Ora che ho finito di leggerlo, confermo: Il parlar figurato di Bice Mortara Garavelli è un gioiellino.

Raro incontrare libri così: breve (poco più di 160 pagine), denso (decine di figure retoriche, tutte esemplificate), leggero (non perché si legga facilmente o velocemente, anzi, ma ha un ritmo felice ed espressioni fulminanti).

Dubito che d’ora in poi conoscerò a menadito le figure retoriche. Se devo definirle non vado molto oltre metafora, allegoria, climax, anafora, epifora, metonimia e sineddoche, ma mi sono accorta che la lettura di questo librino sta cambiando il mio modo di guardare i testi. Come quando vedi un bel tappeto o un ricamo raffinato e ti viene istintivo di girarli a rovescio per capire come si intrecciano i fili là dietro e quali schemi complicati, quali sovrapposizioni abbiano dato vita a quelle immagini così nitide e originali.

Ho appuntato e sottolineato moltissimo. Qui ho messo un bel post-it fosforescente, perché mi servirà un sacco di volte, per me stessa e per gli altri:

Ci sono ripetizioni di cui non possiamo/non dobbiamo fare a meno: sono quelle che servono a rendere chiaro e preciso un discorso. Ce ne sono altre che, in più, lo arricchiscono, lo abbelliscono; come le prime giovano alla sua efficacia comunicativa. Quando hanno davvero queste funzioni non sono né superflue né ingombranti.

0 risposte a “Cosa c’è dietro”

  1. Odio i redattori che armati di penna rossa vanno a caccia di ripetizioni senza soffermarsi sulla funzionalità.Della Garavelli avevo già letto il prontuario di punteggiatura e sono sicura che anche quest'ultima uscita è una vera perla.

  2. Dopo i tuoi apprezzamenti l'ho comprato e l'ho letto tutto d'un fiato.Un libro utile, misurato e croccante.Grazie Luisa per i tuoi consigli!P.S. Forse ho usato troppe figure retoriche in 3 linee di commento?!

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