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10 Novembre 2011

Black list e bollicine

Ieri Barbara Bagli della Scuola di Fund Raising di Roma mi ha segnalato un post sul loro blog che prendeva spunto da uno mio di poco tempo fa: Togliamo gas e bollicine inutili e controproducenti!

È stato interessante leggere alcune riflessioni sugli effetti del linguaggio un po’ montato del marketing in un settore che frequento poco. Anche dove coinvolgimento ed emozione contano, conta sempre più la sostanza.

Le bollicine mi sono rivenute in mente oggi, giornata passata interamente a fare analisi ed editing di testi aziendali per preparare un laboratorio di scrittura. Le bollicine che mi hanno disturbato di più sono stati gli “avverbi di quantità vaga o relativa”: molto, estremamente, fortemente, notevolmente, realmentemolto efficaci e realmente innovativi non ci dicono quanto efficaci e innovativi, e soprattutto non sono credibili dalla bocca o la penna di chi quei prodotti e servizi sta magnificando. Però permettono di montare la panna testuale o di introdurre il gusto frizzante delle bollicine in una bevanda che all’autore sembra troppo liscia.
Via in black list!

A proposito di black list, ne parla anche Giulia Zoli nella rubrica Le correzioni su Internazionale uscito oggi. Mi sa che la lista di parole proibite del settimanale è lunghissima. Giulia ci svela intanto che ne fanno parte iniziareagiato, fuoriuscire, giungeregiustiziare, media (mezzi d’informazione), membro (appartenente a un gruppo).

0 risposte a “Black list e bollicine”

  1. Gli avverbi in effetti vengono usati spesso per abbellire il testo. Mi piace la frase "non ci dicono quanto efficaci e innovativi", che terrò presente ogni volta che inserirò un avverbio nel testo 🙂

    Daniele

  2. Purtoppo io sono fissata con gli avverbi in "mente" – esecrati da tutti.
    Ho addirittura deciso di concludere ogni mio commento, post, (o se la circostanza lo consente)  email con un appropriato avverbio in -mente (come segno distintivo).
    Dopo aver letto questo post sono ancora più decisa a stare in guardia per evitarli.
    Nella mia black list comunque c'è "assolutamente" -è' una peste, scritta e parlata, ha sostituito il sì e il no.

    Pensierosamente sua, Sconnessa.

  3. Ciò che dici Luisa è vero, ma è altrettanto vero che un lettore non di "mestiere", difficilmente scomporrà ogni singolo vocabolo chiedendosi sul perchè e sul percome.

    Ritengo che molti testi vengano assunti e metabolizzati d'un fiato, anche senza che un "mente" ne pregiudichi la qualità.

    Detto questo c'è chi ne abusa.

    Amabil-mente tuo
    Lu

  4. Lu,

    ovvio che un solo -mente non pregiudica la qualità e che il lettore non disseziona il testo come facciamo noi.

    Ma anche se non disseziona, percepisce "d'un fiato"  l'intera qualità del testo, che è fatta anche di minimi dettagli. Se i dettagli così così o scadenti cominciano a essere tanti, lui/lei probabilmente non li distingue,
    Semplicemente si stanca di leggere, prende e se ne va.
    E noi non lo sapremo mai.

    Luisa

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