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risali negli anni

2 Gennaio 2011

Primo libro dell’anno

Ieri, aprire un libro che si intitola Cambiare idee mi sembrava un buon viatico per iniziare l’anno. In serata lo avevo già divorato e ora non vedo l’ora di abbordare anche gli altri libri dello psicologo cognitivista Howard Gardner, professore ad Harvard e scopritore delle “intelligenze multiple”.

In realtà mi è sembrato di leggere più libri in uno e senz’altro quanto di meglio abbia letto finora sullo storytelling.
Storie come uno dei principali veicoli per incidere in modo profondo sulle rappresentazioni mentali di un intero popolo, di un gruppo ristretto, di una singola persona che ci sta a cuore oppure, cosa ancora più interessante, di noi stessi. E, pian piano, cambiare idee, qualche volta destini.

Storie semplici se si parla a un pubblico eterogeneo, fatto magari di molte decine di milioni di persone, storie più complesse per pubblici ristretti e omogenei. In ogni caso, storie capaci di creare risonanza emotiva in chi le ascolta, raccontate da chi quella morale e quei valori li incarna con coerenza e continuità anche nella sua storia personale e nella pratica di vita, raccontate in forme diverse per fare appello a tutti i tipi di intelligenza e raggiungere così più sensibilità e più persone. Oltre le parole, ci sono infatti i numeri di un’infografica, i suoni di una sinfonia, le forme di un quadro, un corpo che danza.

Cambiare idee è esso stesso un libro di storie, che si intessono continuamente con le teorie di Gardner. Molte riguardano persone che conosciamo: Margaret Thatcher, Gandhi, Nelson Mandela, Bill Clinton, Einstein, Picasso, Freud… ora conosciamo anche qualcosa di più della loro presa e del loro potere persuasivo.

0 risposte a “Primo libro dell’anno”

  1. libro da non perdere, ma come farò a leggere tutti questi libri che consigli e che spesso incontrano i miei gusti?

    p.s. con l'anno nuovo credo proprio che mi regalerò il kindle di Amazon. L'ho visto dal vivo e mi sembra proprio una bella rivoluzione. Lo prenderò nel formato grande 🙂

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