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12 Marzo 2025

Architetture di testi minimi

Brevità, strutturata e intelligente

Nei miei ultimi post e interventi l’espressione “testo strutturato” è stata ricorrente. L’ultimo post, celebra le liste, la quintessenza del testo strutturato, cioè di un testo composto di modulini asciutti e indipendenti, che evidenziano visivamente le informazioni più importanti e assecondano la “lettura a colpo d’occhio”, spesso l’unica praticata sullo smartphone.

In questo post propongo un altro tipo di testo strutturato, quello che ho conosciuto attraverso il libro Smart Brevity e le newsletter di Axios. Smart Brevity è un metodo di scrittura, Axios un’azienda, un’applicazione, una famiglia di newsletter realizzate con il metodo Smart Brevity. Sono una fonte quotidiana per i giornalisti di tutto il mondo e se ci fate caso le citano spesso anche i nostri più importanti quotidiani, soprattutto quando parlano di tecnologia ed economia.
A inventarsi tutto questo sono stati infatti due giornalisti e un manager, gli stessi che hanno contribuito a fondare e a portare al successo Politico, l’organizzazione giornalistica americana specializzata nella copertura di notizie politiche e di politiche pubbliche. Nel 2017 se ne sono andati e hanno fondato Axios, con l’obiettivo di fornire informazioni di prima mano e di altissima qualità, ma in un formato breve, essenziale, strutturato, fatto per essere letto sullo smartphone in un minuto o due. Un formato riconoscibilissimo, pensato per creare familiarità.

La misura del valore

“Axios” in greco antico (ἄξιος) significa “degno” o “meritevole”. Designa qualcosa che ha valore, che merita attenzione. Nel nostro caso, informazione breve, ma di altissima affidabilità e qualità, il tutto compendiato nell’espressione Smart Brevity.
Io sono abbonata (gratuitamente) da un anno alle newsletter AxiosAI+ e Axios Communicators, che ricevo ogni giorno: al di là dei temi, è il formato ad avermi insegnato tantissimo su come strutturare i testi in molti altri ambiti, dalle email alla comunicazione interna aziendale. Le newsletter possono essere anche lunghe, ma talmente leggere e leggibili che non te ne accorgi.

Di solito si aprono con due righe alla prima persona, molto conversevoli, il numero di parole e il tempo di lettura:

Segue la notiziona del giorno:

E poi arriva il bello: il testo è fatto di paragrafi brevissimi, spesso un paio di punti elenco. Ma la cosa che contraddistingue il metodo Smart Brevity sono quei titoletti in grassetto a sinistra, che connotano ogni paragrafo come una rubrica:

Tutto sta in un buon set di Axiom

Quei titolini, nel metodo Smart Brevity chiamano Axiom: non semplici segnaposti, ma una vera guida alla lettura, collocata nella preziosa parte sinistra, lì dove corre lo sguardo per captare in velocità gli indizi sul contenuto. La cosa interessante, e utile, è che la maggior parte sono ricorrenti, alcuni li troviamo sempre. Soprattutto:

Why it matters
The big picture
By the numbers
Between the lines
The backstory
Yes, but
Zoom in
Zoom out
The bottom line
Go deeper


Due non mancano mai:

Why it matters: è il motivo per cui lo devi leggere, ma è anche il motivo per cui quella notizia è stata scelta tra tante, quindi motiva chi legge e serve a chi scrive.
Go deeper: gli stessi autori di Smart Brevity ammettono che ben pochi vanno oltre, ma già il fatto che lo si possa fare costituisce una rassicurazione per i più perché promette completezza dell’informazione.

E che dire di Yes, but? Avverte che non è proprio così semplice e liscio come sembra a una lettura veloce.

Tra familiarità e variazioni

Ritrovare ogni giorno la stessa “geografia” crea familiarità, offre motivazione, velocizza la lettura ma senza distrarre, anzi. Lo sanno le tante organizzazioni e testate giornalistiche che adottano questo metodo nelle proprie newsletter. Il New York Times per esempio:

Nella newsletter mattutina, il New York Times trasforma in Axiom anche i titoli dei Conversations Starters, fatti per incuriosirci su temi più eccentrici:

In Italia, valori.it, la testata online dedicata alla finanza etica, usa gli Axiom in modo diverso, molto originale e a mio parere efficacissimo. Ne fa gli incipit di ogni paragrafo di un testo più denso e discorsivo, ma li studia così bene al primo sguardo puoi leggere anche solo quelli e farti un’idea del contenuto e persino della tesi proposta:

Insomma, le prime parole che si leggono sono decisive per la lettura, come ci raccomandava uno bravo già un bel po’ di tempo fa.

Riusare le buone soluzioni

Ricorrere agli Axiom, proprio nella versione ortodossa di Smart Brevity, è stata la chiave con la quale abbiamo asciugato e semplificato le circolari aziendali in un grande gruppo bancario, riuscendo a togliere fino al 60% di testo e offrendo una nuova struttura superleggibile. Perché quei titoletti fungono da filtro e colino ancor prima di scrivere una sola parola: provate a chiedervi subito Why it matters, perché è importante: da lì, la struttura più naturale per chi dovrà leggere, sapere, capire e soprattutto fare scaturirà in modo abbastanza naturale. Tutto quello che “non è importante” finisce in fondo, in un link o nel cestino. Anche quel che si toglie, non solo quello che si tiene, diventa così il frutto di una semplificazione ragionata.

E ora bottom line, scriverebbero i nostri eroi

Mi ci è voluto un post bello lunghetto per tessere le lodi degli Axiom e sottolinarne l’utilità. Ennesima prova che gli ottimi testi brevi sono un punto di arrivo e che la lunghezza dei testi è da sempre un falso problema. I testi ci servono di tutte le lunghezze, dal longform di 10.000 parole a un Axiom di 10, e dobbiamo saperle padroneggiare tutte, capire come funzionano e come si possono integrare e intrecciare tra loro. Soprattutto ora che qualcuno o qualcosa promette di farlo per noi in una manciata di secondi: conoscere e padroneggiare i meccanismi più interni e sottili del testo ci permette di ingaggiare e incalzare le AI generative per ottenere esattamente il risultato che vogliamo (purché abbiamo le idee molto chiare). Se poi risparmiamo tempo e magari in questo duello linguistico ci divertiamo pure, tanto meglio.

In questo blog ci sono tanti altri post sui testi brevi e sui microcontenuti.


3 risposte a “Architetture di testi minimi”

  1. Decisamente vitali, questi Axiom, di cui ignoravo l’esistenza, soprattutto per testi di economia e politica, in cui conta capirne di più e meglio.
    Comodo poter contare su chi richiama la nostra attenzione con microtitoli in grassetto e agevola la comprensione del testo per non farci smarrire nei labirinti del testo.
    Nonostante tutto, cara Luisa, i tuoi post sono la dimostrazione che “less is more” a volte va parcheggiato per godersi un testo ricco e generoso, in cui non si lesinano le parole, al solo fine di rendere il pensiero più ampio e chiaro.
    Grazie!

  2. Davvero utile e concreto. Mi sono resa conto che io già lo faccio da sola, in molti casi, per chiarirmi le idee e per salvarmi dal mio stile logorroico, a cui bisogna che metta un freno. Se vale la pena, leggerò il libro!

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