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risali negli anni

11 Agosto 2005

La tristezza del guru

In uno dei suoi ultimi interventi, Gerry McGovern si occupa della memoria, molto più persistente e tenace quando abbiamo visto o letto qualcosa sulla carta, mentre tutto ciò che consultiamo sul web è pronto a scivolare via un istante dopo. Per ricordarcene, basta tornare su un motore di ricerca e ritrovare l’informazione. Il web come la nostra gigantesca memoria, dunque.
Una volta avevo paragonato il web di McGovern a una specie di ospedale dalle corsie efficienti, asettiche e tutte uguali. E mi pare che con gli anni la sua visione si sia ulteriormente radicalizzata: sul web ci si va solo per cercare qualcosa che abbiamo già in mente, e basta. Quindi tutto il nostro lavoro di comunicatori e redattori consiste nel far trovare a ciascuno quello che cerca nel più breve tempo possibile.
“The Web is not a great place to win hearts and minds.” asserisce il (sempre più triste ed efficiente) guru di Dublino.

2 risposte a “La tristezza del guru”

  1. Non conoscevo questo studioso, ma, magari senza saperlo, a un po’ di tempo mi sa che applico le sue teorie: infatti mi capita sempre più spesso di stampare qualcosa che mi interessa e poi leggermelo nel modo classico. Chissà se la cosa ha a che fare con la memoria. Tanto ci sono: complimenti per il blog; lo leggo sempre silente, ora mi andava di farmi vivo. Complimenti davvero.

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