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risali negli anni

25 Marzo 2015

Studio, dunque scrivo (e le sue quattro mamme)

Non avevo resistito e una ventina di giorni fa avevo postato la copertina su Facebook. Ora lo posso presentare ufficialmente al mondo: è Studio, dunque scrivo, manuale di scrittura per il triennio delle superiori pubblicato da Zanichelli.

È diverso e molto autonomo rispetto al suo fratello maggiore Lavoro, dunque scrivo e per me ha rappresentato un’avventura completamente diversa. Per come è nato e perché l’ho condiviso con altre tre mamme, che hanno reso questo libro una fatica leggera e gioiosa.

La prima è la mia coautrice, Claudia Trequadrini, che ha fatto un lavoro immenso, senza il quale questo libro non esisterebbe. La prof. di italiano che tutti avremmo voluto avere insegna all’Istituto Guglielmo Marconi di Pescara. Abruzzese, ha lasciato un pezzo di cuore a Ferrara, la città dove ha cominciato a insegnare.

Il bello è dove ci siamo conosciute: su questo blog. Un anno e mezzo fa Claudia mi scrisse una breve mail in cui mi ringraziava perché utilizzava il blog in classe. Negli stessi giorni – ormai lo so, il caso non esiste – con Zanichelli ci domandavamo dove avremmo trovato una professoressa di italiano con cui scrivere il libro che ci frullava in mente. Era sotto i nostri occhi, Claudia, che scrisse un bellissimo capitolo di prova. Mi bastò leggere la prima pagina per capire che avevamo trovato la mia coautrice, con la quale sarebbe stato semplice e naturale modulare un comune tono di voce.

Lo racconto per sfatare i miti sulle case editrici che fanno scrivere solo i raccomandati o chi vogliono loro. Claudia non l’avevamo ancora vista in faccia, c’erano solo le sue parole così limpide e così convincenti. Bastavano. Ancora una volta, internet aveva compiuto una delle sue magie di incontro e sincronicità.

L’altra mamma è Marina Di Simone, responsabile editoriale di Redazione Umanistica di Zanichelli. L’idea di questo libro è tutta sua, come tutto suo è stato l’entusiasmo che ha vinto le mie consuete resistenze. Sua l’idea di mettere insieme una professoressa di italiano e una persona che scrive e insegna nel mondo del lavoro come me. Due autrici di mondi diversi per dare ai ragazzi sia gli strumenti per scrivere con efficacia a scuola e “arrivare in gran forma all’esame di stato”, sia per cominciare a portare anche nella scuola le scritture digitali e professionali e capire quali servono già a diciotto anni. Cose concrete, come le presentazioni su slide, le email ad aziende e professori, il curriculum e la lettera di accompagnamento…

La quarta mamma è Donata Cucchi, l’editor di Zanichelli che aveva dedicato le sue più amorevoli cure a Lavoro, dunque scrivo! e che ha fatto altrettanto con l’ultimo arrivato. Un’editor “divina” direbbe Stephen King, dalla quale ho imparato tantissimo.

Bene, per capire cosa c’è in un libro una bella sbirciata all’indice è molto meglio che sorbirsi le chiacchiere delle autrici.

Oppure, per fare prima, intanto si può dare un’occhiata alla quarta:

Studio, dunque scrivo è cartaceo + digitale o solo digitale.
Per gli insegnanti c’è anche la guida Idee per insegnare.
È già in vendita sul sito di Zanichelli e presto lo sarà anche su Amazon.
Ha 340 pagine e costa 19,80 euro.

PS Dimenticavo il più bello: il libro comprende una palestra interattiva di scrittura sul sito Zanichelli per prepararsi alla prova scritta di italiano. Ben 15 esercitazioni per imparare a scrivere un testo argomentativo, un saggio breve e un articolo di giornale, guidati in video dallo scrittore Andrea Tarabbia.

Su questo blog leggi anche:

Scrivere un libro: e perché mai?

0 risposte a “Studio, dunque scrivo (e le sue quattro mamme)”

  1. Che dire: è bellissimo.Idea, progettualità, caso, talento, competenza. Lo regalerò al figlio (splendido) del mio compagno che l’anno prossimo affronterà l’esame di maturità e con la scusa lo utilizzerò anch’io per il mio blog. Perché non si finisce davvero mai di imparare… Grazie!:-)

  2. Bel risultato, Luisa, un altro bel libro! La tua attenzione verso i ragazzi, oltre gli adulti, è come la “quadratura del cerchio” al lavoro e impegno che dedichi alla buona scrittura. Lo regalerò a mia nipote che si sta avviando verso l’esame di maturità… e anche io lo leggerò volentieri 😉

  3. Leggo a pagina 47: “Il plurale di suo è loro”. Un dubbio: Il plurale del possessivo suo non è suoi e sue? Loro non è piuttosto il possessivo riferito a soggetto di 3a persona plurale?

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