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risali negli anni

7 Aprile 2014

Tra una parola e l’altra, il tempo per ridere e piangere

Oggi Annamaria Testa si occupa di Spritz e delle tecniche di lettura veloce: L’Italia, i lettori pigri e la lettura veloce. Che ne sappiate già molto, oppure nulla, rimando al suo documentatissimo post per ogni approfondimento. Aggiungo però alle sue fonti la segnalazione del bell’intervento di Amy Thibodeau, editor e content strategist di Facebook, sul blog Mind the Language del Guardian: Speed-reading? Slow down a little … and leave time for laughter and tears.

L’essenza della lettura è esplorare, pensare in maniera profonda, seguire la propria immaginazione. […] Ci sono molte ragioni che ci spingono alla lettura: capire, conoscere qualcosa che non sappiamo, il puro piacere… Anche quando leggiamo con un preciso obiettivo, il ritmo e la voce del testo ci parlano di cosa pensiamo e proviamo rispetto a quanto stiamo leggendo. Nella scrittura ci sono sottigliezze e sfumature che hanno ben poco a che fare con quel 20% del tempo passato a elaborare il significato di una parola.

Qualche notte fa, con gli occhi pesanti di sonno, ho fatto le due leggendo The Goldfinch di Donna Tartt. Se non sono riuscita a mollarlo è stato per la magia delle parole, che andavano costruendo la storia nella mia testa.

L’80% del tempo che passiamo muovendo gli occhi di parola in parola ha un valore. È lì che il pensiero si connette con il linguaggio. È nello spazio di quei momenti che ci ritagliamo lo spazio per ridere e lo spazio per piangere. È li che decidiamo quanto profondamente questo ci sta a cuore. Questo pensare e sognare è in realtà la parte più importante. Quello che ci tiene svegli fino alle due di notte a girare le pagine.

Io mi sono sempre tenuta alla larga dalle tecniche di lettura veloce. Eppure, c’è stato un periodo in cui avevo velocizzato la lettura mio malgrado. Mi sembrava di essere sempre corta con il tempo, e così ingurgitavo libri, siti, blog. Mi sono allarmata quando ho capito che mi portavo dietro questi ritmi anche leggendo un romanzo e scorrevo le email in modo così veloce e superficiale da prendere fischi per fiaschi e fare anche qualche orribile figura.

Ho fatto quindi una vera rieducazione alla lentezza, ma l’impegno ha pagato. Anche in termini di produttività: più sei tranquilla, più combini, più gusto ci provi.

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0 risposte a “Tra una parola e l’altra, il tempo per ridere e piangere”

  1. In parole povere l’elogio della lentezza! Verissimo comunque: anche io sono caduto nella trappola della lettura veloce. Leggere velocemente è come mangiare…velocemente! Si rimane ingolfati e si digerisce molto lentamente.

  2. Credo che ogni testo abbia il proprio ritmo di lettura e la tendenza a voler velocizzare tutto spesso ci fa solo perdere il gusto della lettura. Non possiamo leggere un romanzo o una poesia velocemente come un articolo sportivo o di gossip. 😉
    Anch’io spesso cado in questa trappola; aumento il ritmo per recuperare le mille cose ancora da leggere per poi rendermi conto di aver sfogliato le pagine in maniera svogliata e improduttiva. Meglio forse perdere qualche minuto in più, magari ritagliandosi ulteriori tempi di lettura per cogliere il valore di ogni parola.

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