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23 Maggio 2012

Il taccuino di Elena

È possibile scrivere un’opera in cui ogni parola sia scelta tanto per la sua bellezza quanto per la sua verità, tanto per la forma – ovvero il suono – quanto per il contenuto? Non lo so. Ho lavorato a Madame Bovary per cinque anni, soppesando ogni parola, ogni frase, ogni capitolo sui due miei piatti della bilancia. Ci sono stati giorni in cui non una sola parola ha superato l’esame. Non una!

Ho detto e sostenuto che non esistono più verità. Mi riferivo a quelle verità che sono solo contenuto: idee, opinioni, credenze e convinzioni. Non appena vengono espresse a parole esiste invece una verità, e cioè che niente può essere detto senza una forma. Nemmeno la matematica è pura forma, come si sostiene, perché perfino gli assiomi matematici devono essere espressi a parole. Non abbiamo altro su cui basarci.

La ricetta per un capolavoro è dunque questa: scegliere ogni parola in modo che sia bella e vera allo stesso tempo.

È così semplice, e così disperatamente difficile.

Perché la bilancia su cui vanno pesate le parole è sprovvista di scala.


Björn Larsson

Flaubert apocrifo, Otto personaggi in cerca (con autore)

Sì, è proprio così… “una bilancia senza scala” ho pensato quando Elena Petrassi mi ha segnalato questo bel brano appena postato sul suo blog Frammenti del tredicesimo mese.
Elena è una poetessa, lettrice voracissima. Annota quotidianamente sul suo blog tutto quello che la colpisce su poesia, creatività. scrittura, come su un taccuino.
Vi servono spunti di lettura, di incoraggiamento, di ispirazione? Sfogliate i Frammenti.

0 risposte a “Il taccuino di Elena”

  1. consiglio anche la lettura della raccolta di racconti citata (Otto personaggi in cerca). Soprattutto per chi si sente un po’ umanista e un po’ scienziato, sono racconti sorprendenti.

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