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28 giugno 2012

Scrivo, e tu ascolti la mia voce

Con l’ottava puntata, dedicata alla “voce”, si conclude Draft,  la superba serie sulla scrittura curata da Constance Hale e pubblicata sul sito del New York Times (nessuno che voglia prendersi la briga di tradurla e farne un ebook?).
Non vi stupisca il tema della voce a proposito della scrittura: cosa è la lettura se non un sentire una voce che ci parla?  È esattamente quella voce che crea riconoscimento, appartenenza, complicità:

Nella scrittura, la connessione tra chi racconta e il suo pubblico è fondamentale. Attraverso tanti piccoli accorgimenti sottili il narratore raggiunge il lettore e gli dice “Ora siamo qui, insieme.”

La voce arriva alla fine, dopo la sintassi, il lessico, i verbi, la struttura della frase, la punteggiatura, il suono. Perché è il coronamento, il risultato delle tante scelte fatte durante tutta la stesura del testo.

La voce, un altro aspetto essenziale della migliore narrazione, si riferisce al modo ineffabile in cui le parole funzionano sulla pagina. Ci racconta qualcosa sull’identità del narratore. È una combinazione di scelta delle parole, struttura della frase e tono. È la qualità che connette chi scrive e chi legge, e che trasforma uno scrittore in un narratore. La vera magia della voce è il modo in cui noi lettori impariamo a riconoscerla.

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