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risali negli anni

1 Ottobre 2007

L’email e il suo manuale di istruzioni

Mi ha sempre colpito il fatto che sull’email si sia sempre scritto molto poco di originale. Eppure è forse l’unica applicazione di internet che ci ha realmente cambiato la vita.
Dopo le prime e precocissime Netiquette, è stato tutto un copia e incolla. Quando con Giuseppe Militello decidemmo di scrivere il quaderno sull’email in azienda trovammo pochissima documentazione e ci rifacemmo quasi esclusivamente alla nostra personale esperienza.

Da pochi mesi è arrivata SEND, la guida scritta da due giornalisti del New York Times a smuovere un po’ le acque, se non altro perché dà lo spunto a un buon numero di interessanti recensioni.

L’ultima è Il click di Pandora di Janet Malcom sulla New York Review of Books.
Un manuale di istruzione che ci voleva proprio, secondo la giornalista, perché l’email è strumento potente e pericoloso:

I più esperti (e fortunati) di noi sono sfuggiti a incidenti gravi, ma quasi tutti abbiamo avuto bruciature, dita tagliate, ossa fratturate, scosse elettriche. L’uso incauto dell’email può costare il posto, rovinare amicizie, minacciare matrimoni, affossare progetti, e addirittura mandarti in galera.

La colpa sarebbe anche del nostro eccessivo entusiasmo da neofiti, che con l’email pretendono di fare e comunicare tutto. Mentre lo strumento più veloce e “senza toni di voce” non è per niente adatto – per esempio – alle sfumature, alle richieste di favori, alle scuse. A meno che anche nell’email non recuperiamo lunghezza, toni, attenzioni e pacatezza di una lettera “tradizionale”, cosa che probabilmente avverrà presto, quando – passata la sbornia della novità – l’email sarà uno strumento di comunicazione tra i tanti.

Sarà più facile per chi ha passato buona parte della sua vita solo con la corrispondenza cartacea e con il telefono. Ai più giovani invece, secondo la Malcom, non resta che studiarsi il manuale di istruzioni. Riga per riga.

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3 risposte a “L’email e il suo manuale di istruzioni”

  1. Ciao Luisa,
    da sempre mi batto per una scrittura delle mail più “umana”.
    Una mail ben scritta è un atto d’amore verso il destinatario.
    Disapprovo le mail senza punteggiatura o con errori grossolani di ortografia. Ho anche avviato una iniziativa di solidarietà al riguardo:
    http://fpv.hacknight.org/
    A causa del mio uso intensivo della posta elettronica e delle mailing list, mi sono trovato tante volte a raccomandare un uso più responsabile dell’italiano e della punteggiatura nelle mail. A volte la scusa addotta è del tipo: “ma io non sono esperto di computer”.
    Come se si dovesse essere Bill Gates per sapere dove si trova il tasto della virgola o del ritorno a capo.
    Prima di inviare le mie mail, prima di salvare i miei commenti, i miei post nel blog, li leggo e li rileggo. Evidenti limiti personali mi impediscono di produrre risultati eccelsi, ma leggo sempre la tua rubrica e cerco di migliorarmi.

  2. io trovo l’email uno strumento essenziale oltre che piacevole (lo preferisco a messenger). Si dovrebbe distinguere lo stile in base all’uso che si sta facendo (lavoro, amici ecc.) non sempre è così, ma lo si può imparare. Ma è vero che rimane spesso “senza toni di voce” ed è difficile capirsi. Tante volte mi sfugge l’ironia che c’è dietro un messaggio. Questo però vale per tutti i contatti dove non c’è interazione umana diretta.

  3. Concordo sul fatto che le mail risultano essere sempre più “standardizzate” e con un rispetto direi ….discutibile…della grammatica italiana. Ma credo anche che alcuni mezzi di comunicazione (se non tutti…) debbano essere tarati e calibrati sul reale utilizzo che se ne fa. Ovvio che scrivendo una media di 70 mail al giorno, sarà inevitabile un uso più libero delle regole e della forma. Consiglio comunque di rileggere sempre la mail prima di inviarla, spesso si scrivono strafalcioni orrendi….

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