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risali negli anni

8 Febbraio 2012

Ogilvy ai suoi

Ieri Maria Popova ha pubblicato su Brain Pickings i dieci brevi consigli sulla scrittura che David Ogilvy fece girare nel 1982 in un memo interno nella sua agenzia:

Meglio scrivi, più farai carriera in Ogilvy & Mather. Chi pensa bene scrive bene.

Chi non ha le idee chiare, scrive testi confusi, lettere confuse, discorsi confusi.ilvy

Scrivere bene non è un dono di natura. Dovete imparare a scrivere bene.

Ecco dieci suggerimenti:

1. Leggi il libro ” Writing that works” di Kenneth Roman and Joel Raphaelson. Leggilo tre volte.

2. Scrivi come parli. In modo naturale.

3. Scrivi parole brevi, frasi brevi, paragrafi brevi.

4. Non usare parole gergali come riconcettualizzazione, demassificazione, attitudinalmente, pregiudizialmente. Sono tutti segni distintivi degli asini arroganti.

5. Non scrivere mai più di due pagine. Qualunque sia il tema.

6. Controlla le citazioni.

7.Non inviare mai una lettera o un memo lo stesso giorno in cui la scrivi. Rileggila ad alta voce la mattina dopo, e correggi.

8. Se si tratta du qualcosa di importante, fatti aiutare da un collega.

9. Prima di inviare la lettera o il memo, devi essere certo che la tua richiesta sia più che chiara.

10. Se quello che vuoi l’AZIONE, non scrivere. Vai e chiedi.

David

Maria Popova li ha tratti da un blog che non conoscevo, dedicato solo alle liste: Lists of Note.

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9 risposte a “Ogilvy ai suoi”

  1. Il punto 4 si potrebbe adattare al contesto italiano sostituendo gli esempi con parole inglesi, che in Italia sono usate sempre più a sproposito.

  2. Mi impressiona il punto 10 – “Se quello che vuoi (è) l’AZIONE, non scrivere. Vai e chiedi.” E’ proprio vero, e lo sperimento spesso nel mio lavoro di dirigente scolastico. Aggiungo che talvolta si scrive – invece di alzarsi e andare a chiedere – proprio perché più o meno consciamente non si è davvero interessati all’azione, ma piuttosto alla documentazione – ad esempio come forma di tutela amministrativa (lo avevo scritto, dunque non posso essere responsabile). E però colpisce, per chi ha a cuore la scrittura, che scrivere sia così poco legato all’azione.
    “.

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