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risali negli anni

12 Ottobre 2011

Il lettore è mobile

Jakob Nielsen torna sulla scrittura (e la lettura) dei microtesti destinati agli smartphone.
Le sue ricerche dei mesi scorsi avevano già evidenziato che sui piccoli schermi la comprensibilità dei testi è due volte più difficile che sul normale schermo di un pc. Oggi rileva un curioso paradosso: chi legge news e altri testi sullo smartphone lo fa per lo più a tempo perso, quando è in attesa da qualche parte, ha un minuto o giù di lì e non sapendo cosa altro fare getta un’occhiata al telefono.
Legge quindi per riempire il tempo. Ciò nonostante si innervosisce moltissimo se i testi sono verbosi e non arrivano subito al punto. Il lettore mobile pare voglia fatti, notizie e basta.
Di qui la raccomandazione, reiterata, del guru: scrivere in modo semplice, senza parole superflue, e strutturare in modo tale da tenere dettagli e informazioni di contesto per le pagine successive.
Due cose più semplici a dirsi che a farsi e che richiedono competenze editoriali più robuste di quanto si pensi.

0 risposte a “Il lettore è mobile”

  1. E' vero. Ammetto che anch'io, quando sono in giro, se comincio ad ingarbugliarmi cambio pagina. E' come se il cervello non avesse voglia di capire altro diverso dall'informazione immediata. Il fatto descritto in poche parole, in modo semplice e diretto.

  2. la cosa interessante da capire è quando il cervello si stanca di seguire un testo. Chi scrive infatti dovrebbe essere concentrato e fare un percorso logico. Chi legge dovrebbe sentirsi "guidato". Invece, ad un certo punto, plof!, la mente è da un'altra parte. Può bastare l'avvio di una subordinata, o una locuzione non comune o, che ne so? Ma è proprio questo il bello da scoprire per chi vorrebbe farsi leggere e farsi sempre contemporaneamente capire. Un eccesso di presunzione, non trovate?

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