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risali negli anni

21 Febbraio 2007

A caldo. (Loghi che lasciano il segno)

Il brand dei luoghi e dei paesi è un tema che mi ha sempre presa molto, tanto che ne ho scritto qualche volta anche in questo blog. Aspettavo quindi con parecchia curiosità l’annunciato nuovo logo dell’Italia, realizzato dal colosso del branding Landor.
Ora finalmente c’è e ho voluto vedere subito che effetto mi facesse, al di là delle mille spiegazioni e interpretazioni che seguiranno.

Difficile e delicato giudicare un logo così, su due piedi. Perché c’è una prima impressione, ma c’è anche una sua tenuta, durata e maturazione nel tempo, man mano che si diffonde ed entra in relazione con noi. Sarà quindi il tempo a dirci se, al di là dei gusti personali, si tratta di un logo “riuscito”.

Per ora, i commenti negativi e anche un po’ volgarucci si sprecano, cosa inevitabile e probabilmente messa in conto dai creativi di Landor, vista la scelta abbastanza decisa verso quella buffa bananina verde, che catalizza immediatamente lo sguardo (mi aspetto a breve anche il commento “il paese delle banane”.)

A me, il logo è sembrato soprattutto algido. Nitore, ordine, pulizia… ma non ti scalda.
Non ci avranno voluto mettere dentro troppe cose, come sembra confermare la breve spiegazione sul sito di Palazzo Chigi?

Un simbolo duplice, dove convivono maschile e femminile, passato e futuro, serietà e ironia, stabilità e movimento, razionalità e fantasia, dovere e piacere.
Con questa operazione si vuole trasmettere il progetto di un Paese più affidabile e responsabile, ma sempre connotato da eleganza, creatività, flessibilità e vitalità.
Un Paese capace di evolvere e guardare al futuro senza cancellare i tratti migliori della sua identità.

Insomma tutto.

È pur vero che il logo di una nazione deve in qualche modo contenerla tutta, però in genere c’è uno spunto, una piccola fascinazione, un minuscolo varco creativo che ti fa sentire il tutto: Incredible !ndia, l’invito-nostalgia del Nepal, il trifoglio irlandese, la pennellata di Mirò o il neologismo di Seattle…
Ma è pur vero che con un brand bisogna prima fare amicizia. Diamoci il tempo.

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8 risposte a “A caldo. (Loghi che lasciano il segno)”

  1. Ciao, sembra proprio un logo fatto ad immagine e somiglianza dell’eterogenea composizione della maggioranza di governo. C’è di tutto un po’, a me dà anche un po’ fastidio quell'”it”, ci mancava solo che ci mettessero la chiocciola su una delle A di “Italia”.

    Approfitto per complimentarmi per il tuo sito e per questo bellissimo blog.

    Roquentin

  2. Salve! Condivido le perplessità sul nuovo logo del “sistema Italia”, da parte mia è stato spontaneo criticarlo sotto diversi aspetti anche se mi rendo conto che è difficile in casi come questi dimostrare errori e inadeguatezze.
    Il tempo forse sanerà la “ferita”, tuttavia avrei preferito un logo più classico e meno pretenzioso.

    Mi unisco senz’altro ai complimenti al blog e al sito.

  3. SE NON AVETE FANTASIA (E SE VI PIACE), ECCO LA MAIL DA INVIARE AI RESPONSABILI DI ITALIA.IT:

    oggetto: complimeti per italia.it!

    Gentile Dott. (aggiungere il nome)

    Ho trovato il suo nome tramite whois di italia.it e la sua email con una breve ricerca su Google, quindi spero di non aver sbagliato persona; spero inoltre di non disturbarla.

    Le scrivo per complimentarmi con lei, con lo staff di italia.it e con tutti coloro che in tutti questi due anni hanno contribuito con sforzo di ideazione, lavoro, impegno e danaro (dei contribuenti suppongo) alla realizzazione dello “SPLENDIDO” portale di italia.it.

    Visitando e valutando attentamente il portale di italia.it, la sua grafica, la sua navigabilità e i suoi “preziosi” contenuti, mi sono reso conto di come siano stati “ben spesi” i 45 milioni di Euro (so che poi sucessivamente i milioni di stanziamento diverranno 140 in totale) per la realizzazione di questo “fiore all’occhiello” che porterà l’immagine del nostro paese in tutto il mondo.

    Volevo inoltre anche complimentarmi per il “FANTASTICO” logo del portale, che innalza la bandiera del design italiano a vette mai raggiunte prima.
    La scelta di optare NON per un logo dalle linee innovative, ma bensì di ispirarsi sia al logo aziendale della Logitech (www.logitech.com), sia a quello di Izquierda Unida Federal (www.izquierda-unida.es), mi pare una scelta saggia e ben ponderata. E’ noto infatti che agli utenti web di tutto il mondo (in particolare agli utenti spagnoli ed americani in questo caso) il design originale NON sia particolarmente gradito.
    A proposito del logo: sono curioso di sapere se la realizzazione del layout del logo sia costata “solo” 10.000 Euro o dagli 80.000 ai 100.000 Euro come alcune malelingue dichiarano in vari siti web e blog.

    Sono veramente contento di aver fatto anche io la mia parte per la realizzazione di italia.it in veste di contribuente

    Rinnovadole la mia più profonda stima ed ammirazione la saluto,

    (firma)

    Da inviare ai responsabili del sito italia.it (nomi reperiti tramite whois di italia.it, email reperite su Google):

    Salvatore Tucci
    tucci@torvergata.it, s.tucci@governo.it

    Antonio De Venere
    antonio.devenere@apat.it

    Francesco Proietti
    proietti@caspur.it

  4. Non mi piace e non capisco cosa ci sia dell’Italia in questo logo (a parte i colori della bandiera). La proboscide verde mi fa pensare piuttosto a un elefante indiano o a un extraterrestre o a un fantasmino eccitato. Cambiamolo!!

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