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risali negli anni

21 luglio 2014

Maiuscole e monotoni rettangoli

Sarà perché sono laureata in storia dell’arte e l’interesse per le immagini è arrivato ben prima di quello per le parole o sarà perché oggi tutto è immagine (anche il testo!), ma do sempre una grandissima importanza all’aspetto visivo, anche di un avviso, anche di una paginetta semplice semplice.

Non credo che un buon aspetto salvi un testo scadente, ma di sicuro esalta moltissimo un testo già buono. E non sto parlando di chissà quali soluzioni grafiche, che non sono alla mia portata, ma della scelta della font, dell’interlinea, degli stili del carattere. Tutte cose che a scuola non si studiano e che invece oggi sono sempre più importanti anche nella comunicazione quotidiana.

Per questo mi colpisce sempre il ricorso al TUTTO MAIUSCOLO quando si desidera che il messaggio attiri l’attenzione e sia letto dal maggior numero di persone: avvisi in un ufficio pubblico, disposizione sulla sicurezza o un capoverso particolarmente importante all’interno di una lettera o in un’email.

Invece, bisogna resistere alla tentazione, perché il tutto maiuscolo è percepito dagli occhi come un monotono rettangolone, difficilissimo da leggere, come ci fa notare da anni la guida di stile dell’università di Yale:

Il ricorso al tutto maiuscolo mi colpisce sempre, ma all’inizio di luglio su un autobus di Modena mi ha fatto veramente fare un salto: il Regolamento di Viaggio scritto interamente in maiuscoletto, in tutto quasi 80 lunghissime righe, per di più da leggere su un mezzo in movimento. Praticamente un muro impenetrabile:

Un effetto voluto, come quello con i quali i produttori di cosmetici mascherano i vari benzyl o paraffinqualcosa per non farci leggere che schifezze ci accingiamo a spalmarci sulla pelle?

Penso proprio di no, perché incuriosita mi sono messa a leggere e ho trovato che l’azienda dei trasporti pubblici modenesi ha saputo scrivere un testo chiaro e a tratti riuscito e sorprendente. Per esempio, ho apprezzato molto la parte che descrive i doveri dei conducenti dei bus e non solo quelli dei viaggiatori, come è di solito:

Nei rapporti con la clientela il personale SETA dimostra la massima disponibilità, risponde alle richieste di informazioni usando la massima precisione e improntando il dialogo e gentilezza. Evita le discussioni, astenendosi dal rispondere a critiche o commenti, mantenendo un atteggiamento disponibile e conciliativo, rimandando sempre la definizione dei conflitti alla direzione e agli organi competenti.

Disponibilità, precisione, dialogo, gentilezza… che belle parole per un’azienda pubblica! Perché nasconderle dietro muri di maiuscole?

0 risposte a “Maiuscole e monotoni rettangoli”

  1. Ciao Luisa, totalmente d’accordo. Purtroppo molti usano il maiuscolo per mettere in evidenza una parola tra le tante, altri perché sembra imporre e quindi lo usano nei manuali per i messaggi di sicurezza. A volte si usa per nomi commerciali che invece andrebbero citati esattamente come sono stati presentati nei materiali commerciali o addirittura registrati.

    Quindi anche per la documentazione tecnica scegliamo di evitare il maiuscolo per evidenziare un testo o renderlo più “importante”

  2. Mi fa piacere scoprire il significato del cartello affisso all’interno dei mezzi di trasporto Seta. Confermo che la sua veste grafica me ne aveva resa difficoltosa la lettura. Ho sorriso, leggendo il brano riportato dalla Sig.ra Carrada, perchè sugli autobus viaggio quasi quotidianamente e devo constatare che, purtroppo, quanto annunciato è pura chimera.

  3. […] Bisogna evitare il ricorso al TUTTO MAIUSCOLO quando si desidera che il messaggio attiri l’attenzione e sia letto dal maggior numero di persone, perché il tutto maiuscolo è percepito dagli occhi come un monotono rettangolone, difficilissimo da leggere………… da mestierediscrivere […]

  4. contratto Rai, 20 pagine TUTTO MAIUSCOLO. Due giorni per capire il contenuto, era la forma che non andava. Ma forma e contenuto non dovrebbero viaggiare insieme?:-) Alessia

  5. Domanda: secondo voi per chi è scritto questo messaggio? Ai viaggiatori/clienti? Mmmm, non credo …
    Sembra piutosto una forma di tutela da parte di Seta, che si mette al riparo da comportamenti scorretti del cliente ma anche del proprio personale.
    Un messaggio rivolto a chi viaggia, dovrebbe essere (credo):
    – immediato
    – visibile, dislocato in più zone/punti
    – leggibile (caratteri più grandi e in più lingue)
    – comprensibile e semplice, non hai molto tempo per leggere (es: ti serve una informazione? chiedi al conducente …).

    Cortesia e disponibilità dovrebbero essere scontate da parte del personale Seta che, di fatto, è un servizio pubblico.

    Ovvio che, nel caso in cui vi siano discussioni, si rimanderà sempre a questo testo appeso, ma siamo sicuri che il cliente sia intenzionato a leggerlo ????

    Sicuramente lo leggeranno i legali … e ne terranno conto !

  6. Il “vestito del testo” non è secondario affatto. I miei studenti lo sanno e cominciano a prenderne consapevolezza. Il risultato è un lavoro piacevole di cui si sentono appagati.

    Nello specifico parlo di pubblicazioni prodotte al termine del Laboratorio di Scrittura, ma ciò vale anche per semplici appunti.

    Personalmente, quando faccio la spesa ad esempio, appunto su un post-it o su IPhone gli elenchi sempre con un pallino. Sono più evidenti. (*_))

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