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risali negli anni

16 Ottobre 2020

Banksy: imparare da un artista potente

Visitare mostre e musei ai tempi della pandemia qualche vantaggio ce l’ha. In ogni sala si è in pochi, non ci sono le visite guidate con i grupponi che fanno muro davanti alle opere, ma soprattutto c’è silenzio. La mascherina scoraggia commenti e chiacchiere e questo, almeno per me, rende il rapporto con le opere più intimo e intenso, più rivelatore. L’avevo già vissuto pochi giorni prima dell’inizio del lockdown negli Uffizi silenziosi: il tête-à-tête con Botticelli, Leonardo, Michelangelo e Bronzino me lo sono goduto a pieno, ben consapevole che si trattava di un’esperienza difficilmente ripetibile.

È stato spiazzante, ma bello, vedere nello stesso silenzio le opere di un artista che associ al clamore della strada, agli urli della protesta, alla provvisorietà di un capannone: Banksy, il misterioso. Molte delle 200 opere esposte a Roma al Chiostro del Bramante le avevo almeno intraviste, comunque facevano parte del mio immaginario, ma vederle una di seguito all’altra in quell’ambiente rarefatto e con un’ottima audioguida, ben integrata con i cartellini (finalmente!), mi ha permesso di andare più a fondo e di capire qualcosa di più del loro impatto così forte.

Nei giorni successivi non facevano che tornarmi in mente, creando tante associazioni con la scrittura e i suoi effetti.

La potenza del vuoto

Tra le immagini più potenti ce ne sono di belle e poetiche ─ basti pensare alle bambine, con un palloncino che sfugge o sotto l’ombrello gocciolante ─, ma ciò che le rende così forti è il vuoto che hanno attorno. In Banksy lo sfondo è sempre vuoto, difficilmente c’è la linea del terreno, si fluttua in uno spazio bianco o di un grigio intenso. Lo stencil rende i contorni netti, senza dettagli, senza sfumature.
Anche il testo, quando si staglia nello spazio, diventa più potente e alza il volume.

La potenza del colore

La sintesi dello stencil, il nero-grigio delle figure e poi il colore, che esplode in uno sfondo o in un dettaglio, come il palloncino rosso, lo smiley giallo, il rosa di una carta da parati, il petrolio della maglietta di un bambino. Poco, uno solo, ma saturo, pieno.
Come la parola precisa, netta, pregna di significato, anche ricercata, che rende forte e memorabile la frase più semplice.

La potenza dell’associazione e del contrasto

D’accordo, anche dadaisti e surrealisti accostavano le cose più lontane e strampalate, ma il senso delle operazioni di Banksy è immediato ed evidente a tutti, anche a chi dall’arte è lontano: una ragazza abbraccia una bomba come se fosse un pelouche, dalle braccia di un crocefisso pendono eleganti pacchetti regalo come sui rami dell’albero di Natale, una pietà contemporanea vede pianti e disperazioni sull’annuncio della fine dei saldi, due bambini corrono allegri con indosso i giubbotti antiproiettile della polizia… cose della vita in cui tutti possiamo riconoscere le nostre inquietudini.
Quante delle più antiche figure retoriche si basano sull’associazione e il contrasto e fanno scaturire energia e significati a partire da una metafora, un’antitesi, un’allusione, un ossimoro, un’analogia?

La potenza del luogo

Al Chiostro del Bramante sono esposte soprattutto serigrafie, quadri appesi a una parete, con cornici dorate o elaborate (altro efficacissimo contrasto). Molte riprendono opere che Banksy ha dipinto ─ furtivo e veloce ─ in una notte su un muro, una porta o al Walled Off Hotel, a pochi metri dal muro che separa Israele dalla Cisgiordania. Alcune non sono più nei luoghi dove sono state create, altre sono sempre lì, mescolate alla vita delle città e delle persone. La vita scorre e le ingloba: per ogni persona che le guarda quando ci passa accanto acquistano un senso diverso.
Così il significato di un testo o di un’immagine può essere lo stesso per tanti, ma il senso no. Quello cambia per ciascuno, ogni volta che legge anche attraverso quello che sa, vuole, detesta o sogna. E così lo fa suo.

8 risposte a “Banksy: imparare da un artista potente”

  1. Bansky riesce ad avere uno sguardo profondamente compassionevole attraverso un linguaggio totalmente ribaltato rispetto alla realtà. Sui muri lascia un pezzetto di anima delle persone che ritrae. Mi permetto di suggerire io il tuo lavoro proprio sul profilo dello street artist: https://www.designeringioco.it/carta/street-artist/
    così tutti potranno sentirsi un po’ Banksy :))

  2. Hai presentato le opere di Bansky con una tale vis descrittiva, cara Luisa, che mi hai solleticato a curiosare sulle tante altre che ha realizzato questo artista.
    Se dovessi fare un confronto tra la scrittura e l’arte figurativa, direi che quest’ultima è ben più complicata, soprattutto nella finalità di raccontare.
    Sono negata per il disegno e ho sempre nutrito una bonaria invidia per chi sa usare matite e pennelli, perché riesce a condensare in una immagine quello che io fatico a stipare in mille parole.
    Grazie ancora, Luisa, per questa ventata di arte, che hai condiviso e spiegato come solo tu sai fare.
    Marinella Simioli

  3. È geniale!Opere che valgono complessivamente milioni di sterline e riuscire con il gioco del nascondersi a non pagare tasse perchè se le pagasse sarebbe automaticamente identificato!!

  4. Buongiorno.
    Perdonerete l’ardire delle mie parole ma non mi son trovato, mai, in difficoltà o esitazione a mettere Banksy accanto a Caravaggio; come se si trovassero insieme e affacciati da un ideale malvedere contemplando come nel corso della propria storia il cosiddetto genere umano non abbia saputo essere molto di più di un trastullo con il quale Violenza e Potere, figli gemelli di ogni società governano il tempo e la storia

  5. Buongiorno signora Innanzitutto buona domenica Amo immaginare Banksy e Caravaggio l’uno accanto all’altro affacciati da un belvedere mentre contemplano quegli aspetti dell’animo umano che entrambi hanno saputo sempre cogliere nello stesso modo ma che sono nascosti agli occhi di tutti e per questo da sempre sono indicati come i maestri dell’indagine e della scoperta di ciò che vive in noi

  6. Buongiorno signora Innanzitutto buona domenica Amo immaginare Banksy e Caravaggio l’uno accanto all’altro affacciati da un belvedere mentre contemplano quegli aspetti dell’animo umano che entrambi hanno saputo sempre cogliere nello stesso modo ma che sono nascosti agli occhi di tutti e per questo da sempre sono indicati come i maestri dell’indagine e della scoperta di ciò che vive in noi

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