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risali negli anni

6 Giugno 2021

Salti mortali (in sicurezza)

Scrivendo, meglio gettare il cuore oltre l'ostacolo.

Quest’anno a Play Copy, il bellissimo evento sul copywriting ideato e organizzato da Pennamontata, mi sono calata nel ruolo che oggi per età ed esperienza sento più mio: quello di fata madrina per le colleghe e i colleghi più giovani o per chi comunque si sente principiante o nutre curiosità per la scrittura professionale nelle sue ormai numerosissime sfaccettature.

Questioni di cuore

Così, incastonata nella cornice dedicata ai “superpoteri”, ho offerto cinque talismani che possono salvarci quando siamo nel pantano (o nel deserto) delle parole. L’ultimo talismano era un cuore, ma non un cuore così, per il gusto dell’emozione e dell’empatia – parole che ormai quasi aborrisco, tanto sono fruste e vuote. Piuttosto un cuore “da gettare oltre l’ostacolo”, che risvegli la nostra audacia, rilanci e traini il nostro desiderio di andare sempre oltre, senza il quale non c’è gusto né innovazione.

Non avrei pensato che presto di quel cuore ardimentoso avrei avuto tanto bisogno anche io, anzi che mi ci sarei aggrappata stretta stretta di fronte a un impegno apparentemente spaventoso. E sì che ormai dovrei saperlo: quanti spaventi, una volta superati, si sono trasformati in botte di autostima pazzesche e in ricordi incoraggianti, di quelli che hai bisogno di rispolverare quando temi di non farcela (tutti dovremmo avere questa segreta e salvifica hall of fame)!

Si è mai vista una madrina fifona?

Lo spavento è arrivato sotto forma di una richiesta di formazione sulla scrittura di documenti supertecnici e temi super di nicchia. In questi casi chiedo sempre di esaminare prima una campionatura di testi: questa volta non ci capivo niente, ma niente. Naturalmente non pretendo di essere o diventare esperta in ogni settore che incrocio nella mia vita professionale, altrimenti non sarei qui, né se lo aspetta chi si rivolge a me. Ma brancolare nel buio proprio no. Ho confessato la mia ignoranza (quanto paga dire sempre al cliente la verità!), ho fatto di tutto per tirarmi indietro, ma niente da fare. Ho deciso di fidarmi di chi mostrava di fidarsi tanto di me.

Prepararsi al salto, preparare la rete

A Play Copy avevo raccomandato l’audacia, non la sconsideratezza, e avevo indicato due condizioni per gettare il cuore oltre l’ostacolo:

  • avere tempo, tanto tempo per prepararsi
  • avere qualcuno che possa aiutarci

Precipitata in basso, ho deciso di seguire gli stessi consigli che avevo dato dall’alto del mio ruolo di madrina consumata. La prima cosa è stata spostare la data del laboratorio di scrittura un bel po’ in là, per non sentire il fiato sul collo ed evitare gli incubi notturni, poi mettersi subito a studiare, la cosa che riesce meglio alla mia natura secchiona. Così ho seguito le tracce di chi in altre lingue e in altri luoghi scrive quei documenti densi e difficili, ne ho letto i post, le bio, i consigli di lettura, mi sono abbonata alle loro newsletter. Ne ho scovato i clienti, ne ho letto i siti. Mi sono familiarizzata con il lessico per rendere le mie ricerche sempre più raffinate finché scopro una recentissima ricerca con l’analisi del linguaggio delle aziende top del settore. Bingo! Niente aiuta quanto scoprire, smontare, leggere tra le righe dei testi dei più bravi. Si chiama reverse engineering e funziona alla grande.
Intanto mi sono guardata intorno e tra le mie conoscenze ho anche trovato chi lavora proprio su quei temi ostici e misteriosi: mi sono fatta avanti e ne ho ricevuto un bel po’ di consigli da insider.
Toccato il punto più alto e pauroso, come sempre comincia la discesa.

Il sollievo, il gusto, l’euforia quasi

In qualsiasi progetto impegnativo – un libro, un laboratorio formativo, un lavoro di copywriting o revisione – dopo il picco più alto, la tensione si scioglie, i puntini si uniscono, la cornice si delinea, la chiave è trovata: non devi far altro che mettere ogni cosa al suo posto. Ora, con le mie 150 slide da una parte e il canvas degli esercizi dall’altra, sono esattamente in questo momento di grazia.

Troppo laborioso? Sì, ma non conosco altro modo per affrontare il nuovo e per fortuna non tutti i lavori sono così. In tanti altri scivoli leggera sul già noto e il già fatto innumerevoli volte. E ti dimentichi che scivoli proprio perché in passato sei stata capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo, o perché qualcuno ti ci ha costretta, come è stato tante volte per me.

Sull’orlo di una crepa temporale

Lo avevo scritto un anno fa e lo sento ancora di più oggi, dopo un anno in cui ho vissuto e lavorato come un soldatino obbediente: non mi interessa ripartire, desidero ricominciare. E per ricominciare il cuore oltre l’ostacolo bisogna gettarlo con convinzione. Alessandro Baricco ha scritto sul Post un articolo in cui mi sono veramente rispecchiata:

Non so perché, e non mi interessa saperlo, ma, credetemi, sono passati cinque anni in uno. Come in un racconto di Philip K. Dick, s’è formata una crepa temporale e lì dentro abbiamo vissuto cinque anni in uno. Dunque, vorrei avvertirvi, siamo nel 2025. 

Mi affaccio al mio 2025 un po’ meno fifona, molto più temeraria e curiosa. Sarà per questo che ho raccolto con slancio l’invito di Maria Cristina Lavazza a buttarmi in un’avventura davvero inedita per me, ma nella quale sto sguazzando con entusiasmo da bambina. Se volete vedere cosa stiamo preparando e magari vi va di raggiungerci, date un’occhiata.

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3 risposte a “Salti mortali (in sicurezza)”

  1. Complimenti!
    Mi appresto ad ascoltare per la terza volta il tuo intervento su PlayCopy, come ogni anno da tre anni.
    Prendo appunti, rileggo, dimentico, ricordo.

  2. Conosco le fasi di questo processo che conduce dall’ignoto al noto. L’ho sperimentato numerose volte e ora ne apprezzo l’utilità.
    Non mi spaventa più incrociare materie del tutto sconosciute perché so che, in qualche luogo dello scibile, riuscirò a scovare ciò che mi soccorrerà.
    Così inizio a scartavetrare la mia ignoranza, fino a farla diventare la superficia levigata del sapere acquisito, che mi inietta sicurezza e orgoglio.

    Ricordo quanta fatica nel percorrere i gradoni della piramide Maya a Tikal, in Guatemala, e quanta sazietà visiva nel godermi il panorama una volta in cima. Ecco, la conoscenza mi regala la stessa ebbrezza.
    Buona scoperta a tutti voi!

    Marinella Simioli

  3. Ciao Luisa,
    mi piacerebbe leggere la ricerca con l’analisi del linguaggio delle aziende top che citi. Potresti indicarmi un link o qualche altro riferimento, per favore? Grazie mille 🙂

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