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26 Aprile 2011

Le geniali ossessioni di Steve

Se i biografi di Steve Jobs non si sentissero in dovere di inchinarsi al genio di Cupertino una pagina sì e una no, i loro libri ne uscirebbero molto meglio.
Questo vale anche per un buon libro, quale Steve Jobs, l’uomo che ha inventato il futuro di Jay Elliott.
Elliott, che ha lavorato insieme a Jobs più di vent’anni, racconta dettagli interessanti ed episodi inediti della vita quotidiana in Apple oltre quelli ormai stracitati.

Quella per la semplicità è un’ossessione che non lo abbandona nemmeno per un istante. Quando gli autori della documentazione del Macintosh gli presentarono il manuale fieri del fatto che fosse scritto in un linguaggio adatto a un ragazzo dell’ultimo anno delle superiori, non la prese per niente bene. “Deve essere al livello della prima elementare”. E poi aggiunse: “Forse dovremmo farlo scrivere a un bambino di prima elementare!”

E per ogni nuova idea da parte dei suoi collaboratori non vuole che gli sia presentata in forma testuale, ma sempre in forma visiva. Un modello grafico, un prototipo, una demo. “Ho bisogno di vedere le vostre idee!”.

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0 risposte a “Le geniali ossessioni di Steve”

  1. Credo che per molte cose ci sia da imparare da Steve Jobs. Mi sono rimaste in testa le parole ai laureati Stanford di qualche anno fa, veramente una fonte di ispirazione. Spero che rimanga ancora a lungo su questa terra, non credo abbia finito di dire quello che ha in testa.

  2. non l'ho ancora letto ma l'ho già segnato nella mia lista dei desideri!
    Grazie per aver segnalato anche il tuo punto di vista.

    Buon primo maggio. 
    Davide

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