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risali negli anni

11 aprile 2012

Consigli alla rinfusa

Sono stata un po’ lontana dal blog nei giorni scorsi, ma ho assecondato volentieri il mio bisogno di disconnessione e di pensare ad altro. Così stamattina, per riprendere, mi sono riscaldata con un piccolo esercizio di traduzione.

Il blog britannico Doris and Bertie mi piace molto e sono sempre in sintonia con i due autori. Ultimamente hanno pubblicato in quattro puntate un elenco di 100 consigli veloci per la scrittura professionale. Di quelli che piacciono a me, lapidari e tutti alla rinfusa. Così ne ho scelti alcuni, anche io alla rinfusa, e me li sono tradotti. Eccoli:

  • Chi vuol scrivere testi facili da leggere, faccia amicizia con il punto fermo.
  • Scrivendo, non c’è alcun bisogno di schiarirsi prima la voce: torna indietro e taglia il primo capoverso.
  • Per citare Hemingway, “ogni prima bozza è una m**a”. Torna indietro e comincia la revisione.
  • Meglio la forma attiva della passiva: “le manderemo il documento”, non “le sarà inviato il documento”.
  • Ricorda le tre C del business writing: chiarezza, concisione, conversazione.
  • Un consiglio da Elmore Leonard: togli le parti che il lettore sicuramente salta.
  • Che i lettori esplorino il testo prima di leggerlo è un fatto. Aiutalo con titoli e paragrafi.
  • La parola “attualmente” è spesso ridondante. Ecco un esempio: “Stiamo attualmente rivedendo il nostro sito”.
  • “Ora” è molto più potente di alternative verbose tipo “nel momento attuale”.
  • Non attirare l’attenzione sull’atto di scrivere. “Abbiamo cambiato sede” è meglio di “Le scriviamo per comunicarle il nostro nuovo indirizzo.”
  • Correzione di bozze? Controlla titoli, piè di pagina, didascalie, sia separatamente che come parte del tutto.
  • Atttenta al tono di voce: non dire per email nulla che non diresti anche in faccia.
  • Sì, si può benissimo cominciare una frase con “e”, “perché”, “ma”.
  • Cerca di copiare lo stile dei quotidiani, molto più leggibili della maggior parte dei documenti aziendali.
  • Fai la revisione con il coltello, non con la penna. Aggiungi parole solo se strettamente necessario.
  • Appenditi alla parete la tua lista di parole proibite. Per ripensarci ogni volta che sarai tentata dai gerghi.
  • Nessuno si lamenterà mai di un testo facile da leggere.
  • Riscrivere non è un fallimento, è parte del processo.
  • C’è un aggettivo meno significativo di “significativo”? Da evitare, sempre.
  • Risparmia battute: da “nondimeno” a “ma”, da “nel caso in cui” a “se”.
  • Non credere mai che il lettore ne sappia quanto te. Immaginalo come un marziano appena arrivato sulla terra.
  • Rileggi sempre i testi ad alta voce. Rivedi appena ti impicci o rimani senza fiato.
  • Hai scritto una frase di cui sei particolarmente fiera? Probabilmente è quella che ha più bisogno di revisione.
  • Dedica al titolo lo stesso tempo che dedichi al resto del testo.
  • Metti l’informazione più importante al primo posto (quanti sono gli articoli di giornali che leggi fino alla fine?).
  • Sottolinea tutte le parole che tua mamma non capirebbe. Riscrivile perché capisca.
  • Con “il suddetto” o “il seguente” il testo suona all’istante burocratico. Toglili e riordina.
  • Non cominciare mai con “Come sapete”, “Come è noto”. Comincia con la notizia, poi aggiungi il contesto.
  • Non cominciare la frase con parole quali “anche se”, “mentre”, “invece di”, “dato che”. Comincia con l’informazione più importante.

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