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risali negli anni

5 Gennaio 2015

Caro diario, ti leggo e ti scrivo

Sue Halstenberg, Dear Diary

Il primo post dell’anno era dedicato ai libri e alla lettura, il secondo è dedicato alla scrittura. Ma per una volta quella privata, anzi privatissima, con un solo destinatario: noi stessi.

Io l’ho sempre praticata, dai vent’anni in poi, ma in modo sporadico. Per molti anni ho annotato solo i sogni, brandelli così importanti ma così evanescenti che vanno fermati all’istante se vuoi che gli ambasciatori notturni ti consegnino i loro messaggi. Scriverli vuol dire poterli rileggere anche a distanza di molto tempo, connetterli in un disegno che lungo gli anni parla di te come qualcuno che ti conosce davvero molto a fondo.

Una decina di anni fa, in un periodo veramente buio e difficile della mia vita, ho cominciato pian piano ad annotare dell’altro, ma niente di esteriore. Cose importanti sì, ma solo della mia vita emotiva.

Solo alla fine del 2014 mi sono resa conto di quanto abbia scritto negli ultimi due anni. Tantissimo, praticamente tutti i giorni. L’ho fatto per molte ragioni, ma anche perché scrivere ovunque – così come leggere – è diventato molto più facile.

E allora, verso il 20 dicembre, ho deciso che avrei dedicato gli ultimi giorni dell’anno alla lettura delle diverse centinaia di pagine del mio lunghissimo file. L’ho fatto ed è stata un’esperienza sorprendente: ho unito una quantità di puntini in un disegno chiaro e per certi versi finalmente leggibile, ma soprattutto mi sono resa conto di quanto ricordiamo i momenti difficili e di quanto poco quelli belli e appaganti. Che non corrispondono necessariamente ad avvenimenti grandiosi, anzi molto più spesso a piccole gioie quotidiane.

Bene, soprattutto negli ultimi due anni – di cui ricordavo in particolare la gran fatica – la quantità di momenti ed emozioni positive mi ha sbalordita e incoraggiata in un modo straordinario.

A dire il vero, una bravissima e famosa docente della Harvard Business School, Teresa Amabile, mi aveva avvertita ed era stata talmente convincente che le avevo dedicato un lungo post, che vi invito a rileggere: Felicità è un diario creativo. Lei si riferiva all’utilità di tenere un diario nella vita professionale, ma diciamo che per una freelance come me i confini tra vita personale e professione sono spesso molto sfumati e quello che accade da una parte incide moltissimo anche sull’altra.

È un po’ offtopic per questo blog, lo so, ma volevo condividere questo slancio con cui comincio il nuovo anno e che devo così tanto a quelle piccole ma tenaci, pazienti e privatissime annotazioni quotidiane.

Oltre al post su Teresa Amabile (c’è anche un bel video!), vi consiglio:

Scrivere è uno sguardo, una nostalgia, post recensione del bel libro Il sogno di scrivere di Roberto Cotroneo

Se la corrispondenza muore, lunga vita al mémoir!, ispiratomi dalle memorie della mia ottantenne amica blogger Marinella

Il quaderno del MdS Scrivere sogni della mia amica coach, consulente e psicoanalista junghiana Barbara Parmeggiani.

0 risposte a “Caro diario, ti leggo e ti scrivo”

  1. Grazie per questa espirienza….Lo scritto molto profondamente…. Vorrei dare a Lei miei auguri per nuovo anno. Se avevo la possibilita per dare a Lei molto fortuna, molto felicita, e tutto cio bene che potra dare a noi dà l’Universo…..Vi auguro la felicità, il successo e l’ispirazione….Mi scusi per favore per il mio italiano 🙂

  2. Grazie per questo post. Mi ritrovo molto nelle sue parole e nel fatto che la scrittura sia un mezzo di cura. In questo momento ho le stesse sensazioni del suo periodo difficile di 10 anni fa. Sto scrivendo per me, quello che mi passa per la testa quando è su carta mi appare chiaro e vorrei essere in grado di unire i puntini della mia vita come il giochetto della Settimana Enigmistica.
    Il momento di trasformazione che sto vivendo so che è una grossa opportunità per la nuova me.
    Mi può suggerire come mettere a frutto la mia passione di scrivere, senza risultare banale?
    Grazie

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