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8 Marzo 2015

La vista lirica di Massimo Mantellini

Ho cominciato a leggere La vista da qui di Massimo Mantellini con grande curiosità e l’ho finito d’un fiato in un paio d’ore sul treno che da Roma mi portava a Milano.
Leggo Mantellini dal primo Punto Informatico e so come la pensa su un sacco di cose, quindi la mia curiosità non era tanto sul cosa avesse scritto, ma piuttosto sul come. Come avrà intessuto le sue idee sulla rete nella misura di un libro?

La chiave mi è sembrata tutta in quel “qui” che chiude il titolo. Quel “qui” dichiarato è Londra, da dove Mantellini ha guardato forse con più facilità ai fatti di casa nostra, ma a me è sembrato molto più mobile e dilatato e mentre leggevo lo vedevo spostarsi dalla sua infanzia a quella delle sue figlie, farsi altissimo ad abbracciare fenomeni complessi e restituirceli in parole semplici e limpide, o vicinissimo per raccontare una piccola storia che parla di storie molto più grandi.

E in questa mobilità si insinua un Mantellini lirico che mi è piaciuto molto e a tratti mi ha commossa:

… vorrei continuare, almeno per un po’, a rimanere dalla parte di quelli che si meravigliano di tutto. Mi innamorerò di tutto, insomma, correrò dietro ai cani.

… l’internet che non ci piace e che ci offende è, nella grande maggioranza dei casi, il disvelamento di quelle parti di noi che non ci piacciono e che ci offendono. Il lato oscuro della rete è il lato oscuro di noi stessi che ha appena acceso la luce.
Internet è qui per restare. L’abisso della rete è il nostro abisso.

Dovessi dire a cosa serve internet oggi, prima di ogni altra cosa direi che serve a ricongiungere i pensieri. I propri con quelli di altre persone. Essere in rete fonda una comunità di intenti, una federazione sentimentale per affrontare gli eventi delle nostre vite.

Dovessi dire a cosa serve internet oggi direi che serve a spalancare una finestra sul mondo fuori. Con l’aria, i suoni e i profumi di luoghi che non conosciamo. Bellissimi e spaventosi, in ogni caso diversi da noi.

La vista da qui mi ha commossa anche perché appartengo alla stessa generazione di Massimo Mantellini. Quelli che si erano avviati al lavoro e alla vita pensando che sarebbe andata in un modo e poi nel giro di pochissimo tempo arriva internet e la tua vita a sorpresa va tutta in un altro modo. Quelli che ancora oggi si svegliano la mattina e pensano ma che maledetta fortuna abbiamo avuto a essere stati sorpresi così!

Sul sito dedicato al libro c’è di più e anche il liricissimo primo capitolo.

0 risposte a “La vista lirica di Massimo Mantellini”

  1. Ciao, mentre sul sito non riesco ad accedere al primo capitolo, su amazon la versione kindle costa come un cappuccino e si può leggere l’estratto (da poco direttamente sul sito, senza bisogno di farselo inviare sul kindle) che comprende il primo capitolo e parte del secondo. Grazie Luisa per la segnalazione!

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