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risali negli anni

Categoria: lingua italiana
8 aprile 2014

Come molti, sto seguendo da qualche settimana il racconto che la scrittrice Jhumpa Lahiri sta facendo sull’apprendimento della nostra lingua sulle pagine di Internazionale. Genitori bengalesi, madrelingua inglese, premio Pulitzer per la narrativa a 32 anni, vive a Roma da alcuni mesi dove sta realizzando un sogno che coltivava da giovanissima: imparare l’italiano. Leggere il suo racconto a puntate significa guardare la nostra lingua da una prospettiva diversa, piena di amore e di meraviglia. Una meraviglia che appartiene a ciascuno […]

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2 marzo 2014

Solo qualche post fa accennavo a quante situazioni comunicative diverse ci troviamo ad affrontare rispetto al passato, anche vicinissimo, e a come è difficile sintonizzarsi ogni volta su un registro diverso. Non ci sono più solo il linguaggio formale e quello informale, ma anche il formale email (comunicazione al fornitore), il formale relazionale email (comunicazione al cliente), l’istituzionale social (l’azienda su twitter e facebook), l’sms tra amici e l’sms aziendale (quando la compagnia mi avverte che la polizza sta per […]

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6 febbraio 2014

Ah, e io che pure stamattina ho cancellato il pronome dimostrativo stesso nella revisione di un contratto assicurativo! Una cosa tipo: “Per poter avviare la pratica di liquidazione del sinistro è necessario inviare alla Compagnia entro 30 giorni la documentazione completa relativa allo stesso”. Ho tolto il primo sinistro e l’ho piazzato alla fine, al posto di stesso. In questo caso è abbastanza ovvio che la liquidazione si riferisce al sinistro. Ci sono però molti altri casi in cui questo non si può fare […]

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14 gennaio 2014

Stamattina ho ricevuto l’email di una dirigente della pubblica amministrazione con la quale ho lavorato nei mesi scorsi. Mi chiedeva come regolarsi nel chiamare un nuovo ruolo che ne riuniva due precedenti, uno di Direttore e l’altro di Direttrice, ricoperti entrambi da due signore, ma con storie e sensibilità molto diverse. Una col maschile intendeva sottolineare la sua funzione, l’altra la sua storia femminista. Mi sono ricordata di quanto ha dichiarato di recente a questo proposito Nicoletta Maraschio, presidente dell’Accademia […]

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8 dicembre 2013

“E mo’ che è successo?” Mi sono chiesta leggendo l’ultimo tweet di Matteo Renzi. Poi ho guardato meglio: “Ma no che non c’è la virgola! Sei tu che oggi vedi virgole dappertutto.” In effetti: “Giornata difficile da dimenticare”. Non: “Giornata difficile, da dimenticare”. A comma can change everything, come spiega questo splendido video di un solo incalzante minuto:

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8 dicembre 2013

Se un paio di giorni fa avevo letto solo titolo, sottotitolo e note dell’articolo di New Republic The Period is Pissed, oggi me lo sono letto tutto e la lettura ha innescato una serie di considerazioni sull’uso della punteggiatura nella scrittura in rete. L’autore Ben Crair parte dall’idea che il punto, al di là della sua funzione grammaticale di pausa, sia sempre più usato per dare al proprio messaggio anche una sfumatura emotiva di distacco, freddezza, voglia di troncare e […]

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25 settembre 2013

Io non sono una maniaca purista e amo le altre lingue, inglese compreso. Anzi, quasi tutto quello che leggo per lavoro lo leggo in inglese e collaboro con aziende che di termini inglesi devono usarne tanti perché è di questi che il loro mercato è fatto. Quando servono servono, e faccio poche storie. Quello che mi deprime invece è la sciatteria con cui si usano ora certe parole che l’inglese lo scimmiottano, soprattutto se a farlo sono professionisti della parola […]

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19 agosto 2013

Questo è il punto. Istruzioni per l’uso della punteggiatura di Francesca Serafini mi guardava da mesi in cima alla torre in cui l’avevo collocato per sottolinearne la priorità di lettura. Avevo letto solo ottime recensioni e inoltre conoscevo l’autrice fin dai tempi dei due bei volumi Punteggiatura, pubblicati dalla Scuola Holden e ora purtroppo introvabili. Non so se a trattenermi sia stata l’austera copertina o il perentorio “istruzioni per l’uso”, fatto sta che ho dovuto aspettare una giornata agostana tranquilla […]

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16 giugno 2013

I labirinti sintattici possono essere affascinanti se l’autrice li ha costruiti con un preciso obiettivo in mente. Diverso il caso della scrittura informativa e di servizio, dove la strada dovrebbe essere spianata. Invece spesso è il povero lettore a dover trovare la sua in un periodo lungo e contorto. Un tipico esempio è la frase finale di un periodo introdotta dal malefico aggettivo previo (se non lo avete ancora fatto, mettetelo subito subito nella black list). Previo si usa per indicare una cosa […]

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25 febbraio 2013

Tempo fa dedicai un post alle scuole di scrittura popolari, dedicate soprattutto ai ragazzi, che sono nate nel mondo anglosassone: Scrivere storie può cambiare un paese. Non conoscevo analoghe esperienze italiane, che invece ci sono, come la Scuola Twain, “un progetto dedicato alla creazione di storie e di una nuova generazione di lettori e narratori”. A segnalarmela è stata una delle docenti, Federica Campi, autrice dell’articolo Bambini e ragazzi, una lingua in superficie, in cui racconta la sua esperienza quotidiana […]

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15 febbraio 2013

Qualche giorno fa volevo leggere in un’aula il famoso esercizio di stile di Italo Calvino sulla lingua burocratica, quello con il povero diavolo che va a fare la denuncia ai carabinieri e con l’appuntato che traduce il tutto in antilingua stretta. Così ho fatto una ricerca al volo sull’iPad, e inaspettatamente ho trovato il brano sul sito del Ministero della Difesa, all’inizio di un articolo dal titolo allettante, Farsi capire si può. Ho letto il brano, ma dopo la lezione […]

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11 febbraio 2013

Credo che leggerò senz’altro L’ora di italiano. Scuola e materie umanistiche di Luca Serianni. Ne parlava molto bene ieri Claudio Giunta sulla Domenica del Sole 24 Ore nell’articolo Superficialmente colti. Ma lo leggerò soprattutto perché il prof. Serianni scioglie da anni ogni mio dubbio sulla lingua attraverso i suoi libri, soprattutto la Grammatica italiana, e ne ammiro sempre la lucidità e l’equilibrio. L’articolo di Giunta, che vi invito a leggere per intero, tratta in gran parte della scrittura, come anticipa il […]

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6 gennaio 2013

Lo stile di un’organizzazione, il suo tono di voce, sono una cosa sfuggente, che scaturisce da tante diverse scelte testuali e visive. Una volta era più facile: quando si parlava all’esterno ci si metteva in ghingheri e si assumeva lo “stile istituzionale”. Ora, per fortuna, non lo vuole più nessuno. Anzi, sa di muffa, di antico, di vecchie cose tirate giù dalla soffitta. Ha resistito a lungo, e tuttora resiste, ma i social media lo hanno ormai mandato in pensione. […]

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27 novembre 2012

♣pedànte / peˈdante/ [dal lat. pēs, genit. pĕdis ‘piede’, cioè ‘colui che accompagnava a piedi gli scolari’ (?) ☼ av.1425] A agg. 1 (spreg.) che cura eccessivamente il rispetto delle regole e della precisione formale: un professore pedante | (est.) che si preoccupa delle minuzie, che parla, scrive o lavora con esasperata minuziosità: un tono pedante pieno di tranquilla sufficienza (A. Moravia) SIN. cavilloso, pignolo 2 (spreg.) che imita servilmente i classici negli scritti e sim.: un verseggiatore pedante La parola del giorno Zanichelli è pedante. Mi ci sono soffermata, perché io la uso spesso, soprattutto quando parlo di un testo. Come […]

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26 novembre 2012

Va assolutamente letto lo speciale di apertura della Lettura del Corriere della Sera di ieri, dedicato ai Nuovi analfabeti. Per capire, al di là degli allarmismi e della colpevolizzazione di rete e tablet ormai di rito, in quali contesti la semplificazione del linguaggio è d’obbligo e in quali invece può essere piena di insidie. Che siate comunicatori pubblici, editor aziendali o insegnanti, e questi temi vi interessano, vi raccomando la lettura di un libro illuminante: Proust e il calamaro, di […]

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20 ottobre 2012

Ho un debole per i Feltrinelli Kids, libri per bambini che istruiscono e divertono anche i grandi. Scoprii la collana qualche anno fa, quando lessi il magnifico Le parole sono magiche di Donatella Bisutti, piccolo manuale di psicolinguistica e fonosimbolismo dal quale imparai moltissimo. L’anno scorso è stata la volta di Benvenuti a Grammaland, di Massimo Birattari, l’autore di due tra i migliori libri sulla scrittura pubblicati in Italia negli ultimi anni. A scrivere storie per i bambini Massimo ci […]

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26 giugno 2012

Qualche giorno fa il Wall Street Journal si è insolitamente occupato di grammatica: This Embarrasses You and I*. Lo spunto: sono sempre di più i manager che ne lamentano la scarsa padronanza nei loro collaboratori. I più giovani, abituati all’informalità dei social media, scriverebbero report imprecisi, testi promozionali pieni di errori e lettere ai clienti fin troppo amichevoli. C’è chi rimedia imponendo che i testi prima di uscire siano rivisti da uno o più colleghi e chi fa perfino fare un […]

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10 giugno 2012

Mi è piaciuto molto il post L’invasione degli anglicismi che Licia Corbolante ha pubblicato qualche giorno fa sul sul blog Terminologia. Argomentato e documentato, spiega bene che non si può fare di tutti gli anglicismi un fascio. I forestierismi possono essere di tipo molto diverso: alcuni preziosi, altri provinciali e ridicoli. Distinguere è quindi importante, ma come atteggiamento di fondo non mi scandalizzo né mi allarmo troppo di fronte alle grida per le invasioni dell’inglese nella nostra lingua, neanche quando […]

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6 maggio 2012

Il mio 1000mo tweet è su un dilemma. Meglio “nella cloud” o “nel cloud”? #Nova24 usa la prima definiz. Google più la seconda. twitta stamattina Roberto Battaglia. Ho sorriso, perché mi sono ricordata delle tante disquisizioni sul genere dell’email. Una vita fa. Sono d’accordo con Nova24: femminile! La Crusca docet: La questione del genere dei nomi stranieri che entrano nella nostra comunicazione corrente segue una regola apparentemente semplice: attribuire il genere che ha la parola corrispondente in italiano, per cui, ad esempio […]

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23 aprile 2012

Nella rubrica Correzioni di Internazionale, la curatrice Giulia Zoli questa settimana si occupa della lineetta, segno di interpunzione piuttosto complicato e controverso. L’unica cosa certa è che non va confusa con il trattino. Quest’ultimo è più breve e soprattutto serve a unire due parole, mentre di solito le lineette separano: … le lineette che delimitano delle interruzioni improvvise – inserzioni parentetiche direbbero i grammatici – che aprono la strada ad altri pensieri o ad altre voci. Ma si prestano anche a molti altri usi – forse troppi. Nello […]

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