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risali negli anni

31 Agosto 2011

Studiare meglio (anche per lavorare più a lungo)

Alla fine del suo appassionato intervento a TED, Julian Treasure lancia un appello perché l’ascolto sia insegnato nelle scuole. Oggi, dalle colonne di Repubblica Marco Lodoli ne lancia un altro: Basta con la scuola del cuore, ricominciamo a far pensare.
Ecco due passaggi chiave del suo articolo:

La cultura è il tentativo di dare una forma e un ordine al caos. Per questo studiamo le tabelline e la sintassi, Aristotele e il sonetto, Dante e Kant e la storia e la chimica e la biologia. Chiunque ama l’arte sa che il disordine del dolore può essere la materia bruta dell’opera: ma perché ci sia un valore e un senso l’artista deve tirare fili invisibili, cucire, legare e slegare, mettere in prospettiva, unire ciò che pare crudelmente diviso. E la scuola questo deve riprendere a fare, contro la cultura del desiderio che vive di smanie istantanee, puntiformi e distruttive, contro chi agita nei ragazzi solo l’emotività, come se la vita fosse solo sballo, divertimento, notti da inghiottire e giorni da dormire e corri dove ti porta il cuore.

E allora, come ridare forza al pensiero, oggi calpestato dall’orda trionfante e barbara delle sensazioni spicciole, dall’impressionismo e dalla destrutturazione? La lettura è fondamentale perché tuffa lo studente nello scorrere progressivo del tempo, nell’evoluzione dei caratteri, nella riflessione sulle piccole esistenze individuali e sulla vita grande che le contiene. Il prima e il poi segnano una strada. Ovviamente la matematica è la base del pensiero logico: i nostri ragazzi faticano moltissimo anche per risolvere una semplice equazione, spesso respingono l’universo dei numeri proprio perché li obbliga a pensare, a mettere in fila i passaggi, a trovare la soluzione esatta. Più letture, più matematica, dunque, ma anche più filosofia e più traduzioni dalle lingue straniere. Sarebbe bellissimo, poi, se tutti i ragazzi studiassero la musica capirebbero come nelle note si sposano la precisione e la sensibilità.

Più precisione, ordine, razionalità. Più letture, più matematica, più filosofia, più traduzioni, più musica. Back to basics, insomma. Alle radici di quella che già nell’antichità era considerata una formazione a tutto tondo. I ragazzi di oggi ne hanno un gran bisogno. Per essere pronti a cambiare di più, ad appassionarsi a quello che fanno, a cercare il lavoro dei propri sogni e, se ancora non c’è, a saperlo inventare. Solo così riusciranno a lavorare molto più a lungo senza sentire di subire un’inesorabile condanna.

0 risposte a “Studiare meglio (anche per lavorare più a lungo)”

  1. Ciao Luisa,
    nel testo leggo: "Ovviamente la matematica è la base del pensiero logico" ma un mio amico (Guido Vetere, esperto di filosofia del linguaggio) mi dice che è esattamente il contrario. Che pensi? Ciao.
    Massimo

  2. La logica è l base del pensiero matematico: già. Ma la logica è in disgrazia: pare tarpi le ali dei creativi. Come se imparare a ragionare arrugginisse la fantasia. Ma forse si preferisce che i nostri figli fantastichino molto e ragionino poco…

  3. la creatività é osare e questo osare é valido anche nell'ambito del pensiero logico e razionale.

    che da delle regole da seguire e proprio per questo il pensiero creativo nell'ambito razionale ha più valore.

  4. Cara Luisa, tutto ciò oltre ad aumentare l'ansia per la figlia che andrà in prima elementare mi ricorda molto lo straordinario libro della Mastrocola " Togliamo il disturbo" ricco di spunti e riflessioni…
    Dott.ssa Raffa

  5. Ecco che cosa distingue un artista da un ciarlatano qualunque. Ma quanti sono quelli in grado di riconoscerlo, se ad esempio i libri di Fabio Volo schizzano in vetta alle classifiche? Non ce l'ho con lui, però mi sembra l'emblema di questo nuovo modo di ragionare. Tutto affidato alle emozioni, alle sensazioni. Anche nel suo programma alla radio. Tutto fumo, ma poi scavando, che ci trovi? 
    Martina

  6. Per anni ci siamo preoccupati del "digital divide". Ora ci accorgiamo (vedi ultimo Rapporto Censis sulla Comunicazione) che esiste anche un "Press DIvide": il 45% degli italiani non include più nella sua dieta mediatica i mezzi a stampa. Si informano, elaborano e ragionano con diete solo audiovisive e Internet. Vale la pena davvero di rifletterci perché il trend è a progressione esponenziale: soltanto cinque anni fa le personee "estranee" ai mezzi a stampa erano il 33%.

  7. Matematica è vita , tutto è basato sulla matematica . Anche se sono figlia del caro vecchio  libro " Cuore" , ritengo ,dopo 35 anni d'insegnnamento, che i nostri ragazzi necessitano di una preparazione a… Pensare!
    Pensare , comunicare, saper decidere , saper collaborare e mi piace la sua puntualizzazione sulla musica.
     Complimenti è un blog molto interessante … fa pensare, fa riflettere . Grazie

     Tonina Perrone  

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