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risali negli anni

26 Febbraio 2013

Io sono una signora!

A lungo non sono stata troppo sensibile verso la questione dei generi nella scrittura. Ho quasi sempre scritto “lettore” per intendere anche le lettrici (anche se queste sono ben di più, lo riconosco) e trovo spesso pesante quando “scrittrici e scrittori” dell’area anglosassone si sentono in dovere di fare riferimento a entrambi i generi, che poi tradotto diventa magari ancora più pesante.
Però comincio ormai a innervosirmi quando un’azienda si rivolge a me, cliente e signora, trattandomi come se fossi un signore.

Così, quando scrivo o rivedo testi per i clienti faccio il possibile per evitare il maschile e ricorrere a formule buone per signore e signori:

se non fosse soddisfatto del suo acquisto può sempre cambiare l’articolo in ogni momento
ripensamenti? può sempre cambiare l’articolo in ogni momento

con la nostra polizza viaggia sempre sicuro 24 ore su 24
con la nostra polizza viaggia in tutta tranquillità 24 ore su 24
con la nostra polizza il suo viaggio è sempre sicuro, 24 ore su 24

se in seguito all’incidente lei venisse ricoverato, può contare su un aiuto per le faccende domestiche
se all’incidente dovesse seguire un ricovero, può contare su un aiuto per le faccende domestiche

con i nostri treni ad alta velocità è certo di arrivare sempre in orario
con i nostri treni ad alta velocità la puntualità è una certezza

la rapidità del soccorso è importante, soprattutto se sei solo o viaggi con i bambini
la rapidità del soccorso è importante, soprattutto se si viaggia da soli o con i bambini

A volte il maschile imperante è solo un leggero fastidio, a volte è ridicolo. Per esempio quando un noto grande magazzino (anzi store) scrive nella sua ultima newsletter:

Se sei ancora indeciso dona la libertà di scegliere grazie alla Giftcard in edizione speciale per San Valentino. Entra nell’esclusivo mondo delle Giftcard, per un regalo originale e di sicuro successo per il tuo partner!

Uomo a uomo ci può stare naturalmente, se è una scelta. In questo caso invece si tratta di un testo a vanvera che esclude tutti gli altri, anzi le altre, perché immagino che gran parte degli iscritti siano signore come me.

Quante siamo in rete e cosa facciamo ce lo dice una recentissima presentazione di Luigina Foggetti (grazie a @barbarasgarzi): Le donne stanno conquistando Internet?

0 risposte a “Io sono una signora!”

  1. È un problema tipico anche della localizzazione del software e di pagine Web, forse meno percepito ultimamente ma molto evidente qualche anno fa: usando forme maschili si rafforzava lo stereotipo che a usare i computer fossero soprattutto uomini e ragazzi.

    Ai traduttori ricordavo anche che a volte non occorre riformulare la frase ma basta sostituire un aggettivo della prima classe (quattro desinenze: spiritoso, spiritosa, spiritosi, spiritose) con uno della seconda (due desinenze, che hanno un’opposizione solo per il numero ma non per il genere: brillante, brillanti, divertente, divertenti ecc.).

  2. “Ho quasi sempre scritto “lettore” per intendere anche le lettrici (anche se queste sono ben di più, lo riconosco) e trovo spesso pesante quando “scrittrici e scrittori” dell’area anglosassone si sentono in dovere di fare riferimento a entrambi i generi…”

    A lungo non ho pensato, come giornalista, alla questione, Luisa. Poi, strada facendo mi è scattata una sorta di automatica sensibilità e mi sono chiesta: perché direttore e non direttrice, per esempio? E da amante della lingua italiana, ho iniziato a scrivere e parlare con molta più attenzione perché mi sento responsabile di tramandare un patrimonio che è fatto di donne e uomini, non solo di uomini! Grazie, Luisa 🙂

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