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risali negli anni

Categoria: lingua italiana
6 Maggio 2012

Il mio 1000mo tweet è su un dilemma. Meglio “nella cloud” o “nel cloud”? #Nova24 usa la prima definiz. Google più la seconda. twitta stamattina Roberto Battaglia. Ho sorriso, perché mi sono ricordata delle tante disquisizioni sul genere dell’email. Una vita fa. Sono d’accordo con Nova24: femminile! La Crusca docet: La questione del genere dei nomi stranieri che entrano nella nostra comunicazione corrente segue una regola apparentemente semplice: attribuire il genere che ha la parola corrispondente in italiano, per cui, ad esempio […]

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23 Aprile 2012

Nella rubrica Correzioni di Internazionale, la curatrice Giulia Zoli questa settimana si occupa della lineetta, segno di interpunzione piuttosto complicato e controverso. L’unica cosa certa è che non va confusa con il trattino. Quest’ultimo è più breve e soprattutto serve a unire due parole, mentre di solito le lineette separano: … le lineette che delimitano delle interruzioni improvvise – inserzioni parentetiche direbbero i grammatici – che aprono la strada ad altri pensieri o ad altre voci. Ma si prestano anche a molti altri usi – forse troppi. Nello […]

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29 Marzo 2012

Per chi si interessa di scrittura, per chi insegna o ha i figli a scuola il post di stamattina di Annamaria Testa su Nuovo e utile è veramente da non perdere: Parole: strumenti per costruire, armi per combattere, ali per volare. Annamaria prende le mosse dai dati un po’ disperanti sulle incompetenze linguistiche dei ragazzi emerse da uno studio INVALSI sugli elaborati di italiano alla maturità 2010. Da persona positiva qual è ci esorta però a trovare il modo per […]

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19 Marzo 2012

D’accordo, nell’esercizio di stile di questa slide che ho presentato allo SMAU l’anno scorso ho un po’ esagerato, ma non poi tanto. In tutta la scrittura aziendale il gerundio impazza. All’inizio, in mezzo, alla fine dei capoversi. Diventa una specie di cerniera per unire le frasi e complicare inutilmente la sintassi. All’inizio imprime subito il marchio del burocratese, in mezzo è quasi sempre la spia di un lungo inciso, alla fine serve per aggiungere quella frase o informazione in più […]

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23 Gennaio 2012

Fornero e un articolo di troppo è il titolo di un articolo sulla Stampa di oggi in cui Mariella Gramaglia fa il punto sulla vecchia questione del genere femminile nel linguaggio della politica e delle professioni. “Vecchia” solo perché dovrebbe essere ormai superata da tempo, ma evidentemente ancora attuale se la ministra Fornero ha dovuto dire espressamente di non voler essere chiamata “la” Fornero. Come ricorda Mariella Gramaglia, già era stato detto tutto quel che c’era da dire in un […]

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27 Dicembre 2011

È buffo come molti enti pubblici, che pur si impegnano a comunicare in modo più trasparente e diretto con il cliente, fatichino ad abbandonare il linguaggio che hanno usato per decenni e a sintonizzarsi su nuovi strumenti, tempi e modalità di lettura. Stamattina ho ricevuto questa email dall’azienda municipalizzata del trasporto, anzi dal suo direttore che la firma: Gentile Cliente, ci eravamo lasciati con un’ipotesi di riattivazione del Servizio Pagososta entro il mese dicembre. Non ce l’abbiamo fatta. Stiamo ancora […]

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21 Dicembre 2011

Sono stata sommersa di lavoro e di impegni da chiudere la scorsa settimana. Ne hanno risentito il blog e anche le mie letture, sulla carta e sugli schermi. Così ho resistito, e del nuovo Dizionario analogico della lingua italiana di Zanichelli ho ammirato per giorni solo la copertina dove si intrecciano tanti fili colorati. Tutti rossi, ma di diversa sfumatura e consistenza. Sapevo che se avessi aperto a caso tra le 950 pagine ne sarei rimasta piacevolmente prigioniera per un […]

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8 Dicembre 2011

Qualche post fa citavo le black list e le parole proibite di Internazionale. Dobbiamo esserci incuriositi in tanti se la giornalista del settimanale Giulia Zoli ci torna su questa settimana. La lista ufficiale non esiste, in compenso si svela qualcosa in più: … le parole proibite non sono tutte uguali. Alcune le evitiamo per il loro contenuto semantico: “giustiziare” lascia intendere che eseguire una condanna a morte equivale a fare giustizia, e questo non ci piace. Altre sono bandite per motivi stilistici: su Internazionale non leggerete mai che Berlusconi è […]

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6 Dicembre 2011

Ho passato un buon numero di anni convinta che “se” non volesse l’accento sulla “e” quando seguito da “stesso” (così avevo imparato a scuola). Da quando ho capito come stanno realmente le cose,  mi regolo a seconda dei contesti: pur sapendo che è corretto, anzi correttissimo, ho deciso di non metterlo in questo blog, né in ciò che scrivo per i miei clienti. Se mi guardo intorno, noto che non si usa quasi più, tranne che nei libri i cui […]

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3 Dicembre 2011

I due punti sono il segno dell’apertura. Eppure uno dei divieti che ci portiamo appresso dalla scuola (prima o poi dovrò farne l’elenco) dice perentorio che non si mettono due volte i due punti all’interno dello stesso periodo. Bice Mortara Garavelli, nel suo Prontuario di punteggiatura, ne ammette l’uso solo nella prosa letteraria e nella saggistica scientifica “quando si tratta di un susseguirsi di enunciati consequenziali”. D’accordo che non bisogna esagerare, ma da amante dei due punti questa frase di […]

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3 Dicembre 2011

Oggi dovevo mettere nero su bianco la differenza tra paragrafo e capoverso, che tutti confondiamo, io per prima. Mi ha aiutata la Crusca nel suo prezioso servizio di consulenza linguistica: Oggi per paragrafo si intende ciascuna delle parti in cui sono suddivisi i capitoli di un’opera. Il paragrafo (come del resto il capitolo) ha spesso un proprio titolo, e può a sua volta articolarsi in vari sottoparagrafi, che trattano temi più specifici e particolari nell’àmbito dello stesso argomento; questi, a loro […]

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16 Ottobre 2011

Oggi la parola del giorno Zanichelli in realtà sono quattro: succitato, suddetto, summenzionato, sullodato. Aggettivi che appartengono al linguaggio burocratico e che ormai tutti i manuali di semplificazione del linguaggio amministrativo consigliano di non usare. Io li ho messi ormai da anni nella mia black list. Gli aggettivi che ci rimandano in su non sono solo brutti e pesanti, ma compromettono la leggibilità di un testo. Il povero lettore si deve fermare, rileggere e tornare su alla ricerca del succitato. […]

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28 Settembre 2011

Più volte la ministra Gelmini si è detta convinta dell’inutilità della laurea in Scienze della Comunicazione. Invece sarebbe la prima ad averne bisogno. L’intervento di un manager della comunicazione e docente nella tanto vituperata facoltà alla Sapienza di Roma: L’insostenibile superficialità delle “sentite congratulazioni” di Marco Stancati. E quello di una linguista: Se la grammatica non è un’opinione di Licia Corbolante.

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17 Agosto 2011

L’obiezione principale all’adozione dei principi di base del Plain Language (il linguaggio semplice e chiaro), nelle amministrazioni pubbliche come nelle aziende, è la perdita di precisione perché gran parte dei costrutti sintattici e del lessico derivano dal linguaggio legale, considerato sempre il massimo della garanzia in fatto di accuratezza. Eppure proprio un professore di diritto, Alfredo Fioritto, nel suo Manuale di stile dei documenti amministrativi è chiarissimo al riguardo: “In qualunque tipo di testo giuridico, atto amministrativo, legge, contratto o […]

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17 Luglio 2011

Tra i primi libri che ho comprato da leggere sull’iPad c’è una grammatica, uscita da poco: Viva la grammatica! di Valeria della Valle e Stefano Patota. La formula è quella del fortunato Viva il congiuntivo! ma questo libro mi sembra anche migliore, per la varietà degli argomenti, che si unisce alla competenza e alla verve degli autori. A pagina 32 trovo finalmente ben spiegata una cosa sulla quale la scuola ha fatto disastri per generazioni, e cioè che la punteggiatura non serve per riprendere […]

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11 Luglio 2011

Il Dizionario di stile e scrittura che Marina Beltramo e Maria Teresa Nesci hanno appena pubblicato presso Zanichelli pesa 1 chilo e 350 grammi, ha 1312 pagine e oltre 400 voci. La prima è abbreviazioni, l’ultima volantino. Insomma è una specie di monumento all’arte redazionale ed è veramente difficile trovarci delle mancanze: grammatica, lessico, strumenti di comunicazione, aspetti grafici e visivi, processo della scrittura… più un buon numero di esempi. Un inchino alle due autrici! Tantissime cose, ordinate non solo dall’alfabeto, ma anche da […]

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10 Luglio 2011

Mentre cincischio con l’iPad, mi strazio con formati e DRM e ancora non decido quale sarà il primo libro che acquisterò per leggermelo sulla tavoletta, mi imbatto nel Manifesto di BookRepublic. Che bel modo di scrivere una mission! 1 Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca proverbio arabo Nessuno spazio della nostra libreria è in vendita. Con l’aiuto dei lettori e degli editori e con un attento lavoro redazionale vogliamo animare la nostra home page con proposte e […]

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4 Luglio 2011

Stavo per buttare via l’email arrivata da Dropbox quando nell’anteprima poche parole hanno attirato la mia attenzione: We did this to make our policies easier to read and understand. Ho aperto e letto un messaggio sintetico e garbato che annuncia la riscrittura delle policy in occasione di alcuni cambiamenti. Tre link portano al post sul blog, invitano a dare feedback e a leggersi comunque i documenti. Il post è leggero, amichevole e preciso, un esempio che dimostra ancora una volta […]

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3 Luglio 2011

Procedo con gusto nella lettura di On Writing Well, soprattutto perché ritrovo tante osservazioni che ho fatto anche nella mia esperienza e che ho tesaurizzato negli anni. Una delle più interessanti riguarda l’uso dei verbi, ma con una sfumatura cui non avevo fatto abbastanza caso. In tutti i manuali di scrittura professionale e le guide di stile, a partire da quelli rigorosi e serissimi delle amministrazioni pubbliche o di istituzioni finanziarie come la SEC – Security and Exchange Commission (la […]

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28 Giugno 2011

Amo molto viaggiare in treno ma come tutti sono ormai rassegnata al fatto di ricevere le informazioni in un linguaggio assurdo, fatto di “termine corsa del treno”, “servizi di controlleria”, “prodotti di caffetteria”, “effetti personali”, “benvenuti a bordo dei propri treni”. Ero però convinta che si trattasse di tipico vizio italico e a ogni tirata del capotreno dall’altoparlante gracchiante mi ritrovavo anche io a sospirare: “L’inglese sì che è più asciutto… dicono le stesse cose con metà delle parole, e […]

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