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risali negli anni

12 novembre 2012

#hoscrittoamano!

Sabato mattina, ore 9.30: abbiamo spento tutti i nostri iPad e smartphone e tirato fuori fogli, matite, pennarelli e… le nostre mani.
Eravamo lì – e qualcuno veniva anche da molto lontano – pieni di aspettative di fronte alla  “nuova” avventura di scrivere a mano, ognuno con motivazioni e spinte diverse, ma la nostra maestra di calligrafia Monica Dengo ci ha fornito subito la chiave in cui credo tutti ci siamo immediatamente riconosciuti.

Proprio perché la scrittura a mano non ci serve più per la funzione pratica di comunicare, siamo pronti a riscoprirne la funzione espressiva, la dimensione d’arte, il piacere del puro gesto, quello che l’oriente ha coltivato nei millenni e che l’occidente invece ha dimenticato.

Per me l’inizio è stato faticoso, ma rivelatore di quanto avessi perso il contatto con le mie mani proprio per dare forma a quelle parole con cui ho a che fare per la gran parte della mia giornata. Ma è stato bellissimo fare gli esercizi di scioltezza e di ritmo, scoprire che ogni lettera ha il suo ductus, capire che puoi rimetterti facilmente in sintonia con la scrittura se impari a “respirare” insieme a lei, vedere la bellezza della forma dimenticandoti finalmente della “tirannia” del contenuto.

Credo sia stato soprattutto questo sottile corpo a corpo con le parole a conquistarmi, insieme alla promessa di riscoprire e letteralmente di vivere la lunghissima storia della forma delle parole che Monica ci ha fatto intravedere.

Abbiamo il privilegio di vivere un momento storico unico, a cavallo tra due epoche, e io sono sempre più affascinata dalla possibilità di poter guardare dall’alto del crinale a quello che è stato e a quello che sarà. Con la calligrafia si guarda meglio, e soprattutto si vive una storia e ne se esplorano le possibilità.

Alla fine, abbiamo riacceso i nostri aggeggi elettronici e documentato la straordinaria giornata. Lo stesso ha fatto la classe di domenica.
Su twitter è tutto sotto l’hashtag #scriviamoamano. Date un’occhiata.

Vado a fare la mia nuova piccola pratica quotidiana: scrivere a mano la prima frase di un romanzo in tanti modi diversi, persino a occhi chiusi.
Intanto grazie a Roberta per la sua tenacia, a Monica per la semplicità profonda con la quale ci ha guidati e ai miei compagni di classe che spero di rivedere presto 🙂

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0 risposte a “#hoscrittoamano!”

  1. Buongiorno, ho avuto la fortuna di vedere quante cose sanno fare con le mani i giapponesi, bambini e adulti. E’ stato un viaggio fantastico anche da questo punto di vista. Scrittura, carte, origami… un’esplosione di creatività!

  2. Sono vintage, lo ammetto, ma io continuo a scrivere a mano anche se mi sono dovuta digitalizzare per lavoro. Non riesco ad allontanarmi dalle mie penne colorate, perchè, ebbene sì, trovo gioia a scegliere matite e penne

  3. io non riesco ancora a rinunciare al piacere della scrittura a mano. la prima stesura, l’abbozzo di tutto ciò che scrivo ha sempre origine da uno scarabocchio, un’idea, uno spunto appuntato nel mio quaderno, o su un biglietto del treno scaduto 🙂

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