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risali negli anni

5 Settembre 2007

Scrivere e comprare vogliono i loro tempi

Durante l’estate ho avuto il tempo di approfondire e spulciare ben bene Copyblogger, il blog di web copywriting più famoso e acceduto della rete, un vero caso di studio per il suo successo enorme e repentino. Ho avuto così modo di apprezzarlo e anche di superare qualche pregiudizio iniziale, così ora lo seguo regolarmente, cioè quotidianamente, vista la frequenza invidiabile degli aggiornamenti.

Il post di oggi, Come andare oltre il bottone Non comprare!, è particolarmente interessante e rafforza alcune mie convinzioni con solidi argomenti.
Da un po’ ho sviluppato una vera allergia verso gli appelli troppo pressanti al cliente:

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Una diffidenza un po’ irrazionale e viscerale, dettata soprattutto dalla convinzione che se una cosa dà fastidio a me probabilmente la darà anche al lettore.
Quindi di mia iniziativa sono cose che non scrivo mai, preferendo uno stile molto più soft. Lo faccio solo se me lo chiedono e non c’è verso di far cambiare idea.

Il copyblogger Brian Clark invece cita uno studio di Scientific American – via Neuromarketing -, secondo il quale c’è una precisa area del cervello che ci fa trattenere dalle azioni impulsive, quali l’acquisto.
Meglio, quindi, non tanto fare appello all’acquisto immediato, quanto smontare una per una le obiezioni al non-acquisto. Cosa che tutti gli smaliziati venditori a voce sanno fare, ma molto più difficile quando si scrive.

Per questo, suggerisce Clark, meglio indugiare, non aver paura di scrivere testi più lunghi (soprattutto per prodotti nuovi e sofisticati) e di vari tipi e formati, quali:

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