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24 dicembre 2013

Verso il paese del dio delle piccole cose

Maggio ad Ayemenen è un mese caldo, meditabondo. Le giornate sono lunghe e umide. Il fiume si ritira e i corvi neri si rimpinzano di manghi lucidi sugli alberi verdepolvere, immobili. Maturano le banane rosse. Si spaccano i frutti dell’albero del pane. Mosconi viziosi ronzano vacui nell’aria fruttata. Poi si schiantano contro i vetri delle finestre e muoiono, goffamente inermi sotto il sole.
Le notti sono limpide, ma soffuse di un’attesa fosca e pigra. Con l’inizio di giugno, però, arriva il monsone di sud-ovest, portando tre mesi di vento e pioggia, con brevi incantesimi di sole aspro e brillante che i bambini elettrizzati rubano per i loro giochi. La campagna diventa di un verde sfrontato. I confini sfumano man mano che i filari di tapioca mettono radici e fioriscono. I muri di mattoni diventano verdemuschio. I viticci del pepe nero serpeggiano su per i pali della luce. I rampicanti selvatici traboccano dagli argini di laterite e si riversano nelle strade allagate. Le barche riforniscono i bazaar. E nelle pozzanghere che riempiono le buche lasciate per le strade dal Dipartimento dei Lavori Pubblici compare qualche pesciolino.

È l’incipit di un romanzo bellissimo, Il dio delle piccole cose di Arundhati Roy, che ho letto parecchi anni fa e che mi è rimasto dentro. Ed è attraverso questo libro che ho conosciuto e che immagino il Kerala, lo stato indiano dove passerò le prossime due settimane.
Non mi aspetto l’umidità della stagione monsonica, ma i colori brillanti e gli incantesimi naturali quelli sì. Insieme a tutto quello che l’India rappresenta ormai per me, che potrei riassumere nella “vita che pulsa e che scorre”, con tutte le sue contraddizioni, ma che lì mi sembra di riuscire a percepire più che in ogni altro luogo.
Mi ci immergerò con pienezza e consapevolezza, due qualità dell’esistenza così sfuggenti eppure così necessarie, che vorrei davvero portare con me nel nuovo anno. Le auguro di cuore anche a voi, insieme a un Natale che sia davvero di pace, dentro e fuori.
Ci ritroviamo qui intorno al 14 gennaio.

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6 risposte a “Verso il paese del dio delle piccole cose”

  1. Grazie di cuore.

    Buone Feste e Buon viaggio.
    Ti auguro, inoltre, di portare a casa con te tantissime di quelle piccole cose che fanno la differenza nella vita.

    Auguri!

    Anna Rita

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