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risali negli anni

18 gennaio 2012

Inno alla copia

La rivista Rroseselavy, che ho segnalato nel post precedente, pubblica un divertente decalogo di istruzioni per non essere creativi scritto dal filosofo Maurizio Ferraris. Mi è piaciuto molto il punto 4, un inno alla copia:

Copiate, non create. Il segreto della creatività è un segreto di Pulcinella. Per diventare creativi bisogna fare il contrario di quello che consigliava quel tale della scuola della creatività; bisogna copiare, copiare e ancora copiare. Quando tutto quello che abbiamo copiato ci uscirà dagli occhi, quando ogni verso, ogni nota, ogni disegno ci sembrerà una citazione, ecco che saremo dei creatori o (almeno) non saremo dei ripetitori. Questo non vale solo nell’arte, ma nella vita, dove (fateci caso) il più delle volte i principianti ripetono schemi già visti, proprio come gli autori inesperti adoperano frasi fatte. Il punto è molto semplice, e l’ha enunciato una volta Umberto Eco: si sbaglia ad associare il genio alla sregolatezza; il genio non ha meno regole degli altri, ne ha molte di più.

Nelle arti figurative copiare ha sempre fatto parte della formazione dell’artista. Masaccio copiava gli affreschi di Giotto, Michelangelo copiava le statue antiche, Manet copiava Goya, Picasso copiava El Greco e poi copiava anche se stesso.
Nella scrittura invece – lo impariamo a scuola –  guai a copiare!
Eppure c’è un piacere e un’utilità nel copiare, parola per parola, un testo che ci piace. È come  prendersi un po’ dello spirito dell’autore, sentirlo più vicino, fare proprio il suo ritmo, assaporarlo meglio, opponendo la lentezza della copia alla velocità della lettura.

Su questo blog leggi anche:

Copiare: un piacere consentito

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0 risposte a “Inno alla copia”

  1. Questo post sarebbe piaciuto a Walter Benjamin!

    Va sottolineato che copiare è un’arte e delle più raffinate.

    Mi permetto di copiare alcune citazioni in merito:
    H. Arendt, Il pescatore di perle
    L’aspirazione ideale di Benjamin a produrre un’opera che consistesse unicamente di citazioni, un’opera montata così sapientemente da poter fare a meno di qualsiasi testo di accompagnamento, potrebbe apparire estremamente eccentrica e autodistruttrice, ma non lo era più di quanto lo fossero gli esperimenti surrealisti nati da impulsi analoghi. (p. 86)

    Th. W. Adorno, Profilo di Walter Benjamin in Prismi
    L’aforisma dell’Einbahnstrasse secondo cui le citazioni dei suoi lavori sono come predoni appostati lungo la strada, che balzano fuori a spogliare il lettore delle sue convinzioni, egli lo concepiva alla lettera. (p. 245)

    Walter Benjamin, I “passages”
    Questo lavoro deve sviluppare al massimo grado l’arte di citare senza virgolette. La sua teoria è intimamente connessa a quella del montaggio. [NI 1, 10 p. 512]

    L’accadere, che circonda lo storico e a cui egli prende parte sarà sempre alla base della sua esposizione come un testo scritto con inchiostro simpatico. La storia, che egli presenta al lettore, costituisce, per così dire, le citazioni di questo testo e sono solo esse che si presentano in modo leggibile a ciascuno. Scrivere storia significa, dunque citare storia. Nel concetto delle citazioni è, però, implicito che l’oggetto storico venga strappato dal suo contesto. [N 11, 3, p. 534-5]

    • Mamma mia, Franco, detto da te mi mette in imbarazzo 🙂
      Più modestamente, mi piace il coinvolgimento fisico della mano che copiando qualcosa di bello lo fa un po’ suo, anche solo con la testiera.
      Con la penna in mano, l’effetto di vicinanza con l’autore è ancora più profondo…

      Grazie delle belle citazioni, e anche dei tuoi tweet.

      Luisa

  2. Anche Josè Saramago nel suo romanzo “Manuale di pittura e calligrafia”, il protagonista ricopiava frasi e testi di romanzi altrui… W la copia!

    • Ciao, un complimento agli arotui, non ho completato di leggere tutta la rivista, ma mi piace molto. Trovo che gli articoli sono ben fatti, anche se per alcuni, letti fino ad ora, ho avuto difficolte0 nel capirli, ma credo che dovrf2 coprire prima alcune lacune e poi rileggerli. Sono felicissimo che sia nata una rivista del genere e spero di creare il mio sito personale proprio grazie ad i vostri consigli. Continuate cosec.

  3. Il mio caro prof. di progettazione e disegno professionale, Leonardo Mattioli, mi confidò un giorno: «Copia! Ma con copia con intelligenza…»
    Di questo consiglio ne faccio tesoro da oltre vent’anni.

    Interessante scoprire oggi, dopo il libro (acquistato oltre un anno fa), anche il blog.
    Ti seguirò con interesse. Un sauto,
    Pau

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