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risali negli anni

11 Agosto 2004

Latitanza

Ho scritto poco sul blog negli ultimi giorni… perché ho scritto moltissimo fuori dal blog.
Confidavo molto in un agosto tranquillo, di quelli che vai in ufficio, sistemi le tue carte, bonifichi la casella di mail, leggi finalmente qualcosa con calma. Niente da fare: mi è stato chiesto un lavoro nuovo, urgente e impegnativo. Partecipare alla risposta a un bando di gara per un contratto molto importante per la mia azienda.

Non l’avevo mai fatto, come al solito mi sono un po’ spaventata e l’adrenalina si è rimessa in moto.
Lo stesso per il contributo a un nuovo progetto del vulcanico Alessandro Lucchini, che mi ha chiesto di scrivere su qualcosa che conosco bene, ma da un punto di vista del tutto nuovo per me. Altra paura, altra scossa.

Mi sono rimessa a studiare e poi a scrivere. Ieri ho calcolato di aver scritto per dieci ore di seguito, con brevissime interruzioni. Però alla fine ero contenta e ho pensato che ogni tanto il panico da pagina bianca fa un gran bene e altrettanto bene fa che qualcuno ti costringa ad alzare l’asticella e a saltare un po’ più in alto.

Quindi, grazie ad Alessandro e grazie a Peppe.

 

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2 risposte a “Latitanza”

  1. Insomma, come dice il mio capo: lavorare non è chiederti di fare qualcosa che sai fare, ma sempre qualche cosa che non sai fare.
    Quindi conosco la sensazione, anche perché penso proprio Alessandro abbia giocato lo stesso scherzetto anche a me… troppo divertente per continuare solo a lurkare…
    ciao e buona giornata
    nilda

  2. a me capita tutti i giorni nel mio lavoro. il panico da non sapere che fare. lavoro in un reality show e lì si vive veramente, tu devi riuscire a controllare delle vite, guidandole dove preferisci tu, ma poi ci sono gli imprevisti. ecco, lavorare bene vuol dire riuscire a gestire gli imprevisti…

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