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risali negli anni

Categoria: lingua italiana
2 Febbraio 2005

“Malgrado le apparenze, gli italiani non usano parole come pane, vino, religione, laicismo, tasse, zucchero, terrorismo, tram, sciopero, padre, madre, carciofo, pomodoro, panettone, maremoto, Dio, amore, malinconia, morte. Non credete alle vostre orecchie ingannevoli: queste parole non si ascoltano mai. Gli italiani amano (o amavano) soltanto due locuzioni avverbiali: E QUANT’ALTRO e IN QUALCHE MODO.” E’ l’incipit dell’articolo di Pietro Citati sulla pagina culturale centrale di Repubblica di oggi. Un articolo profondo e arguto sulle nostre cattive abitudini di parlanti […]

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12 Gennaio 2005

A questa triade di aggettivi, sempre più diffusi negli scritti e nei discorsi degli italiani, dedica oggi un articolo Pietro Citati su La Repubblica. Il “massimo” andrebbe contestualizzato e verificato, dando per esempio dei termini di paragone o dei metri di misura. Invece di massimi ce ce sono moltissimi, in ogni campo. ma soprattutto in quello universitario e della critica. Un “grande”, invece, nella sua estrema genericità, non si nega a nessuno. Poiché nessuno può decretare chi è grande, tutti […]

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30 Dicembre 2004

Un post di Beba Manno sul suo Taccuino di traduzione mi ha ricordato il capitolo conclusivo di uno dei volumi dedicati alla punteggiatura pubblicati ormai qualche anno fa da Rizzoli per Holdenlab. Il tema di entrambi è “la punteggiatura che non c’è”. Josh Greenman, su Slate, vorrebbe avere il “punto sarcastico”, che sarebbe per il linguaggio ciò che è il chiaroscuro per il disegno, il colore per la televisione, le sopracciglia per l’espressione. Una questione di finesse. Nel libro invece […]

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14 Dicembre 2004

Partendo dal titolo di Repubblica di domenica scorsa, “Mafia, nove anni a dell’Utri”, Stefano Bartezzaghi si sofferma oggi sullo stesso giornale sull’uso della virgola e i due punti: Perché la virgola? E perché non i due punti, questo vecchio e glorioso arnese della razionalità occidentale?I due punti nei titoli (titoli di giornali o titoli di libri) vengono usati poco. Meno rara, almeno di recente, la virgola. Il problema è che nei titoli i due punti si intendono solo come apertura […]

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23 Novembre 2004

In questi giorni sto rileggendo alcuni capitoli del bel libro di Annamaria Testa Farsi capire. L’autrice cita l’inizio di un testo rivolto a cittadini extracomunitari che devono fare richiesta di un documento. Testo che parte così: “L’istante…”, dove l’istante non è il momento, l’attimo fuggente, ma il poverino che deve fare la domanda, cioè presentare la sua istanza. Non ci capirà nulla, oppure si illuderà di ottenere il documento in un istante. Che ci vuole a rileggere un testo, magari […]

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3 Novembre 2004

Un bel libro che sto leggendo in questi giorni mi ha insegnato una parola che non conoscevo: resilienza. Per lo Zingarelli è “la capacità di un materiale di resistere a urti improvvisi senza spezzarsi”. Per gli esseri umani è il sistema immunitario dell’anima, la capacità di affrontare gli eventi negativi e improvvisi della vita senza lasciarsi abbattere, anzi chiamando a raccolta tutte le proprie risorse per superare indenni, qualche volta migliori, il dolore, il lutto e l’abbandono. “La persona resiliente […]

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28 Ottobre 2004

virtuàle [da virtù, nel senso di ‘forza’; av. 1306] agg. 1 (filos.) Che esiste solo in potenza e non è ancora in atto. 2 (est.) Potenziale, possibile, quasi effettivo: ‘un virtuale stato di guerra’; ‘è lui il virtuale vincitore’ | (est.) Solo teorico, ipotetico: ‘il suo potere è solo virtuale’ | Simulato: ‘incontri virtuali su Internet’. CONTR. Reale | (elab.) “Realtà virtuale”, V. realtà. Il bel servizio Una parola al giorno della Zanichelli ha portato oggi nella mia casella di […]

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26 Ottobre 2004

Oggi La Repubblica dedicava un paginone alle parole che ogni anno entrano ed escono dai dizionari. Entrano parole in voga, quali ecoturismo e pet therapy – destinate magari a soggiornarvi solo qualche anno – ed escono parole che come piantine debolucce non hanno attecchito nel giardino della lingua. Altre escono per essere ospitate da dizionari tecnici o specialistici. Non sapevo che la cartellina in cui i lessigrafi schedano le parole obsolete si chiama “braccio della morte”, dove stazionano in attesa […]

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13 Ottobre 2004

Due perle lessicali da una lunga riunione di oggi pomeriggio: “storare” per “archiviare” e “effort” per “impegno”.

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16 Settembre 2004

In questi giorni ho il cappello dell’editor ben calato sulla testa per parecchie ore al giorno. Leggo e rileggo documenti per renderli più chiari, fluidi e comprensibili. Documenti lunghissimi, che qualcuno dovrà scorrere rapidamente e, soprattutto, valutare. E’ un lavoro che mi piace, perché imparo – a spese altrui- ciò che non si deve fare. E’ curioso: si fa tanta fatica per spiegare ai colleghi che certe parole è meglio non usarle e in effetti alcune cose col tempo vengono […]

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19 Luglio 2004

“Oggi la pressione dell’oralità si fa sentire sullo scrivere assai più che in passato. Oltre che del congiuntivo, penso al decadere del futuro, sostituito dal presente indicativo quando altri indicatori temporali, in specie avverbi, o “cronodeittici”, indicano che l’evento si svolgerà nel futuro: “domani vengo”, “quest’estate vado in Sicilia”. Indice di influenza del parlato è anche l’uso dell’imperfetto, che non indica più soltanto duratività, iteratività, contemporaneità degli eventi descritti nel passato, ma ricopre una estesa gamma di usi modali e […]

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15 Luglio 2004

Sto facendo l’editing a una serie di documenti che devono diventare leggere brochure e schede da distribuire online attraverso il sito web aziendale. Documenti scritti da analisti, per cui sono molto ben organizzati nei contenuti, ma lo stile è terribilmente pesante e non troppo digeribile. Quindi tagli e semplifico a più non posso. Mi sono però bloccata di fronte all’inflazione di “ovvero”. Ovvero cosa? Ossia? Oppure? In case study che illustrano l’offerta e le competenze aziendale, che il senso di […]

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1 Giugno 2004

“I vocaboli sono come i mobili: non sempre quelli nuovi sono i migliori. L’antiquariato verbale, tuttavia, è una faccenda delicata. Alcune parole, infatti, sono soltanto vecchie, e conviene lasciarle dove sono. Altre, invece, conservano intatto il loro fascino e il loro vigore.” Lo scriveva ieri sul Corriere della Sera Beppe Severgnini in un articoletto che completava la pagina dedicata alla nuova iniziativa editoriale del quotidiano: la pubblicazione in quattro volumi del dizionario della lingua italiana Sabatini-Coletti. Severgnini invitava a consultare […]

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4 Aprile 2004

“A cosa serve una lingua?” chiese dalla cattedra l’anziana signora con i grandi occhi celesti. “A comunicare!” esclamarono all’unisono gli studenti del master in comunicazione. “Sì, ma prima che a comunicare serve a molte altre cose” replicò con garbo la professoressa. Per esempio… 1. una lingua serve a parlare con se stessi, cioè a pensare 2. una lingua serve a immaginare e a vedere anche ciò che non esiste, come l’ippogrifo ariostesco 3. una lingua serve a dare vita alle […]

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15 Dicembre 2003

Nella sua rubrica del sabato sulla Stampa, Parole in corso, Gian Luigi Beccaria l’altro ieri se la è giustamente presa con gli stereotipi e le espressioni fatte dei giornalisti, sia della televisione sia della carta stampata. Dal “diffuso malessere” al “tema scottante”, dal “fatidico sì” alla “scure dei tagli”. Giornalisti sempre più comodi e sempre più pigri… e noi appresso. Ma Beccaria, rifacendosi allo scrittore francese Alphonse Daudet, ci soccorre con un’immagine divertente, che lo scrittore dovrebbe tenere a mente […]

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4 Novembre 2003

Noto con piacere che il Sole 24 Ore di oggi scrive che Giuliano Andreani è l’ad di Mediaset. Il pomposo Amministratore Delegato ridotto a due piccole e semplici minuscole. Ho un argomento in più per “decapitalizzare” questa sigla. Oltre a quello, efficacissimo, che “se scriviamo amministratore delegato (o ad) minuscolo, il nome proprio che viene dopo assume molta più importanza agli occhi del lettore”.

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18 Ottobre 2003

In un commento a un post precedente, qualcuno ha giustamente puntato il dito contro l’orribile linguaggio del marketing. Tutto inglese, oppure italiano che a forza di scimmiottare l’inglese non è più tale. Quando provi a farlo notare, i markettari ti guardano con aria di superiorità e ti dicono che si può dire solo così. Be’, ora ho la prova provata che non è vero. Questa settimana ho passato tre giorni chiusa per otto ore e passa dentro le aule della […]

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11 Settembre 2003

La grammatica non è mai stata il mio forte. Ho sempre scritto decentemente perché ho sempre letto molto, ma fino a poco tempo fa se qualcuno – di punto in bianco – mi avesse chiesto una precisa regola di grammatica, non avrei saputo cosa rispondere. Ho cominciato a starci attenta col Mestiere di Scrivere. La paura di essere presa in castagna (è successo più volte) mi ha fatto comprare parecchie grammatiche. Le preferite sono la Garzantina l’Italiano e La grammatica […]

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9 Agosto 2003

“Un Tizio salì in cima al Colosseo e gridò: – Mi butto? – Non è regolare, – gli fecero osservare i passanti. – Lei doveva metterci il punto esclamativo, non il punto interrogativo. Torni a casa e studi la grammatica. Qualche volta un errore di grammatica può salvare una vita.” È una delle citazioni da Gianni Rodari con cui si apre il Prontuario di punteggiatura di Bice Mortara Garavelli. Breve ma non leggerissimo, denso di indicazioni utili per chi scrive […]

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25 Giugno 2003

Un titolo da aggiungere alla lista di libri da comprare: Il prontuario di punteggiatura di Bice Mortara Garavelli (Laterza), una delle nostre migliori linguiste. Sabato scorso il Tuttolibri della Stampa gli dedicava tutta la prima pagina: una carrelata storica sulla punteggiatura, più il parere di 4 scrittori: “La punteggiatura è una gabbia e insieme protegge: il canarino che ne esce può trovare la libertà o finire tra le zampe del gatto.” Margherita Oggero “Studiatevela bene e poi usatevela per i […]

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