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1 Febbraio 2014

Tweet, strane illuminazioni e monetine d’oro

Quando leggi i live tweet che hanno scritto mentre tu parlavi, superato il primo momento di apprensione (cioè l’incubo di leggere “la Carrada sta dicendo un sacco di banalità!”), la cosa davvero interessante è vedere cosa è rimasto delle tue parole in quell’ideale colino che sono le 140 battute di un tweet.
Ti accorgi quali sono state non solo le informazioni più apprezzate, ma soprattutto le parole, le frasi, le immagini che chi ti ascoltava ha scelto tra tante.
Ieri ho parlato per circa un’ora al bell’evento C Come – Copywriting, Content Marketing, Creatività, organizzato a Roma da Penna Montata, quindi i tweet (#ccome14) erano un bel po’.
Vedere quei brevi messaggi uno dietro l’altro mi ha improvvisamente riportato alla mente uno dei 50 Writing Tools di Roy Peter Clark, uno dei libri che più hanno inciso sulla mia formazione di scrittrice professionale. È il numero 32: Lascia una serie di monete d’oro lungo il cammino.

Quali sono in un testo le monete l’oro? Sono i passaggi cruciali, il momento in cui dai un’informazione importante e la dai in un modo destinato a imprimersi nella memoria del lettore grazie a un’espressione felice, a un’immagine originale, a una metafora indovinata. Sono le monete d’oro a tenere desta l’attenzione nei testi più lunghi, e anche nei discorsi più lunghi. E sono quasi sempre le monete d’oro a rimanere nel prezioso colino dei tweet. Il live tweeting ti rovescia il contenuto di tutti i colini, con i piccoli tesori di tutti. Che diventano così anche il tuo tesoro, perché ti fanno capire meglio cosa è rimasto, cosa ha funzionato e anche perché.

Ma le monete d’oro non le conii a tavolino e non le distribuisci ad arte per colpire il tuo uditorio. Spesso non sai neanche tu quali sono finché non sono gli altri a restituirtele. Io le mie lo le ho messe da parte pian piano nel tempo: quasi sempre mi sono venute in mente nei momenti più strani, quando pensavo a tutt’altro, oppure durante una formazione, quando la mente è sotto pressione e dà fondo a tutte le sue capacità associative pur di esprimere bene un’idea. Per fissarle, ho imparato a prendere subito un appunto, anche al volo, e poi magari a scriverci su un post su questo blog.

Scrivendo, osservando, parlando, nel tempo ho imparato a disseminare i miei testi e discorsi di monetine d’oro. Non lo faccio consapevolmente – che nelle stesure sono velocissima e non mi fermo troppo a pensare – ma mi accorgo di averlo fatto quando rileggo i miei testi o leggo i tweet di chi mi ha letto o ascoltato.

Le monetine d’oro oggi sono ancora più preziose perché quasi sempre sono quanto dei nostri testi se ne va in giro per la rete, ben oltre le nostre intenzioni, a vivere una nuova vita: un tweet, un titolo, un sottotitolo, un post su facebook. Sono quanto i nostri lettori hanno distillato delle nostre parole ed è grazie a loro che altri lettori arriveranno a noi, seguendo questi piccoli testi come le mollichelle di Pollicino.

In tutti i manuali di scrittura si parla dell’importanza dei microcontenuti e io pure ci ho scritto un capitolone elencandoli uno per uno. Bisognerebbe aggiungerci anche le monete d’oro, se non fosse che diventano d’oro solo quando le abbiamo scambiate e fatte circolare ben bene.

PS Un plauso grande grande a Valentina, Valerio, Francesca, e Francesco di Penna Montata, che hanno organizzato una giornata interessante e ricca di contenuti, dimostrando che le cose si possono fare – e fare bene – anche se sei giovane, hai la sede in una cittadina del Lazio e non a Milano, vuoi farti avanti nel mondo della comunicazione con la forza della passione e delle buone idee.

Vuoi leggere la mia sintesi in italiano dei 50 attrezzi per scrivere bene di Clark? Eccola: Gli attrezzi sono meglio delle regole.

0 risposte a “Tweet, strane illuminazioni e monetine d’oro”

  1. L’ho ascoltata ieri al convegnoe la ringrazio.
    Ho partecipato senza conoscere quasi nulla degli argomenti trattati e ne sono rimasta affascinata, forse anche un pò impaurita.
    Testi brevi, testi lunghi, spazio bianco, capoverso, titoli e sottotitoli insomma davvero tanta roba.
    La mia sintesi è stata: la comunicAzione come parola in movimento.

  2. Nella seconda strofa di questa lunga poesia: “Io le mie lo ho messe da parte pian piano nel tempo” c’è una svista. Cancella pure questo mio commento: te l’ho scritto per non alterare la perfezione dei tuoi post ;).

  3. Concordo, ovviamente avendo un percorso simile.

    Le mie “monetine d’oro”, soprattutto metafore, hanno provenienza la più varia. Molte sono frutto di lunga riflessione, altre di illuminazione repentina (sul far della sera in posizione orizzontale). Tutte comunque hanno come retroterra l’ascolto vero degli interlocutori sia in aula di formazione che a scuola.

    p.s.
    Il tuo refuso, Luisa balza agli occhi anche perché è stato corretto

  4. Una delle monetine è stata, per me, la notizia che nelle aziende c’è tanto bisogno di scrittura professionale per semplificare testi di ogni genere e in questo settore c’è meno concorrenza che nel ‘copy creativo tradizionale’. Io adoro semplificare noiosi testi aggrovigliati 😉 Come posso fare?

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