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risali negli anni

Tag: Economist
19 febbraio 2016

Parecchi anni fa avevo nel mio set di slide anche questa, la slide del frullatore. Poi l’ho persa per strada, chissà perché. Nelle letture e navigate di questi giorni mi è tornata in mente perché sì, il web è più che mai un frullatore. E così sono andata a ripescarla. Il frullatore riguarda senz’altro le parole, le immagini e i suoni, così come i luoghi dove i nostri contenuti dilagano continuamente – siti, social, app –, ma i frullati che […]

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7 novembre 2014

L’Economist non è solo il migliore settimanale economico del mondo e il meglio scritto, ma ormai anche una vera scuola di scrittura digitale. Dopo essersi cimentati, solo qualche settimana fa, con il long form journalism di From papyrus to pixels ora passano alla miniedizione giornaliera per smartphone The Economist Espresso. Esce la mattina presto con sette articolini, di cui uno gratuito a scelta. È un minitutto perfetto: mini titoli, mini articoli, mini frasi. Da leggere al volo mentre si beve […]

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11 ottobre 2014

Il breve saggio dell’Economist sul futuro del libro From papyrus to pixels si presenta come un vecchio Penguin stropicciato, ma basta aprirlo per scoprire che, come recita il sottotitolo, “the digital transformation has only just begun”. Potete continuare a sfogliarlo proprio come un Penguin stropicciato, con i bordi ingialliti, le foto in bianco e nero e persino le macchie lasciate dal caffè. O scrollarlo come un ebook digitale, arricchito con grafici e video. O chiudere gli occhi e ascoltarlo soltanto. […]

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12 maggio 2013

Non voglio fare la tetra, ma se c’è una rubrica dell’Economist che cerco di non perdermi è Obituary, cioè il breve ritratto di un personaggio morto durante la settimana. È qualcosa di piuttosto diverso dal “coccodrillo” dei nostri Tg e quotidiani, assemblaggi frettolosi e tutti uguali che assomigliano quasi sempre a una voce di Wikipedia condita con un po’ di citazioni. Gli Obituary dell’Economist sono veri ritratti d’autore (anche se sull’Economist nessuno firma!). Lo sono per il taglio e lo […]

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28 ottobre 2012

L’ultimo post di Johnson, il blog dell’Economist dedicato al linguaggio, presenta l’English Proficiency Index, che classifica la dimestichezza degli abitanti dei diversi paesi del mondo con la lingua inglese. L’Italia è al 24° posto con un livello “medio”. Il primo paese è la Svezia, seguita a ruota da Danimarca e Olanda, tutte con un livello “molto alto”. In Europa ci superano comunque Finlandia, Norvegia, Germania, Polonia, Francia e Spagna. In Italia l’unica regione con un livello di competenza “buono” è […]

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29 febbraio 2012

Qualche post fa avevo segnalato il ritorno online della Economist Style Guide. Al di là delle singole voci, la guida di stile cui si attengono giornalisti e collaboratori del primo settimanale economico del mondo ha un’introduzione che vale da sola, come un piccolo saggio a sé. Me la sono tradotta e l’ho postata sul Mestiere di Scrivere. Ci sono dei punti in cui la mia traduzione è un po’ goffa, ma ho deciso di condividerla lo stesso. Anche perché so […]

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20 febbraio 2012

Una delle notizie del giorno, almeno per i fissati di questioni editoriali come me, è il ritorno online della mitica Style Guide dell’Economist. Ho finalmente potuto ripristinare il link giusto nella pagina del Mestiere di Scrivere dedicata alle guide di stile. Oggi sono sommersa di lavoro, ma non ho potuto fare a meno di dare una sbirciata all’introduzione. Comincia così: Il primo requisito dell’Economist è essere immediatamente comprensibile. La chiarezza della scrittura deriva dalla chiarezza del pensiero. Allora, pensa a […]

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28 gennaio 2011

L’Economist fa appello ai lettori per trovare un nome a un nuovo blog sul sito del settimanale. Ecco il breve e limpido brief: Help us name our new defence blog Readers are invited to suggest a name for our new blog on defence, security and diplomacy, which will be launched in the next few weeks. It will cover weapons and warfare, spooks and cyber-attacks. Ideally, its name should accord with our style and 19th-century origins—and, preferably, not begin with a […]

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9 gennaio 2011

Di previsioni di inizio anno per giornalismo, scrittura e copywriting il mio aggregatore era pieno zeppo. A un certo punto ho preso tutti i post e li ho incollati in un file word uno dopo l’altro, fuori contesto, così come venivano. L’inno all’assoluta brevità dei testi, agli ebook di 20 pagine al massimo e al predominio di grafica e infografica mi hanno abbastanza sconcertata. Tutte cose vere, verissime, ma non assolute né esclusive. Anzi. Quelle del testo breve e dell’unione […]

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19 giugno 2009

Oggi Internazionale pubblica “un’email collettiva” di Dave Eggers sul futuro della carta stampata e un amico mi segnala un lungo articolo dell’Atlantic che analizza il “caso Economist”. The Economist: uno dei settimanali più densi di parole al mondo, che non offre contenuti che non puoi trovare altrove e non fa mai uno scoop, che ha una scrittura brillante ma non più di altri e giornalisti acuti ma non più di altri. Eppure, nell’ecatombe di quotidiani e magazine, la sua edizione […]

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29 aprile 2009

Jakob Nielsen, nelle sue Alertbox, è tornato a occuparsi molto di scrittura. Non mi meraviglio: nel nostro web sempre più multimediale e affollato il testo è il carburante dei motori di ricerca. Senza parole scritte non vai da nessuna parte. Il suo ultimo articolo riguarda ancora i titoli, e in particolare quelli di BBC News, secondo Nielsen esemplari per concisione e funzionalità sul web: brevi, perché online si legge meno che sulla carta densi di contenuto, perché concentrano alla perfezione […]

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13 marzo 2009

Bello, interessante e soprattutto incoraggiante – di questi tempi – lo special report dell’Economist dedicato alla capacità imprenditoriale, inteso come “la capacità di offrire una soluzione innovativa a un problema di cui (spesso) non si ha ancora consapevolezza”. Come sempre, analisi acute e soprattutto una quantità di storie da tutto il mondo, ben raccontate e documentatissime.

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17 ottobre 2008

Internet è tante cose diverse per ognuno di noi. Per me è anche il più straordinario luogo di autoformazione. Ogni giorno. Imparo pure dai semplici oggetti delle email. Quelli dell’Economist riescono a sorprendermi sempre, anche quando ti stanno chiedendo per l’ennesima volta di abbonarti. Sempre diversi, legatissimi all’attualità. Ecco quello di ieri: The world is crazy. But at least it’s getting regular analysis. E una volta aperta, l’email ti accoglie così: Receive regular analysis of this crazy world for as […]

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