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25 Novembre 2012

Le scritture son tutte creative

Quando prendi in mano uno dei libretti della collana Scritture Creative della Zanichelli non sai bene se si tratta di un libro da leggere o di un taccuino per scriverci su.
Sono libri da leggere, ma l’invito alla scrittura lo percepisci al tatto e allo sguardo. Neri, con la copertina rigida, il segnalibro di stoffa e le pagine color seppia, somigliano in tutto e per tutto a un taccuino Moleskina, ma ogni titolo si accende di un colore forte: fucsia, rosso, arancio, azzurro, verde acido.Tradizione e modernità, passato e futuro, lettura e scrittura in queste Scritture Creative si intrecciano in un gioco di rimandi continui.
Dei cinque titoli usciti finora ne ho letti due – Scrivere nella rete e Scrivere giorno dopo giorno – e il taglio mi sembra questo: i nuovi media stanno moltiplicando le opportunità di esprimersi attraverso la scrittura, ma tanta abbondanza ha radici antiche; riscoprirle ci proietta verso il futuro della scrittura molto più consapevoli e attrezzati.
Vi basti pensare che Scrivere nella rete parte dalla casa-studio di Goethe, metafora settecentesca nei nostri ambienti virtuali di oggi: a ogni stanza la sua funzione e la sua ora del giorno. Goethe passava con disinvoltura dall’una all’altra come facciamo noi tra Twitter, Facebook, il sito e il blog. Ogni ambiente è raccontato attraverso scrittori del passato e scrittori contemporanei, o tutti insieme, come nel caso della versione email dei Dolori del giovane Werther o delle edizioni “ricinguettate” di grandi classici.
Alla fine di ogni capitolo ci sono gli esercizi per sperimentare le nuove scritture sotto il proprio nume tutelare, e allenarsi sui testi brevi per assecondare la natura combinatoria del web.
Scrivere giorno dopo giorno è dedicato ai diari. Ogni capitolo un genere diaristico diverso, e davvero non pensavo ce ne fossero così tanti:

  • il diario-processo di Pavese e Tolstoj
  • le annotazioni spontanee e la scoperta dell’io di Kafka
  • il taccuino anarchico di Gottfried Benn
  • l’agenda di E.T.A. Hoffmann
  • la cronaca minimale di Goethe
  • il diario ascetico di Novalis
  • la cronaca pedante di Thomas Mann
  • il diario di lavoro di Bertolt Brecht
  • l’operazione verità di J.J. Rousseau
  • la lista personale di Susan Sontag
  • il diario sentimentale della giovane Romy Schneider e del vecchio Max Frisch
  • i protocolli onirici di Theodor Adorno
  • l’arsenale delle idee di Camus e Baudelaire
  • il diario di lettura di Jochen Schmidt
  • il diario sociale dei fratelli Goncourt e di Virginia Woolf
  • i diari in pubblico degli scrittori contemporanei come Giuseppe Caliceti.

Brani dai diari ed esercizi di scrittura ci guidano a trovare il genere che fa per noi e a sfuggire le insidie dell’autoreferenzialità e dello sfogo fine a se stesso.
Io mi sono riconosciuta soprattutto nel diario sentimentale e in quello dei sogni. Annoto da quando ero adolescente le mie scorribande notturne, ma chiamarle ora “protocolli onirici” mi fa tutto un altro effetto.
Bene, ora passo a Scrivere idee. Vi saprò dire tra qualche giorno.

La collana Scritture Creative ha anche un blog: i primi post di Carlo Lucarelli, Franco Michieli, Paolo Nori.

 

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