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risali negli anni

Categoria: ferri del mestiere
17 giugno 2014

We live today not in the digital, not in the physical, but in the kind of minestrone that our mind makes of the two. Mi piace molto questa affermazione di Paola Antonelli, direttrice del dipartimento di Ricerca e Sviluppo del MoMA, e ne ho fatto una slide che uso molto spesso. È proprio vero: la mente è una sola, che legga sulla carta, sullo schermo di un pc, di un tablet o di uno smartphone. Passa da un medium all’altro […]

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9 giugno 2014

Qualche giorno fa Hannah Moffatt, docente all’agenzia londinese di language consultancy The Writer, ha scritto un articolo veramente interessante su Customer Experience Magazine: Don’t let “sorry” be the hardest word for your business. È un tema, quello delle scuse da parte di un’azienda, di cui mi sono occupata molto negli ultimi anni. Ho analizzato centinaia di reclami, insegnato come rispondere nei casi più diversi e scritto alcune guide aziendali sul tema “reclami”, soprattutto in ambito bancario e finanziario dove la risposta reticente […]

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23 aprile 2014

Sulla prima pagina di poynter.org Roy Peter Clark celebra oggi il 450° compleanno di William Shakespeare esaminando in un lungo post una sola frase, tratta dal Macbeth: The Queen, my Lord, is Dead. annuncia un messaggero a Macbeth. Una frase che, in sole sei parole, può insegnarci tantissimo. Ecco la piccola grande lezione. Shakespeare, scrive il più famoso docente di scrittura degli Stati Uniti, avrebbe potuto scriverla anche in altri modi: The Queen is dead, my lord.My lord, the Queen […]

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19 aprile 2014

I post quotidiani di Seth Godin sono quasi sempre stringatissimi, ma efficaci. Quello di ieri parlava di parole: They’re your words, choose them. Hai visto i cartelli: NON SI ACCETTANO CARTE DI CREDITO SI DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ PER OGGETTI SMARRITI O RUBATI USO DEL BAGNO RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AI CLIENTI Lo sai? Non sta scritto da nessuna parte che i cartelli di informazione al pubblico debbano farci apparire come rigidi rompiscatole: Per contenere i prezzi il più possibile, accettiamo solo contante. La […]

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28 febbraio 2014

Quando oggi ho intercettato il nuovo libro di Nancy Duarte, mi sono precipitata su duarte.com, dove ho avuto la bella sorpresa di poterlo scaricare subito, e gratuitamente. Ma la vera sorpresa è stato il tema, tra i più attuali in tutte le organizzazioni: come creare presentazioni fatte non per essere di supporto a un oratore, ma per “girare” come documento autonomo? Da almeno dieci anni persone come Nancy Duarte e Garr Reynolds ci invitano a non riempire le slide di […]

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25 gennaio 2014

Twittava così qualche giorno fa la mia amica architetta delle informazioni Cristina Lavazza alla fine di un laboratorio di scrittura, condividendo un interessantissimo articolo di Fast Company dedicato proprio al più negletto degli stili del carattere oggi nel web: il corsivo. Lo spunto è il nuovo sito del New York Times, che riporta in auge il corsivo dopo almeno due decenni di vero bistrattamento. In home page i titoli che appaiono a sinistra sono in grassetto corsivo. Perché? Perché si […]

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19 gennaio 2014

L’Atlantic Il New Yorker, che ha dedicato loro un articolo a dicembre (A list of reasons why our brains love lists), definisce le liste un “formato venerabile”. In effetti lo sono, anzi sono forse il formato testuale più antico, visto che i primi testi che conosciamo registravano cosa entrava e usciva da un magazzino. Oggi è uno dei formati più di successo per confezionare contenuti sul web, fin troppo direi. E lo dice una che le liste le ama moltissimo, […]

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27 novembre 2013

I ritmi e i temi di questo blog seguono quelli della mia vita, del mio lavoro, delle mie letture. Leggere, ahimè, ho letto pochissimo in questo mese di novembre che sta per chiudersi. Scorrere Twitter la sera è il massimo che ho potuto fare per capire cosa succedeva nell’universo mondo e non perdermi cose importanti. Ho passato molto tempo nelle aule impegnata in laboratori di scrittura su testi complessi da “tradurre” in un linguaggio più naturale e chiaro, ma autorevole […]

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14 novembre 2013

Fastweb mi ha appena riconnessa col mondo e posso tornare a postare con comodità. Il sospiro di sollievo l’ho tirato riaccendendo il telefono mentre ero ancora in centro: La informiamo che a seguito di verifiche tecniche il problema da lei segnalato è stato risolto. Verrà contattato a breve per confermare il funzionamento. Grazie. Apprezzabile essere avvertiti, ma il tono superburocratico mi ha fatto ridere. A cosa è dovuto? Sicuramente a la informiamo (ovvio, mi state scrivendo), sicuramente a a seguito […]

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30 settembre 2013

Ho scritto già della scala dell’astrazione, cioè di quella scala ideale sui cui pioli si collocano le parole, dalle più concrete vicino a terra alle più astratte vicino al cielo. Pensare alla scala mentre scrivo mi è molto utile, perché così le parole tra cui scegliere mi si aprono davanti come un ventaglio: poi ne sceglierò solo una ma, appunto, posso scegliere. Se pane, pranzo, mangiare sono sui pioli in basso, cibo, pasto sono un po’ più in alto, mentre nutrizione, sazietà e appagamento […]

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25 settembre 2013

Oggi sto facendo uno di quei lavori che la mia anima di catalogatrice ama molto: una guida di stile su come scrivere delle circolari aziendali. Mi piace, perché una guida di stile deve essere prima di tutto consultabile, con tante voci chiare come le etichette dei cassetti di un classificatore. Devi trovarci dentro esattamente quello che è annunciato e che ti aspetti. Le  voci della guida sono altrettanti sottotitoli, tra i microtesti più preziosi e più trascurati di tutta la […]

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15 settembre 2013

Elimina le parole che dicono poco o niente (una specie di, una sorta di, in realtà, sostanzialmente). Elimina le parole che ripetono quanto appena detto da altre parole (vari e diversi). Elimina le parole implicite in altre parole (una terribile tragedia). Sostituisci una frase con una sola parola (nel caso in cui diventa se). Volgi le espressioni negative in positivo (non sono incluse diventa sono escluse). Joseph M. Williams, Style, riportato da Roy Peter Clark in How to write short

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5 settembre 2013

Lunghetto il post, no? Una vera lenzuolata, da scrollare e scrollare. Ma l’autore, Mario Garcìa, ha tanto da dire e da mostrare. In più sa il fatto suo perché è forse il più famoso newspaper designer al mondo, sia su carta sia in digitale. Per non rinunciare alla ricchezza dei suoi post, vi premette il Takeaway: tre righe, al massimo quattro, in cui ci riassume il “succo” di tutto il post e così ci invita a leggerlo. Il takeaway, nel […]

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23 agosto 2013

Ci sono libri che non puoi leggere sull’ereader, altri che sull’ereader danno il meglio. Nella prima categoria rientrano i libri in cui l’intero contesto è importante, in cui devi continuamente andare al di fuori della piccola cornice del Kindle. Sono i libri con molto paratesto, con un apparato di titolazioni articolato, con una grafica sofisticata. Oppure con molti rimandi interni. Leggere, scrivere, argomentare di Luca Serianni è uno di questi e rimpiango di non avere comprato l’edizione cartacea. Paradossalmente la […]

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21 agosto 2013

Scrivere ci concede un lusso che manca alla conversazione: possiamo tornare indietro a riformulare le nostre frasi, facendo attenzione alla sintassi e alla sensualità del testo. Una cosa impossibile quando ci esprimiamo in maniera estemporanea – parlando o scrivendo. Paradossalmente, quando la riscrittura funziona, la prosa suona naturale, come l’eco delle nostre vere voci. Constance Hale, Sin and Syntax Su questo blog leggi anche: Naturale come il parlato, preciso come lo scritto

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12 maggio 2013

Non voglio fare la tetra, ma se c’è una rubrica dell’Economist che cerco di non perdermi è Obituary, cioè il breve ritratto di un personaggio morto durante la settimana. È qualcosa di piuttosto diverso dal “coccodrillo” dei nostri Tg e quotidiani, assemblaggi frettolosi e tutti uguali che assomigliano quasi sempre a una voce di Wikipedia condita con un po’ di citazioni. Gli Obituary dell’Economist sono veri ritratti d’autore (anche se sull’Economist nessuno firma!). Lo sono per il taglio e lo […]

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27 febbraio 2013

L’ottimo TheWriter dedica il suo ultimo post al pericolo dell’eccessiva semplicità sintattica: (Don’t) put a stop to it. Abbiamo martellato tutti per anni perché non scrivessero periodi contorti e chilometrici – soprattutto ma non solo sul web –, e sempre più spesso il risultato sono frasi smozzicate, brevi brevi, in testi senza ritmo. A dire il vero in italiano lo notiamo meno, ma in inglese ci sono ormai siti e newsletter, anche di copywriter famosi, che non si possono più leggere, […]

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26 febbraio 2013

A lungo non sono stata troppo sensibile verso la questione dei generi nella scrittura. Ho quasi sempre scritto “lettore” per intendere anche le lettrici (anche se queste sono ben di più, lo riconosco) e trovo spesso pesante quando “scrittrici e scrittori” dell’area anglosassone si sentono in dovere di fare riferimento a entrambi i generi, che poi tradotto diventa magari ancora più pesante. Però comincio ormai a innervosirmi quando un’azienda si rivolge a me, cliente e signora, trattandomi come se fossi […]

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18 novembre 2012

Da quando – ormai una vita – usiamo la scrittura elettronica non solo possiamo tagliare, incollare e fare editing in un men che non si dica, ma anche fare una serie di operazioni impossibili prima. Per esempio misurare l’indice di leggibilità, la lunghezza delle frasi, la percentuale di testo che togliamo in fase di revisione, le parole più ricorrenti. C’è un’applicazione per ogni cosa, seria e divertente proprio come un gioco. Le mie quattro preferite le ho messe tutte insieme […]

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2 novembre 2012

Uno dei maggiori fattori di appesantimento dei testi aziendali è anche uno dei più semplici su cui lavorare: la pletora di sostantivi. Non si capisce perché in ambienti di lavoro tutti dediti all’efficienza e al fare si preferiscano lunghi e pesanti sostantivi rispetto ai più brevi e leggeri verbi da cui derivano. Per  capirci, progettazione invece di progettare, eliminazione invece di eliminare, distribuzione invece di distribuire, cancellazione invece di cancellare. Spesso poi le nominalizzazioni (così i linguisti chiamano i sostantivi […]

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