Libri
In questi giorni due importanti organizzazioni di comunicazione statunitensi hanno lanciato il restyling dei loro siti. Sono Poynter.org, l’istituto di riferimento per la formazione dei giornalisti online (è tutto free), e l’agenzia di Chicago Ragan.com (le newsletter specialistiche si pagano assai, ma sempre di più sono anche i contenuti free). Entrambi vanno nella direzione di un maggiore ordine delle informazioni e nitore della pagina. Tra i due, quello di Ragan.com mi sembra un po’ più riuscito perché la home page […]
Lettura mattutina della rassegna stampa della Treccani: ci voleva la parola “font” nell’occhiello dell’articolo Domenica di carattere del Sole 24 Ore di ieri per convincermi a uscire col freddo a comprarmi la copia cartacea del Sole di oggi con il nuovo inserto dedicato alla cultura. Ne sono stata contenta. Non solo perché la camminata mi ha fatto bene, ma perché la nuova Domenica mi è sembrata proprio bella. 50 pagine di formato finalmente maneggevole, e un’impressione generale di grande nitore, […]
Ho appena tweettato un interessante articolo di Maryanne Wolf dedicato al cambiamento della lettura nel mondo digitale, ma mi accorgo ora che l’intera edizione estiva di Nieman Reports What’s Next for News è eccellente e va scaricata tutta e subito (90 pagine).
Quando ti accingi a leggere il nuovo libro di un autore che leggi da anni sul suo blog, hai un’aspettativa precisa: che ti conduca attraverso il suo tema in modo ordinato, approfondito, avvincente, oltre l’inevitabile frammentazione della rete, e che esprima un punto di vista, ti suggerisca una chiave di lettura, una prospettiva. Se poi l’ha già fatto una volta con successo, non ti aspetti niente di meno. Sergio Maistrello stavolta è stato temerario, perché fare il punto su una […]
Oggi sul sito del Guardian c’è un bel pezzo, The internet: Everything you ever need to know, a firma di John Naughton, docente di Public understanding of technology alla Open University (by the way, quanto mi piace l’espressione “public understanding”!). Tra l’occhiello e l’inizio dell’articolo c’è questa foto, con la sua didascalia: La foto è bella. La didascalia, precisa e curata, le dà un senso e orienta alla lettura dell’intero articolo. Mi ha colpito anche il raccordo tra le ultime […]
La nuova pagina di Repubblica è migliorata e finalmente dà un’idea di ordine, almeno visivo. Il restyling (come si usa dire) include anche un nuovo servizio nella convinzione (secondo me sbagliata) che il lettore voglia a tutti i costi ficcare il naso in redazione. Così nasce la rubrica Repubblica Domani, un noioso e tradizionale video di qualche minuto in cui i giornalisti raccontano in breve quanto stanno cucinando e scrivendo per il giorno dopo. Ho provato immediatamente nostalgia per le […]
“Molti pensano che le parole sono belle e i numeri sono un orrore, la maggior parte dei giornalisti non capiscono più niente di fronte ai numeri.” L’ha detto David Randall, senior editor di Independent on Sunday (via Mediablog di Marco Pratellesi).
Tempo di elezioni in Gran Bretagna. Ieri i due partiti in lizza hanno pubblicato i loro manifesti e il Guardian dedica loro un dossier che vale veramente la pena di approfondire per capire cosa può fare oggi online un grande quotidiano, dal punto di vista dei contenuti e soprattutto della forma. Il confronto è serrato, a partire dalla copertina: Tale of two covers. Una è definita “soviet chic”, l’altra “austero libro dei salmi”. Ma la parte che ho trovato più […]
Quel pasticciaccio a Palazzo Chigi Quei commenti sul web Quella moda che soffoca la voce del giornalismo libero Quei poster che uccisero Hollywood Quella data sbagliata che fa apparire Pio XII colpevole Quella rivoluzione silenziosa nello sguardo dei fotografi italiani Quell’oscura lady del desiderio Quella volta che ho visto Dio Quel viziaccio brutto e giornalistico di cominciare un titolo con l’aggettivo dimostrativo “quello” nella rassegna stampa di oggi produceva un effetto esilarante e mi ha fatto riflettere sulla nuova vita, […]
Sto leggendo Presentation Zen Design di Garr Reynolds (ve lo dico subito: carino, ma molto ripetitivo rispetto al primo e rivoluzionario Presentation Zen), tutto centrato sul visual design, anche e soprattutto del testo. Manco a farlo apposta poco fa mi imbatto nello Zeitgeist dell’edizione online del Guardian, una mappa visiva dei contenuti del sito che stanno ricevendo più attenzione da parte dei lettori “in questo momento”. Più attenzione, non più tempo, più clic, più lettori. Attenzione misurata in base a […]
La Columbia Graduate School of Journalism di New York attrae studenti da tutto il mondo e sono sempre di più quelli non di madrelingua inglese. Per questo l’anno accademico 2009-2010 è stato aperto da una lecture di William Zinsser su Writing English as a Second Language. La trascrizione è lunga, ma merita la lettura. Io stamattina, per avviare la giornata scribacchina, ne ho tradotto le conclusioni, che condivido parecchio. Soprattutto il fatto che proprio la molteplicità delle piattaforme digitali che […]
Mi è piaciuto davvero molto il libro Eretici Digitali (Apogeo) scritto da Massimo Russo, direttore di Kataweb, e Vittorio Zambardino di Repubblica. Forse era semplicemente il libro giusto per me in questo momento. Ho avuto voglia di fermarmi un po’ nei giorni scorsi, di scrivere meno ma di leggere e pensare un po’ di più, allentando i ritmi convulsi che ho tenuto negli ultimi tempi. E siccome in rete comunico, imparo e lavoro tutto il giorno, le parole dei due […]
È un po’ che mi chiedo cosa renda così piacevoli e diversi i blog del Guardian rispetto per esempio ai noiosi blog dei giornalisti dei grandi quotidiani di casa nostra. Stamattina una delle chiavi credo di averla messa a fuoco, facendo il consueto giro del sabato mattina nella sezione Art and Design: la mancanza di spocchia da opinion maker, il saper mescolare con abilità e sempre la giusta misura gli stili più diversi, il serio con frivolo, l’alto col basso, […]
Reuters, una della più importanti agenzie giornalistiche del mondo, ha messo online il suo Handbook of Journalism, il manuale per i suoi giornalisti. In quasi 600 pagine c’è veramente tutto, e ognuno potrà trovare quel che gli serve anche grazie all’organizzazione chiarissima dei contenuti. Le 10 regole imprenscindibili in home page sono secche, lapidarie e valgono per i giornalisti di Reuters come per ogni persona che comunica e scrive, in rete e fuori: Considerare l’accuratezza come qualcosa di sacro. Sempre. […]
Oggi Internazionale pubblica “un’email collettiva” di Dave Eggers sul futuro della carta stampata e un amico mi segnala un lungo articolo dell’Atlantic che analizza il “caso Economist”. The Economist: uno dei settimanali più densi di parole al mondo, che non offre contenuti che non puoi trovare altrove e non fa mai uno scoop, che ha una scrittura brillante ma non più di altri e giornalisti acuti ma non più di altri. Eppure, nell’ecatombe di quotidiani e magazine, la sua edizione […]
La questione delle ripetizioni e dei sinonimi è delle più spinose. Non conosco nemmeno una regola che possa veramente definirsi tale, per cui ogni volta decido in maniera diversa. Anzi, in genere decide il mio orecchio: evito la ripetizione se mi dà fastidio mentre rileggo. Trovare delle buone alternative non è sempre immediato e capisco che i giornalisti, soprattutto quelli che lavorano online, hanno davvero poco tempo per trovare una soluzione elegante al famoso problema di non ripetere la stessa […]
L’ultima Alertbox di Jakob Nielsen è dedicata all’usabilità delle sale stampa online ed è il frutto di una ricerca condotta su più anni e su 42 siti con 40 giornalisti delle testate più diverse. Ecco cosa cercano i giornalisti sul sito web di un’azienda o un’istituzione: nome e numero di telefono degli addetti dell’ufficio stampa (una persona in carne e ossa con cui parlare subito, non un indirizzo email) rassegne stampa con fonti esterne e articoli di testate indipendenti informazioni […]
Mi sono veramente rotta la testa oggi di fronte a questo titolo del Corriere della Sera. Oddìo, cos’è un biopic? Una punturina che non fa male? Un flop? No, la spiegazione arriva dentro una parentesi dentro il secondo capoverso: significa biographic picture.
Nella sterile e comunque inutile querelle tra blogger e giornalisti, questi ultimi si appellano sempre alla loro funzione di filtro saggio e verificatore delle notizie e delle loro fonti. Se non ci fossero loro, saremmo inondati di qualsiasi cosa, stupidaggini, falsità e spazzatura. Questo è vero – forse – per il giornale di carta, ma credo non tanto per la grande capacità di discernimento e di scelta dei giornalisti, quanto per il fatto che il giornale ha dei limiti che non […]
Mi è sempre piaciuto viaggiare in treno, ma adesso considero quelle ore un tempo incantato e sospeso, che posso dedicare unicamente alla lettura. Ieri e l’altro ieri ho deciso finalmente di sottrarmi al multitasking ferroviario e di lasciare a casa il mio pur leggero e sottilissimo portatile. Mi sono così letta e goduta per intero L’ultima copia del New York Times, di Vittorio Sabadin. Un libro che appartiene a quella categoria che non ti racconta cose inedite e non ti […]